The Boy
Un'anima avvelenata dalla merda di cui questo mondo ci sommerge. Quì metterò i miei Racconti, le mie Canzoni, i miei Pensieri.. tutto ciò, insomma, che la mia anima avvelenata mi detta.

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heaven in hell
wanna be??

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Racconti
Obsession: capitolo IV

- Driiin_! Driiiiin_! –

Il trillo continua a corrompere il silenzio irreale di questa mattina.

- Driiin_! –

Prepotente il telefono continua a squillare. Io non ho nessuna voglia di rispondere, non voglio sentire nessuno, non voglio che nessuno mi senta.
Vorrei potermi isolare completamente da questa realtà. Vorrei riuscire a sparire, giusto il tempo di ritrovare me stesso. Ma so bene che tutto questo non è possibile.

Il telefono smette di squillare. Tiro un sospiro di sollievo e mi giro dall’altra parte.

- Trrrr_! Trrrrr_! –

Ora è il cellulare che rompe le palle. Inizia a vibrare sul mobile accanto al letto. Lancio un’occhiata al display: è mia madre. Che sarà successo, perché mi starà chiamando?

Rispondo scazzato.
Solita solfa: come stai, è tanto che non ti fai vivo, quando ci vieni a trovare, dove sei, ho chiamato a casa ma non hai risposto…

Cerco di farla breve. Stavo dormendo e non ho sentito il telefono di casa, sto bene, la vita procede e non so quando andrò a trovarli.

Non è che non ami mia madre, solo che non son il tipo legato alla famiglia. Ho fatto troppe stronzate in passato e so che continuo a farne altrettante tutt’ora. So bene di aver deluso i miei genitori, anche se loro non mi dicono mai nulla di simile.

Rifletto qualche secondo: ha ragione mia madre, non mi faccio sentire da una vita.
Le chiedo come sta. So che la domanda è inutile, in fondo i miei conducono una vita tranquillissima in un paesino di montagna tutto aria pulita e bei paesaggi. Ma daltronde mi sento quasi in obbligo a chiederlo, è pur sempre mia madre.

La sua voce cambia, mi dice un “Insomma…” che a me non piace affatto.
Chiacchieriamo un po’ e poi mi saluta. Mi dice di riguardarmi e tutte quelle stronzate da mamma…

Guardo l’orologio: è pomeriggio inoltrato ed io sto ancora a letto. Non ho voglia di alzarmi, non ho voglia di uscire. Vado in cucina, mi preparo un paio di toast al volo e torno nel letto. Accendo la radio, mi aiuta a rilassarmi. Non so proprio stare senza musica.
Ripenso alla serata di ieri, allo strano incontro che ho fatto nel bar. Al ragazzo con il quale ho bevuto le birre, col quale mi son sbronzato…e che mi ha riaccompagnato a casa.
Perché continuo a ripetermi che lo conosco? Dove l’ho già visto?
La testa inizia a farmi male, la sbronza di ieri sera inizia a farsi sentire.

“Io metto l’anima nelle canzoni, scrivere mi aiuta a tirare fuori quello che mi opprime dentro…” ancora ricordo le sue parole.
Forse dovrei seguire il suo esempio. Ai tempi della scuola scrivevo poesie, per qualche anno ho anche suonato no? Magari la cosa riesce a risollevarmi un po’.
Mi alzo dal letto e prendo un quaderno con una penna. Ritiro fuori dall’armadio il mio vecchio basso e mi tornano alla mente mille ricordi. Ho buttato la mia vita, perché son stato tanto stupido?
Strimpello un pò, il suono non è il massimo ma basta accordarlo che le cose saranno diverse.
Poso il basso sul letto e do il primo morso al toast. Penna alla mano, è ora di iniziare a scrivere. Alla radio intanto stanno mandando una di quelle trasmissioni in cui si lasciano le dediche: la cosa mi fa ridere. Eppure, se ripenso al passato, ricordo che anche io più di una volta ho mandato dediche per radio… Tempi in cui ero ancora il ragazzo semplice ed innocente…e non il relitto che sono adesso.

- Stanco di vedere le parole che muoiono
stanco di vedere che le cose non cambiano
stanco di dover restare all’erta ancora
respirare l’aria come lama alla gola. –

Corpo a corpo dei Subsonica. Ennesima canzone che mi sembra esser stata scritta per descrivere il mio stato d’animo. Samuel poi ha una voce che mi lascia senza fiato...aspetta, Samuel ho detto?
Cazzo mi son alcolizzato con QUEL Samuel!!! Solo ora me ne accorgo!
Ecco perché mi sembrava di averlo già visto!

Scoppio a ridere come un imbecille. Queste sono cose da film…eppure mi è capitato!
Smetto di ridere per ridedicarmi alla canzone. Non so ancora cosa verrà fuori…ma voglio provarci lo stesso.

Ho la mente vuota. Non riesco a tirar fuori niente di buono. Le canzoni alla radio si susseguono, una dietro l’altra ed io son ancora qui con un toast morsicato e tanti fogli imbrattati con scritte subito cancellate. Sarà forse a causa della merda che prendo che ora non riesco neanche a mettere due pensieri in fila? Anni fa avrei scritto un poema in dieci minuti…ed ora eccomi qui ad impazzire davanti un foglio bianco.

- E' bastato solo un semplice sguardo per capire che
che nei tuoi occhi io mi stavo perdendo senza capire il perchè
sensazione che io non provavo da tempo e che ora vivo per te
che prendi posto nei pensieri toccando tutti i miei punti piu deboli,
accarezzandoli come se fossero desideri irrangiubili. –

Vengo riportato alla realtà dalle parole di una canzone. Non la conosco, ma senza sapere bene perché mi ritrovo sul letto, in silenzio, con le lacrime agli occhi.
Mille pensieri invadono la mia mente, mille ricordi. Il più recente è lei, quei suoi occhi, quel suo sguardo.
Ed avviene il miracolo: le parole iniziano a scaturire incontrollate. Inizio a scrivere con una furia crescente. Alterno il quaderno al basso. Arriva sera, non ho toccato il secondo toast, ho passato il pomeriggio a scrivere e cercare gli accordi giusti.

E’ incredibile, quello che mi aveva detto Samuel era vero: anche se solo per poche ore son riuscito a non pensare alle mie paranoie. Ho riversato su una canzone tutte le mie ossessioni, tutti i miei pensieri..e per un pomeriggio son uscito dalla solita apatia che mi stava uccidendo in questo periodo.

Non uscirò neanche questa sera. Starò a casa a riflettere. Ho bisogno di mettere a fuoco determinate cose e se la mia amica Ossessione dovesse rifarsi viva: prenderò carta e penna e la racchiuderò in un foglio di carta!

Gli antichi Greci credevano che gli scrittori fossero posseduti dai demoni e che scrivendo storie riuscissero ad imprigionare quei loro demoni sulla carta…così da liberarsene per sempre.
Beh, io farò lo stesso con le mie ossessioni, con le mie paure. Se questo mostro che mi rode dall’interno non vuole abbandonarmi…allora troverò una soluzione alternativa.

Bene, è ora di provare a vedere cosa è venuto fuori dai miei deliri. Voglio vedere se ciò che ho scritto abbia acquisito un minimo di sensatezza: se la cosa dovesse funzionare continuerò a scrivere, finchè non mi sarò liberato del tutto da questa dannata Ossessione.

- Chiuso nel buio
di una camera scura
oppresso dal vuoto
che mi divora
solo le note
di questa canzone
a far compagnia
ad un anima triste

Sento qualcosa
che dentro mi manca
ascolto la voce
che scivola stanca
pensando al passato
all'amore perduto
temendo di averlo
per sempre mancato

Rit. Tu angelo scuro
dai neri capelli
rimani al mio fianco
e cancella la mia depressione!
Sono ore oramai
che la musica viaggia
dentro la mia testa
che è sempre più pesante
Bui pensieri
e fugaci emozioni
continuano a schiacciare
la mia anima stanca

Solo uno sguardo
solo una voce
quella dell'oscuro angelo
che mai m'abbandona
Solo con lui
riuscirò a fuggire
da questo baratro
che è ormai la mia vita
Rit. Tu angelo scuro
dai neri capelli
rimani al mio fianco
e cancella la mia depressione!

Ancora nel buio
di questa triste stanza
viaggia la canzone
come fosse una danza stufo di restare
come un fantoccio
privo di sentimenti
a rodermi l'anima
è ora di svegliarsi
di stringere i denti
di cancellare il vuoto
che dentro ancora sento
sarà proprio lei
l'angelo oscuro
che con la sua debolezza
darà forza alla mia

Rit. Tu angelo scuro
dai neri capelli
rimani al mio fianco
e cancella la mia depressione! –

Gli accordi son semplici, d'altronde la mia conoscenza del basso non è eccelsa. Ho suonato in passato, ho orecchio per la musica…ma non mi sento certo un musicista. Ce ne vuole di strada per arrivare a tanto.

La canzone mi piace. Mi porta alla mente centinaia di cose. Il passato, il presente… tutto racchiuso in poche note.

Sono sfinito, mentalmente sfinito. Stranamente non ho voglia di farmi una dose, mi sento bene nonostante la spossatezza.
Sono fiducioso: le cose inizieranno ad ingranare. Sento che oggi è iniziato il mio periodo positivo. Basta merda nelle vene, basta alcool in corpo, cambio vita!

Ma come sempre l’illusione dura poco.

Sono in cucina a prepararmi la cena, ho una fame da lupo e stranamente la testa è leggera.
Il telefono squilla ed io tranquillamente rispondo. E’ mio padre, di nuovo. Mai successo di sentire i miei due volte nella stessa giornata…

Il mondo torna ad essere composto di merda, la positività si sgretola nuovamente. La telefonata non dura che pochi minuti, ma tanto poco basta a farmi prendere una decisione: domani mattina partirò col primo treno e tornerò al paese dai miei. Mia mamma è stata ricoverata, le hanno riscontrato un tumore e la cosa andava avanti da tanto oramai.

Maledette mamme! Maledetto il loro istinto di protezione! Perché non me l’ha detto subito? Perché non mi ha informato all’istante che stava male?
Ed io allora? Perché me ne son stato a girovagare senza una meta? Perché ho buttato via la mia vita? Scrivere canzoni? Ma come mi è venuta in mente un’idiozia simile?
La mia vita è una merda e sempre lo sarà. Per le mie stronzate del passato ora devo scontare tutto questo…perché ostinarsi a voler cambiare le cose?

Torno in cucina, getto tutto quello che stavo preparando. Infilo la giacca ed esco.
I Murazzi. Eccomi di nuovo qui. Sta volta però non è per la solita serata, sta sera ho bisogno di far compere. Ho bisogno di fare in modo che fino a domani quest’angoscia che sta crescendo nuovamente dentro me mi lasci in pace.

Soldi a lui.
Incartata di stagnola a me.

Vado verso la Mole Antonelliana, volto nel vicolo e raggiungo il piccolo parco. Non ci viene mai nessuno qui la notte, proprio il posto ideale per me.
Mi stendo sul prato, fa un freddo bestia ma la vodka che ho comprato compenserà alla cosa. Preparo tutto con cura, come al solito. Dopo pochi minuti son già in un altro mondo.
La droga fa effetto, la vodka anche.

La mente si svuota…ma subito dopo si riempie di pensieri.
Mia madre, lontana, malata…
Giulia, a sfasciarsi chissà dove, con quegli occhi profondi, con quello sguardo triste…
Il mio passato, pieno di casini, errori, problemi…
Michel sperduto chissà dove per la Spagna, a far follie, a divertirsi…
Io. Sdraiato su un prato. A buttare nelle ortiche la mia vita, per l’ennesima volta.

Mi sento inutile. Mi sento perduto. Mi sento solo in mezzo a tanta gente.

Ho gettato la mia vita e continuo a farlo.

Per me non c’è pace, per me non c’è paradiso.

Solo un enorme inferno, mascherato dietro questa assurda vita…che mi accompagnerà per l’eternità.

Son ancora sdraiato. Lo sguardo fisso al cielo, limpido, pieno di stelle.
La mente vuota. Lampi fugaci attraversano i miei pensieri.

I tuoi occhi.
Il tuo sguardo.
Cose che non potrò mai avere.
Cose che non saranno mai mie.

Riuscirò mai ad incontrarti?
Riuscirò mai a parlarti?

La mia vita va a rotoli…ed io non riesco a trovare il capo per poterla riaggommitolare…





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