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The Boy
Un'anima avvelenata dalla merda di cui questo mondo ci sommerge. Quì metterò i miei Racconti, le mie Canzoni, i miei Pensieri.. tutto ciò, insomma, che la mia anima avvelenata mi detta.
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Racconti
Obsession: capitolo VIII
Il rumore del treno accompagna nuovamente i miei pensieri. Come era prevedibile l’idea di rivedere i miei genitori era stata la peggiore che potessi avere: a malappena sono riuscito a vedere mia madre; sono bastati pochi passi oltre l’uscio di casa per far arrivare alle mie orecchie, prepotente come un tuono, la voce di mio padre. Parolacce, offese, accuse, ingiurie; in pochi minuti mi sono sentito sciorinare contro così tante frasi da ferirmi i timpani. Solo il tempo di chiudermi in quella che anni fa era la mia stanza e di afferrare poche cose…che già ero di nuovo fuori di li. I miei vecchi cd dei Clash, dei Ramones, dei Guns’n’Roses; tesori inestimabili, ricordi di un passato lontano che ora non c’è più. E poi il portatile, lo sgangherato computer che mi ero comprato risparmiando come un matto. Confrontandolo con i mostri che vendono adesso a poche centinaia di euro, viene da ridere…ma li dentro per me c’è davvero un tesoro. Foto, canzoni, file di testo…altri tasselli di quel puzzle che è la mia vita passata. Ora sono in treno, nuovamente in viaggio verso Torino. Ho attaccato gli auricolari al portatile, voglio spararmi a stecca la mia musica direttamente nel cervello! Guns’n’Roses, November Rain. Un misto di tristezza e malinconia mi invade l’animo. Ricordi, forse troppi. Poi la spia verde in basso allo schermo rapisce la mia attenzione: sono collegato ad internet tramite il Wireless…sto rubando la connessione a qualcuno! Bene, almeno ho trovato qualcosa per passare il tempo e per pensare di meno. Invece, come sempre, va tutto per il verso sbagliato: giro per siti e mi ritrovo su Aruba, nella mia casella email; vecchie lettere scritte e ricevute di cui neanche ricordavo più l’esistenza. E la mia mente torna a viaggiare, prepotentemente, senza appigli. Una frase. Basta una frase per farmi vacillare: “Se avessi potuto impacchettarlo, t’avrei regalato il mio cuore!” Quella frase mi distrusse anni fa…e l’accorgersi che, ancora oggi, dopo tutti questi anni, l’effetto è il medesimo mi manda in confusione! Rileggo la mail, tutta d’un fiato, senza guardare il mittente: non potrei dimenticarlo. Giulia. La ragazza Romana che mi fece precipitare in un baratro senza fine dopo avermi condotto in paradiso. Giulia. Ancora quel maledetto nome. L’avevo rimossa, dimenticata ed ora a causa di questa email eccola riaffiorare con prepotenza. Forse ho capito perché quel nome provoca in me tanta angoscia: forse mi porto ancora appresso strascichi del passato che avevo deciso di rimuovere. La email è lunga, piena di significato per me, difficile da leggere…eppure non riesco a staccare gli occhi da questo schermo: “Giuly io son sempre stato sincero; tra noi c'era davvero "una splendida amicizia" e per me è stato così per mesi interi. Quello che ha cambiato tutto, quello che ha scatenato dentro di me mille emozioni contrastanti, quello che m'ha mandato in crisi, che m'ha fatto riflettere, che m'ha riempito di dubbi e paure...quello che ha creato tutto quanto: è stato quel tuo bacio, quella sera al Qube. Come ti ho già detto la prima volta non ho dato eccessivamente peso alla cosa, eravamo mezzi ubriachi entrambi e quindi, da qualche parte, cercavo una giustificazione all’accaduto. E poi, lo sappiamo entrambi: non facevo altro che saltare da un letto all’altro…cosa mai poteva significare un bacio dato sotto gli effetti dell’alcool? Ma poi la cosa è avvenuta di nuovo, ancora ed ancora ed ancora… Non c'era più la futile scusa dell'alcool, c'erano ancora i mille dubbi, le mille paure...ed a quel punto, definitivamente, la confusione nella mia testa. Da quel giorno mi sono reso conto che quella magnifica amicizia si stava trasformando in altro. Quella che era iniziata come un'amicizia profonda ed importante, si stava evolvendo. Pensavo che fosse una cosa solo mia, che fosse solo il parto della mia mente contorta e malata, sai bene come in quel periodo fossi fuori di me, sai bene come per me fosse naturale frequentare mille tipe senza minimamente dare la minima importanza a nessuna di loro...ma tu eri diversa, eri tutt’altro, eri TUTTO! Eppure hai continuato a fare come se nulla fosse successo, come se fosse stata la cosa più normale del mondo. Proprio perché ero consapevole di ciò che provavi per Michele, proprio per quello ero convinto che MAI tra noi potesse succedere qualcosa ed invece tu, come niente fosse, hai infranto tutto quanto. L’hai fatto con quell'sms: "Se avessi potuto impacchettarlo t'avrei regalato il mio cuore!" Giuly per me quell'sms è stato un colpo basso, bassissimo. Quelle pochissime certezze che avevo, le mille cose che continuavo a ripetermi...tutto, è crollato in un secondo! Cazzo, non puoi dire o fare ciò che vuoi per poi comportarti come niente fosse. Te l'ho detto mille volte e questa volta lo dico a maggior ragione! Sarà stato un mio errore, sarà stato un mio sbaglio, sicuramente è andata così. Ho messo da parte tutto ciò che ero convinto di sapere, ho gettato tutte le certezze che mi ero creato e STUPIDAMENTE mi sono lasciato trasportare, mi sono lasciato cullare da qualcosa che esisteva solo dentro di me. Pesa le parole. Dosa le azioni. Sempre! Io non ti do la colpa di nulla. Tutto ciò che è successo è avvenuto perché lo volevamo entrambi. L'errore è stato mio: sono io ad essermi illuso di provare qualcosa che stranamente credevo venisse ricambiato. Io che ho creduto che le cose potevano cambiare. Io che ho sperato che tutto finisse in meglio. Io. Solo io. Stupidamente io. Una cosa però è certa: se tutto questo è accaduto un motivo c'è, nulla avviene per caso...ricordalo sempre! Ridicolo. Mi sento ridicolo. Sto qui ad uscire di testa…per un semplice bacio! Per uno come me che non dava il minimo peso neanche ad una notte di sesso sfrenato…andare in loop per un semplice bacio è inammissibile. Ma questo bacio non è avvenuto con una delle tante sciacquette che mi rimorchio di sera in sera: è avvenuto con te! Con la persona che per me rappresentava l’unico punto fermo, che per me è sempre stata tutto. TE. Tu sei sicura di ciò che provi ed io per questo ti invidio. Che io non sia d’accordo è un altro discorso: in fondo i sentimenti sono tuoi ed io non posso certo metterci bocca. Ma ricorda che se davvero ami una persona non ti passa neanche per l'anticamera del cervello di "andare" con un altro; può capitarti una volta forse, ma non ogni volta che vedi l'altro. Se davvero ami una persona non inizi a desiderare qualcuno che non sia lui! Mi sto ripetendo, lo so, ma sono fuori di me ed i pensieri viaggiano fluenti, le dita scorrono da sole su questa tastiera! Io spero, per te, che veramente hai ciò che vuoi. Lo spero con tutto il cuore perché Giuly, che io ti voglia un bene assurdo è cosa ormai risaputa. Ti auguro con tutto il cuore di stare bene, di essere felice per e con le tue scelte. Non voglio saperti sofferente, non voglio saperti giù, sai bene anche questo. Ho sempre fatto di tutto pur di vederti sorridere, pur di non farti esser triste. Ma ora, scusami, non riesco a pensare a te; non riesco a pensare a nessuno...voglio solo pensare a me stesso. Per una volta non penso a quella degli altri ma alla MIA di sofferenza! Sono rimasto scottato, e di brutto. Sono rimasto illuso, deluso, ferito e so bene che la colpa è anche mia, anzi forse SOLO la mia. Per questo non mi azzarderei mai a darti tutte le colpe, sarebbe stupido, ingiusto. Tutto quello che è successo è stato un insieme di episodi imprevisti. Ripeto che con te sono sempre stato sincero e che tutto questo casino s'è scatenato da poco, in maniera inaspettata e travolgente. Ma d'altronde dovevo aspettarmelo: per me, nella vita, non sono mai esistite le mezze misure. Ho sempre vissuto tutto con la massima intensità, come credo e continuerò a credere che vada fatto. Ho sempre provato tutto all'eccesso, senza graduazioni. Completamente Nero o candidamente bianco, senza mai un solo grigio. Ho sempre pensato che la vita dovesse essere così: che non bisognasse mai accontentarsi o prendere le cose solo a piccole dosi. Bisogna vivere sempre appieno, al massimo. MEGLIO RIMANERE BRUCIATI DA UN FUOCO INTENSO CHE SCOTTARSI PIANO PIANO DA PICCOLE FIAMMELLE. Questo è sempre stato il Sid-pensiero. Però, in questo caso, non so se sia stato giusto pensarla e viverla così… Non posso farci nulla se il mio cervello è partito per conto proprio ed ha tramutato l'amicizia in qualcos’altro di diverso. Non pensavo potesse succedere, ma ripeto che non pensavo neanche che tu mi potessi baciare (in quel modo poi, con quel trasporto, quella passione!) e comportarti poi come se nulla fosse... Ti saluto Giuly. Ti auguro ogni bene, davvero. Ti auguro di vivere felice con la scelta che hai fatto e con quelle che farai in futuro. Però, sta volta, se ti accorgerai che sono sbagliate, io non sarò lì accanto a tirarti su. Perché ora anch'io faccio parte di una di quelle scelte...giusta o sbagliata che sia. TVB e continuerò a volertene sempre... Sid” Chiudo il portatile, al volo. Quante cazzate ero in grado di scrivere, di pensare, in passato? Soffrire così tanto per una situazione del genere…è da sciocchi! Eppure a rifletterci bene…Giulia mi manca. Il rapporto puro, sincero, forte che avevamo mi manca da morire. Perderla è stato come perdere una parte di me…una parte essenziale di me! Però un pensiero continua a balenarmi per la testa e proprio non vuole lasciarmi stare: ora non ne sarei in grado, assolutamente. Che sia un bene o un male, questo è da appurare! A quei tempi, nonostante i mille problemi, c’era più purezza nel mio cuore…ora vi alberga solo l’aridità. Cazzo! Sono partito da poche ore e già sto cadendo in depressione? No, non posso permetterlo! Rimetto il portatile nello zaino e mi alzo; il bagno è poco distante e con me ho ancora un paio di dosi. Ne sento il bisogno, ora più che mai, assolutamente. Il mio veleno porta nuovamente un po’ di tranquillità nella mia testa; mi sembra quasi di sentirlo scivolare nelle vene ed attraversarmi il corpo per intero, centimetro per centimetro. Chiudo gli occhi, mi lascio trasportare… Un rumore incessante mi riporta alla realtà: qualcuno bussa alla porta. Guardo il cellulare: 4 ore…cazzo, sono passare 4 ore! Cerco di darmi una sistemata meglio che posso ed esco. Una donna piuttosto grassa mi guarda con aria seccata; mi sbraita contro qualcosa ma ancora non sono del tutto in me e non capisco una sola parola. La mando a fanculo alzando il medio della mano destra e me ne torno al mio posto. Il mio corpo è attraversato da innumerevoli brividi. Mi siedo e mi avvolgo nel lungo giaccone di pelle nera; quindi dopo aver infilato le cuffie dell’ I-pod mi poggio con la tempia al vetro e mi lascio cullare. La testa è ancora pesante e non sono in grado di fare molto altro. La voce di Olly mi accompagna, mentre lentamente la mente lascia il mio corpo: “Never fear to suffer never cry without the sound” Nessuna paura di soffrire; dici bene tu caro il mio Olly. Ma a volte quella sofferenza è troppo dolorosa da sopportare. Troppo, troppo dolorosa… E mi tornano alla mente le mie parole, parole che scrissi quella lontana notte sulla banchina della metropolitana di Londra. L’alcool nelle vene era tanto e la mente, come sempre, viaggiava leggera, portandomi dove voleva lei: I can't live wonder what's wrong with me... I can't do it to us to get back. Non posso vivere pensando cosa c'è di sbagliato in me... Non posso farcela a tornare indietro. |
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