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The Boy
Un'anima avvelenata dalla merda di cui questo mondo ci sommerge. Quì metterò i miei Racconti, le mie Canzoni, i miei Pensieri.. tutto ciò, insomma, che la mia anima avvelenata mi detta.
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Racconti
Marek Lancaster capitolo XI: Justus et Pius Io rubare la donna di un amico? Cominciavo a vedere vari collegamenti tra quell'assurdo sogno e la mia vita reale. Mi era successa una cosa simile e probabilemente in quel sogno avrei trovato altri elementi in comune con la mia vita. Quindi decisi di assecondare la mia fervida fantasia...in fondo ero sempre più curioso di vedere dove diamine arrivasse! Osservai Marcus negli occhi ed alzandomi feci: "Daccordo, vengo anch'io. Effettivamente ho una gran fame... " e feci per seguirlo. Mi condusse per varie stanze di quell'enorme reggia, quindi fuori dal grosso portone dove ci attendeva un'elegante carrozza. Salii senza proferir parola e proprio da questo mio comportamento il mio accompagnatore sembrava divertito... In pochi minuti arrivammo al centro della città: Londra era fantastica, piena di luce e di persone di ogni genere, un vero spettacolo per gli occhi! Marcus mi condusse in giro per le strade della città, mi fece vedere i locali, i teatri e tutto ciò che di affascinante quella città poteva offrire. In più occasioni sentii dei sussulti al mio interno, sicuramente provocati da un qualche ricordo recondito. Girammo per diverse ore, durante le quali Marcus sembrava non avere la minima intenzione di trovare una preda: non capivo il suo comportamento! Io odiavo cacciare, rinnegavo il mio istinto e rifiutavo di uccidere esseri umani; ma lui sembrava proprio che non fosse neanche affamato! Incontrammo svariate persone, tutte vennero ammaliate da Marcus: sembrava che giocasse con ognuna di loro come il gatto col topo, eppure dopo pochi minuti ecco che cambiavamo zona. Era passata quasi metà della notte ed ancora non avevamo "scelto" nessuno... Ad un certo punto Marcus mi fece cenno di seguirlo e tornammo nuovamente alla carrozza, salimmo e questa ci condusse nuovamente a casa. Capivo sempre meno il senso di quel sogno... Appena giunti a destinazione notai una cosa che in principio mi era sfuggita: il cocchiere, come anche i vari servi di Marcus avevano uno sguardo completamente perso. In loro sentivo ancora una forte umanità, eppure avevano anche una parvenza di soprannaturale... Marcus mi fissò e sorrise, quindi come se nuovamente mi avesse letto nel pensiero disse con tutta calma: "Beh, in effetti non sono proprio umani, ma non son neanche Vampiri. Si chiamano Ghoul. Presto o tardi ti spiegherò cosa sono e come averne di tuoi, anche se per via delle tue capacità il risultato non sarà mai come questo..." Per l'ennesima volta non capii le sue parole... Raggiungemmo in breve la stanza in cui ci eravamo svegliati, quindi Marcus si sedette sul divano ed incrociò le gambe. Io lo guardai per un attimo quindi esordii: "Allora? Non avevi forse fame?!? Il tuo è forse un modo per prenderti gioco di me?" ed attesi la sua risposta. Lui, con la sua solita calma fece: "Beh, non uccido le vacche troppo apertamente perchè non ho voglia di essere ucciso da qualche stolto essere umano nè tantomeno dagli altri Fratelli. Ma stai tranquillo che avremo presto il nostro pasto." quindi sorrise nuovamente. Io ero sempre più perplesso... Passarono pochi minuti e la porta della stanza si aprì: un uomo anziano vestito in abiti semplici entrò e senza proferir parola fece cenno a Marcus il quale sorrise ed alzandosi mi invitò a seguirlo. Il suo comportamento era sempre più strano, il suo sguardo sembrava esser mutato: da pacato nobile sembrava esser diventato un aristocratico folle! Batteva il suo bastone contro il muro ad ogni passo, si sfregava le mani in continuazione, ogni tanto mi lanciava delle occhiate...iniziavo a temere che sarebbe successo qualcosa di poco piacevole! Mentre camminevamo per il buio corridoio Marcus mi parlò, nuovamente ciò che disse non riuscii a capirlo appieno: "Come ti dicevo prima i tuoi poteri son leggermente diversi dai miei; io son in grado di piegare le menti di chi ho dinanzi al mio volere, mentre tu da tempo hai dimostrato di esser capace di indurre le persone alla follia! Per quanto la cosa sia insolita è già capitata in passato. In ogni caso anche su questo argomento avremmo modo di tornare in futuro, ora siamo arrivati!" così dicendo indicò una grande e spessa porta. Appena entrati non riuscii a trattenere un sussulto: quella in cui avevamo appena messo piede sembrava un'antica camera di tortura, come quelle che si vedevano nei castelli! Perchè eravamo giunti in quel luogo?!? Ma l'urlo di un uomo ed una donna furono una risposta più che sufficiente alla mia domanda! Incatenata ad una parete vi era una coppia, entrambi sui quarant'anni; erano in preda al terrore e a me la cosa risultava più che comprensibile! Poco distante notai un'altra figura distesa su di un tavolo: era una ragazza ben più giovane dei due, non doveva avere vent'anni. Quest'ultima sembrava svenuta e quindi non emetteva un suono. Iniziai ad aver terrore di quello che poteva succedere lì: in fondo non ci volle poi molto a capire il perchè Marcus mi avesse condotto in quel luogo! Fu proprio un suo gesto che mi fece uscire dal mio momentaneo torpore: lo vidi avvicinarsi alla coppia ed in particolar modo all'uomo. " Paul! " quasi urlò in un inglese pressochè perfetto " Lo sai bene che non mi piace esser preso in giro, quando ti affido un compito voglio che lo porti a termine! Io ti tratto sempre bene, te e la tua famiglia veniti trattati come persone di alto rango...eppure cosa vado a scoprire: che tu mi tradisci! Sai che queste cose vanno contro il nostro patto vero? E sai cosa succede a violare un patto con me giusto? " la voce di Marcus echeggiava tra le pareti della stanza, io ero impietrito! L'uomo, quasi con le lacrime agli occhi disse: " La prego signore, non volevo tradirla! Ma quella donna era così...ammaliante! Non sò perchè l'ho fatto, non son riuscito a resisterle! " la disperazione nella sua voce era lampante. Marcus si fece ancora avanti e rispose: " Oh, certo. Capisco... Lei ha usato i suoi assurdi poteri su di te e tu sei stato costretto a dirle quello che sapevi su di me...certo, non è colpa tua... " poi puntandogli un dito contro di scatto urlò: " TACI INCOMPETENTE!!! Per colpa tua ora ho una di quelle checche Toreador sulla mie tracce! Ed io cosa dovrei fare secondo te? Dimenticare la faccenda e lasciarti andare? Io penso invece che meriti una giusta punizione! Tua moglie lì vicino potrebbe essere un buon inizio...anche se forse sarebbe meglio cominciare da tua figlia: guardala come dorme, che angioletto!!!" L'uomo iniziò a piangere " La prego signore! Uccida me, mi punisca, ma non faccia del male a mia moglie ed a mia figlia! Le risparmi! " la disperazione era sempre più palpabile. La risposta che però diede Marcus mi fece raggelare il sangue; il suo sguardo era divertito come quello di un bambino in un Luna Park, ma nei suoi occhi c'era una voglia di sangue come non ne avevo mai viste! " Ooohhh... Tranquillo Paul! Non potrei mai fare del male alla piccola Lucy! Però, vedi, devo insegnare alcune cose al mio inesperto figlio...quindi sarà lui ad occuparsi della bimba! " fece ghignando Marcus! Io lo fissai ed intervenni: " Ma che cazzo stai dicendo?!? Ora son stufo di questa follia! Io non ho mai fatto male a nessuno e mai ne farò...e poi guardala, è una bambina!!! Tu sei un pazzo e se non potranno fermarti loro allora lo farò io! " così dicendo mi scagliai deciso su di lui fissandolo con ferocia negli occhi! Marcus iniziò a ridere ed appena fui a pochi passi da lui ricambiò il mio sguardo e fece: " Che stolto che sei! Ti ho detto che non sei alla mia altezza, quindi ora FARAI ciò che ti ordino! " Sentii la testa scoppiarmi, sembrava che il cervello stesso mi si stesse comprimendo! Quindi improvvisamente tutto si fece buio! Quello che accade fu la cosa più spaventosa che potesse succedermi: vidi il mio corpo privo di volontà avvicinarsi al grosso tavolo; non potevo controllare le mie membra e sembrava lo stesse facendo Marcus! Era questo il potere di cui parlava, era in grado davvero di manipolare la gente e poteva far lo stesso con me! Quello che mi costrinse a fare fu agghiacciante, eppure ammetto che fu anche una delle cose più piacevoli che avevo mai provato, fino a quel momento, in vita mia... L'ultima cosa che sentii furono le parole del mio aguzzino: "Justus et Pius. Io sono Giusto e Fedele, ricordalo sempre. Non posso tollerare chi mi manca di rispetto e cosa c'è di meglio di uno di loro smembrato come monito per gli altri?" Quindi un'agghiacciante risata...ora ne ero certo: Marcus era un folle! Mi risvegliai poco dopo: ero nuovamente nella grossa sala con le bare, più confuso che mai! La sete era passata e nel contempo sentivo uno strano senso di appagatezza: non solo il mio corpo ma anche il mio spirito era rinvigorito! Che cosa era successo? Cosa avevo fatto? Come potevo esser stato così debole da cedere alla volontà di quel folle? Iniziai a ripensare a ciò che era successo in quelle segrete: io mi ero avvicinato al tavolo mentre Marcus se ne restava a guardare divertito. Le urla dell'uomo che chiedeva pietà per sua figlia sembravano svanire dalla mia mente: in quel momento per me esistevamo solo io e la mia giovane preda! Lucy sembrava ancora incosciente, era distesa sul tavolo e non faceva un solo movimento; io rimasi ipnotizzato dal suo petto che si alzava ed abbassava al ritmo del suo respiro; sentivo i battiti del suo piccolo cuore, vedevo la grossa vena sul collo pulsare; ero inebriato dall'odore del sangue. Tutto intorno a me era svanito! Mi avvicinai a quel giovane corpo e salii sul grosso tavolo, la giovane era ancora incosciente; iniziai a baciarle il collo, ad accarezzarle i fianchi: lei ebbe un leggero sussulto. Le mie labbra continuavano a premere sul suo collo, mentre la lingua scattava come una piccola frusta sulla pelle della sua gola; con la mano destra le accarezzai una coscia ed iniziai a salire, sempre più su. Non ero padrone del mio corpo, era come se fossi uno spettatore incapace di fare qualsiasi cosa! Quando le infilai la mano dentro la leggera camicetta ed afferai uno dei suoi innocenti seni lei ebbe un ulteriore sussulto: si stava eccitando e capii che non era solo merito dei miei gesti, ma anche dei miei poteri. Capii che il mio "IO" stava usando quei poteri di cui parlava Marcus, amplificando all'inverosimile le sensazioni della ragazza. La povera Lucy era invasa da un turbinìo di sensazioni di una potenza devastante. Quando la penetrai gemette, sempre restando con gli occhi chiusi, come se fosse ancora priva di sensi; le mie mani erano avide, esploravano quel giovane corpo senza darle tregua. Continuavo ad andare su e giù per il suo collo con le labbra, ad ogni guizzo di lingua seguiva un suo sussulto: poi quando capii che per la ma sventurata vittima il piacere massimo era ormai prossimo, accelerai la potenza e la frequenza dei miei colpi. La poverina era ancora vergine e l'odore del sangue che tenuamente sgorgava mi mandò in estasi; nel momento stesso in cui lei gridò di piacere io la morsi! I suoi gemiti, le sue grida, diventarono un insieme di gioia e dolore; neanche tentò di liberarsi dalla mia presa, i miei poteri mentali la condussero all'estati più totale. Assaporai avidamente il suo sangue, avevo l'impressione che fosse il nettare più buono che avessi mai assaggiato: non riuscivo a smettere di nutrirmi, nonostante Marcus mi avesse liberato dai suoi poteri mentali, nonostante fossi tornato ad essere padrone del mio corpo...non smisi di bere da quella giovane creatura! Ero anch'io travolto dall'estasi più totale, ero completamente soggiocato ai voleri della mia bestia interiore! "Visto com'è buono? Hai sempre avuto questa predilezione: il sangue nel momento dell'orgasmo è molto più buono, molto più dolce. Ha un sapore più intenso, è come l'Ambrosia...una volta assaggiato non troverai più qualcosa che gli si possa minimamente paragonare! Queste eran le tue parole caro figlio mio... " fece Marcus da dietro a me. Ma io neanche lo ascoltavo, come un mostro mi limitavo a mordere...e succhiare..ed ancora mordere il collo della mia giovane vittima. Eppure una parte di me era cosciente, come se due distinte entità stessero lottando all'interno del medesimo corpo! Continuai la mia violenza, continuai a mordere l'esile collo della mia giovane amante e ad un certo punto accadde una cosa inaspettata: dai miei occhi iniziarono a sgorgare delle lacrime, lacrime fatte di sangue! L'altro me stesso che ora aveva perduto completamente il controllo del mio corpo si stava contorcendo, disperandosi di ciò che stavo compiendo. Una parte di me traeva estremo piacere da quell'atto brutale...ma l'altra ne era disgustata. Non riuscivo a smettere di far uscire quelle lacrime nè tantomeno di mordere quel tenero corpo. Marcus non potè vedere quel particolare, era troppo preso ad osservare i volti disperati dei poveri genitori della mia innocente vittima. Il volto della piccola Lucy era ricoperto di sangue, del suo sangue che colava dalla mia bocca; sembravo una bestia che stava lacerando le membra della sua preda e le mie lacrime di sangue continuavano a sgorgare... Infine, spossato e sazio, caddi sul corpo di Lucy privo si sensi! Adesso però ero nuovamente cosciente, avevo ricordato tutto e mi tornò in mente anche che mentre svenivo le grida della coppia riecheggiavano nella stanza! Mi stavano maledicendo: quindi non erano infine morti?!? Mi alzai e corsi immediatamente verso la stanza delle torture, spalancai la porta ed entrai come una furia. La ragazza giaceva completamente dissanguata, inerme, sul tavolo: nonostante il suo pallore innaturale era bellissima; tranne i vari segni dei miei morsi, il suo corpo non presentava altre ferite. La stessa sorte non era toccata anche ai suoi genitori...anche se la loro morte era stata ben più brutale! L'uomo giaceva appeso al muro con delle catene, il ventre aperto come fosse quello di un maiale; gli occhi gli erano stati cavati e sembrava che non gli fosse stata tolta una sola goccia di sangue! Striscie di pelle gli erano stati strappate via dal petto e sulle braccia si potevano notare chiari segni di bruciatura. Mi avvicinai meglio e notai l'ulteriore scempio che era stato compiuto su di lui: nella sua bocca aperta erano stati depositati i suoi occhi ed il suo viso era privo di orecchie e naso! Qualcuno si era divertito a torturarlo e l'aveva fatto con una mostruosità inaudita! Poco distante c'era la donna: Le gambe tenute spalancate da un bastone legato per le sommità alle caviglie ed un enorme palo nero grosso come la coscia di un uomo barbaramente conficcato nel suo sesso. Alle caviglie gli erano stati legati dei grossi pesi, che avevano favorito il risultato finale. Il grosso palo usciva dal gozzo della donna che aveva quindi la testa reclinata indietro; era completamente dissanguata e sul suo seno destro c'erano i segni di due canini: Marcus aveva ottenuto il suo pasto! Caddi a terra, in ginocchio, ed urlai con tutto il fiato che avevo in gola! Quello DOVEVA essere un sogno perchè non avrei mai potuto accettare una simile realtà! Stavo impazzendo, quell'orrore mi stava facendo impazzire ulteriormente! Poi le mie urla si affievolirono fino a cessare del tutto: riaprii gli occhi ed intorno a me c'era solo buio e silenzio. Spalancai il coperchio della bara e mi accorsi che finalmente mi trovavo nello sgabuzzino del locale. L'incubo era finito, eppure il volto di Marcus rimase impresso nella mia mente, insieme a quella maledetta frase: Justus et Pius, io sono Giusto e Fedele... Mi ero appena ridestato dal mio sonno e le immagini di quell'assurdo incubo erano ancora vive nella mia mente. Ma non dovevo pensarci, per quanto assurdo potesse essere si trattava pur sempre di un incubo! Chissà, magari tutti quelli come me avevano degli incubi simili; in fondo era da poco che ero rinato vampiro, c'erano molte cose che ancora dovevo scoprire. Come al solito uscii dallo sgabuzzino, questa volta però il locale era vuoto. Non c'era nessun'altro oltre a me e la cosa mi disorientò: oramai ero abituato a ridestarmi in mezzo alla confusione ed al frastuono. Girai un pò per il locale, ora che era così spoglio e silenzioso ne potevo cogliere i minimi particolari. Era un bel luogo, non eccessivamente grande ma ben messo ed accogliente. Scoprii un'altro paio di stanze che mi erano fino a quel momento sconosciute: un'altro piccolo sgabuzzino dietro al bancone, nel quale trovai una porta chiusa a chiave (probabilmente un ufficio) e la cucina. Proprio in quest'ultima capii il motivo di tanta desolazione: su una parete vi era un calendario e tramite esso mi resi conto che quel giorno fosse un Lunedì. In effetti avevo sentito dire da alcuni ragazzi che il locale fosse aperto solo dal Giovedì alla Domenica; questo voleva dire che avevo tre notti da dedicare alla visita della cittadina! Decisi quindi di uscire da lì e di dirigermi verso il centro di Norcia; imboccai l'uscita e vidi che, logicamente, era chiusa! Iniziai quindi a frugare per il locale e nel secondo stanzino, quello prima dell'ufficio, torvai ciò che cercavo: un paio di chiavi. Probabilmente erano le chiavi di scorta del locale... Mi diressi verso il luogo dove avevo lasciato la "mia" moto giorni prima e con mia somma gioia vidi che il mezzo si trovava ancora lì, in perfetto stato. Abitando a Roma ero abituato a vedere moto, motorini e persino automobili private di uno o più pezzi se non addirittura rubate se lasciate per troppo tempo incustodite ed in luoghi appartati! Fortunatamente lì, a quanto pare, non vi erano di questi problemi. Salii in sella e misi in moto: il possente rombo e le leggere vibrazioni dell'intero veicolo mi provocarono nuovamente un fremito. I miei sensi erano talmente sviluppati da permettermi di sentire ogni minima cosa portata all'eccesso; mi sembrava quasi che la moto fosse viva e che si dibattesse sotto di me! Perso tra i miei pensieri partii a razzo ed in breve tempo arrivai a destinazione: le alte mura che tanto mi avevano affascinato notti prima sortirono su di me il medesimo effetto. Parcheggiai tra due auto e mi diressi verso il viale principale; essendo Lunedì non c'era poi molta gente in giro e la cosa mi rattristò, oramai mi ero assuefatto alla compagnia ed all'allegria di centinaia di ragazzi. Ora stare lì, da solo, in una strada mi deprimeva un pò. Ad un certo punto la mia attenzione venne catturata da un gruppo di ragazzi seduti su di un muretto, stavano parlando tra loro e l'aria che si respirava era alquanto tesa. Mi avvicinai e mi sedetti a un paio di metri da loro: quella era una distanza irrisoria per il mio udito, quindi mi misi ad ascoltare. "Ti dico che era una cosa da film Horror! Ricordi che domenica sera hanno trovato il corpo di quell'attaccabrighe dietro al vampiria? Morto, stecchito ed in una condizione pietosa. Neanche quelli di CSI c'avrebbero capito qualcosa! Beh, quello non era niente in confronto! Sta mattina giù le Marcite hanno trovato un turista Tedesco...anzi, da quello che diceva il giornale hanno trovato i pezzi sparsi quà e là! Uno schifo assurdo! Manco avesse incontrato un branco di orsi grizly!" Il discorso era portato avanti da un ragazzo di neanche 18 anni, alto con i capelli neri lunghi. Gli altri lo stavano ad ascoltare interessati, sembrava che stesse raccontando la trama di un qualche film splatter. All'improvviso un'altro ragazzo lo interruppe: questi aveva i capelli biondi ed un folto pizzetto scuro. Si alzò in piedi ed iniziò a parlare con voce sicura: "Ah Nick, lo sanno tutti che spari un sacco di cazzate! Questa come t'è venuta in mente? Quando hanno trovato quell'imbecille di Pietro accoltellato io ero lì vicino, era ridotto male. A quanto pare aveva trovato qualcuno più fatto di lui, però la cosa era...come dire...normale cazzo! Ora tu ci vieni a dire che la stessa sera qualcuno è stato squartato giù vicino al vecchio mulino? Ma non venire a raccontare stronzate!" Il primo che aveva parlato se ne stette un pò in silenzio, le sua mani tremavano lievemente, forse per la rabbia. All'improvino tirò fuori un foglio di giornale e lo sbattè sopra il muretto: "Ah stronzo! Leggi questo se non ce credi! Cazzo, è tutto vero! Hanno ammazzato due persone nella stessa notte e quì non c'è mai stato neanche un arresto per droga! Secondo me ce sta qualcuno che j'è uscito il cervello! Magari uno di questi stranieri del cazzo, sempre ubriachi e fatti come zucche! Pensala come vuoi ma a me la cosa me fa strigne il culo!" Gli altri guardarono il foglio di giornale e sbiancarono leggermente... Lanciai un'occhiata e vidi la grossa foto che campeggiava sulla pagina: rabbrividii! Rapidamente mi alzai e ripresi a camminare. Il ragazzo accoltellato era opera mia ma cazzo, quell'altro scempio chi l'aveva fatto? Temevo che incosciamente potevo aver perso per l'ennesima volta il controllo, ma non poteva essere! Io quella notte ero tornato nel locale, avevo ballato, mi ero divertito e gettato alle spalle l'omicidio di quel poveraccio! Ora un dubbio mi assaliva: durante la serata avevo sentito un capogiro e mi era sembrato, nella mia testa, di aver sentito qualcuno che mi chiamava...ma mi ero convinto fosse la mia immaginazione dato che lì nessuno sapeva il mio nome! Eppure, ora, ripensandoci ero convinto che quella voce mi fosse familiare... La testa iniziò a scoppiarmi: era come se una mano invisibile mi stesse stringendo il cervello! Quella foto, quel turista sventrato, io l'avevo già vista! O meglio: vedendola mi era sembrato di rivedere il corpo del pover'uomo visto in sogno. Quell'orrore, quella violenza, era la stessa che Marcus aveva riservato al suo povero servitore! Ma non era possibile! Il mio era stato solo un'assurdo sogno, un parto della mia fervida fantasia, probabilmente dettato dall'orrore visto la sera prima! In fondo avevo ucciso un ragazzo, l'avevo fatto con una furia che non riconoscevo come mia! Avevo avuto un'esperienza traumatica e probabilmente fu quella che mi portò a fare quell'assurdo sogno! La testa. Ora la testa mi stava scoppiando! Mi sentii mancare, la vista mi si annebbiò lievemente. Mi appoggiai con la spalla ad un muro e mi premetti i palmi delle mani contro gli occhi: basta! Volevo che quel dolore cessasse, che quelle sensazioni mi abbandonassero! Aprii gli occhi e mi accorsi che la mia vista era ancora annebbiata! Le tempie mi pulsavano ed il dolore che sentivo era lancinante. In lontananza, dietro ad un albero, vidi una figura. Sentivo le forze che mi abbandonarono, se non fosse stato per una grondaia lì vicino in cui riuscii ad aggrapparmi sarei caduto a terra. La figura prese lentamente una forma tangibile: era una giovane ragazza, bellissima. Aveva dei folti capelli rossi, ricci e lunghi che le ricadevano sulle spalle. I suoi occhi di un colore indefinito tre il verde e l'azzurro erano fissi su di me. La sua bocca carnosa si mosse, sembrava che stesse dicendo qualcosa ma, forse a causa della mia condizione, non riuscii a capire neanche una parola. Indossava un paio di jeans scuri ed un top corto dello stesso colore; il tutto metteva in risalto il fisico perfetto: silouette esile, seno abbondante e fianchi stretti. Sembrava una creatura angelica, eppure il suo sguardo ed il suo sorriso avevano un qualcosa di diabolico! Cercai di fare un passo in avanti ma caddi a terra e persi i sensi... Mi risvegliai poco dopo in mezzo ad un grosso vociare; ero disteso a terra ed intorno a me si era radunata un pò di gente. "Giovanotto si sente bene? E' così pallido...sta forse male? Se vuole chiamiamo un medico o direttamente il 118!" a parlare era stata una signora di mezza età che era china su di me. A quanto pare era tutto passato: forse a causa dello shock o di tutti quei pensieri contrastanti insiti nella mia mente, mi ero sentito male. Avevo avuto anche una strana visione e che visione! Se fosse esistita realmente una ragazza simile, l'avrei cercata in capo al mondo! Pensai che non dovevo stare poi così male se riuscivo a fare simili pensieri! Mi rialzai in fretta e tranquillizzai tutti, quindi mi affrettai ad allontanarmi. Dovevo trovare un posto tranquillo in cui riordinare le idee! Nel volto di quella ragazza c'era un non sò che di familiare ed era come se avessi capito ciò che mi stesse dicendo in quel momento, ma che il tutto fosse rimasto impresso solo in un angolo remoto della mia mente! Mi concentrai per tentare di fare qualche collegamento con ciò che mi era successo in vita, ma non trovai nessuna risposta. Ora l'unica cosa che riempiva i miei pensieri...era la fame! Mi ero svagliato da un pò e dovevo assolutamente mangiare! |
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