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The Boy
Un'anima avvelenata dalla merda di cui questo mondo ci sommerge. Quì metterò i miei Racconti, le mie Canzoni, i miei Pensieri.. tutto ciò, insomma, che la mia anima avvelenata mi detta.
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Racconti
Marek Lancaster capitolo X: Marie Marcus iniziò a passeggiare per la stanza, sembrava stesse raccogliendo i ricordi nella sua mente; questo suo andare avanti ed indietro mi dava sui nervi e non faceva altro che aumentare la tensione. Ero ansioso di sentire cosa aveva da dirmi: mi sentivo inquieto! All'improvviso si bloccò e dandomi le spalle fece: "La storia ebbe inizio alcuni secoli fa, tu allora eri il figlio di un ricco proprietario terriero, tale Nikopol Lancaster. Tuo padre era originario di una terra molto lontana, attanagliata da continue guerre, proprio per questo motivo decise di venire a Roma. Fu lì che conobbe tua madre: Claudia, una delle ancelle più affascinanti di Roma. Tuo padre non le dichiarò mai il suo amore, decise che non l'avrebbe fatto finchè non avesse messo da parte un'ingente fortuna: era un abile mercante ed un uomo d'affari eccezionale per quei tempi, così che in una mezza dozzina d'anni divenne il ricco mercante Nikopol. Solo allora decise di chiedere la mano di tua madre e nel giro di pochi mesi si sposarono. Dopo due anni nacqui tu, uno splendido bambino dagli occhi verdi, gli stessi di tua madre. Da tua madre ereditasti anche il carattere un pò ribelle...che tu però dimostrassi di possedere all'eccesso. Sembrava che gioissi nel dare grane a tuo padre! In fondo però quando c'era bisogno lo aiutavi e quindi lui non si lamentava mai eccessivamente di te. Io ti conobbi una sera, in una taverna. Quella sera rapisti il cuore di una splendida donna grazie alle tue ottime capacità canore. Destino volle però che ella fosse la sposa di una delle guardie di Roma, Orazius; purtroppo per te egli era un noto attaccabrighe e quello che ne nacque fu una grossa rissa. Scampasti a quella rissa in maniera incredibile, ma le guardie ti davano la caccia a causa delle voci diffamatorie che Orazius aveva messo su di te! Nonostante questo tu ti presentasti anche la sera dopo nella stessa taverna, come se nulla fosse accaduto...ma quello che succese dopo non ho bisogno di raccontartelo, quella sera te l'ho fatta già vedere con i tuoi occhi." Fece un attimo di pausa per osservare la mia espressione sgomenta, quindi riprese: "Beh, la tua sfacciataggine, il tuo ardore, le tue doti innate e quel pizzico di follia che ti caratterizzava fecero si che mi innamorassi della tua persona! Volevo averti al mio fianco e non potevo permettere che le guardie ti catturassero! Cosa accadde quella sera lo sai... In seguito tu vivesti con me per anni, decenni, secoli. Eri come un bambino perennemente assetato di conoscenza, volevi apprendere tutto. Leggevi libri, studiavi tomi; allenavi costantemente il corpo e lo spirito. Volli sapere tutto dei tuoi simili, dei tuoi poteri, ciò che ti insegnavo sembrava non bastarti mai! Fu per questo che una sera decidesti di abbandonarmi!" a questo punto il suo volto si incupì. Non capii se la sua fosse indignazione, rabbia o tristezza, sta di fatto che dopo pochi secondi continuò. "Il tutto successe proprio quì, in questa città, in questa epoca. Londra è stata da sempre una città all'avanguardia; meta di innumerevoli persone. Di quì son passati artisti, girovaghi, pazzi, ricchi e poveri...tutti prima o poi sognavano di metter piede in questa favolosa città. Seconda solo a Parigi, fu meta in particolar modo di innumerevoli geni artistici e fu proprio uno di questi la mia rovina! Quella sera uscisti come sempre da questa casa, eri solito girare per le strade della città ad osservare le persone. Era uno dei tuoi passatempi preferiti: dicevi che ognuno è così diverso dall'altro, che non ti saresti mai stancato di carpire l'essenza delle persone. Da allora non ti rividi più! Seppi, giorni dopo, che eri stato visto in compagnia di un giovane dai modi garbati e di bell'aspetto. Scoprii negli anni a venire chi questi fosse e ti seguii per ogni tuo spostamento. Ogni volta che raggiungevo una città però scoprivo che tu l'avevi lasciata pochi giorni prima... In compenso venni a conoscenza di molti retroscena riguardo il tuo viaggio e fu proprio a Parigi che reperii quello che doveva esser stato il tuo diario!" A quelle parole storsi un pò il naso: io tenere un diario? Mi sembrava una cosa troppo insolita! Ma non dissi nulla e lasciai che Marcus continuasse... "Fu proprio leggendo quelle pagine che scoprii cosa avevi fatto in quegli anni! Quella notte a Londra entrasti in una birreria e fu proprio lì, in quella mezza bettola che conoscesti quel Dragan Tsepesh!" a sentire quelle parole ebbi un leggero sussulto al cuore, non sapevo chi fosse ma quel nome mi provocava un certo disagio... Marcus notò il mio sussulto e dopo un secondo di pausa continuò: "Quel Dragan veniva dalla Romania ed era un pittore, uno scultore e si dilettava anche nella musica. Era convinto che il mondo fosse pieno di bellezze e che sarebbe stato un vero peccato restare troppo tempo nello stesso posto. Da anni girava il mondo ritraento persone e luoghi, facendo piccole sculture o componendo canzoni: era uno spirito libero e possedeva un talento innato, cosa rara in quei tempi. Le sue idee ti colpirono, ma forse dovrei dire ti rapirono dato che quella stessa notte decidesti di partire con lui. Riuscisti a mascherare bene la tua natura, anche Dragan viveva quasi esclusivamente di notte; diceva che le persone che si incontrano di notte sono più affascinanti, più misteriose. Che il mondo della notte fosse un mondo magico e che quindi meritava ampiamente di essere vissuto. Il fatto che spesso si svegliasse di giorno e non ti trovasse al suo fianco non lo impensieriva più di tanto: sapeva della tua stravaganza e dalla tua sete di sapere, era convinto che dormissi molto poco e che passassi il tempo a studiare e visitare posti. Anche il tuo pallore lo dimostrava, ma lui non dava molto peso alla cosa: in fondo quando andavate in giro insieme tu non davi mai segni di stanchezza! Girasti con lui tutta l'europa, imparasti molteplici cose ed iniziasti ad interessarti all'arte, in particolar modo alla musica. Eravate diventati inseparabili...ma la cosa non poteva durare troppo a lungo. Gli anni per Dragan iniziavano a passare, vivere gli stravizi della notte iniziava ad esser più gravoso per lui; tu invece non davi mai cenni di cedimento. Tu eri uno studioso e ti interessava solo girare il mondo ed apprendere sempre più nozioni. Lui invece era un artista, non voleva solo conoscere il mondo ma anche che fosse il mondo stesso a conoscere lui! Le sue opere non avevano mai particolare successo; nonostante il suo talento fosse incredibile quelli erano anni in cui nessuno dava eccessiva credibilità ad un giovane e sconosciuto giramondo. Col passare del tempo Dragan iniziò a diventare irascibile, nervoso; stava perdendo la sua gioia di vivere, la sua perenne solarità. E più il tempo passava, più si rendeva conto che invece a te andava tutto bene. Tu sembravi conservare tutte le energie, la tua mente era sempre incredibilmente elastica, aperta. In più città i critici si erano interessati ai tuoi scritti, anche se tu non avevi la minima intenzione di vender nulla. A te interessava conoscere il mondo, apprendere sempre più cose...nient'altro! Lui invece aveva le sue ambizioni...che però piano piano stavano sciamando. Nei salotti in cui venivate invitati non era mai perchè c'era qualcuno interessato alle sue opere, ma solamente gente che aveva sentito parlare della tua cultura, della tua sagacia ed argutezza. Tutti si interessavano a te quando a te non interessava la notorietà...mentre lui rimaneva sempre in secondo piano nonostante la cercasse con tanto accanimento! La goccia che fece traboccare il vaso...coincise anche con l'abbandono del tuo diario da parte tua in quel cafè di Parigi." A questo punto l'espressione di Marcus si fece più dura, il suo sguardo era freddo. Capii che stava arrivando il momento meno piacevole della storia che per quanto non sentissi mia...mi stava affascinando! "Erano diverse sere che Dragan sembrava aver ripreso leggermente la voglia di vivere; sembrava che avesse conosciuto una ragazza. Marie De Crouet, questo il suo nome, era una ragazza semplice, non ricca ma piena di buoni propositi. Era incredibilmente bella: aveva dei folti capelli color rame e degli occhi nocciola di un'intensità incredibile. Possedeva un fisico da mozzare il fiato ed una voce melodiosa che incantava chiunque l'ascoltasse. Il suo sogno era quello di fare la cantante ed infatti si dilettava a cantare nei cafè meno importanti di Parigi. Era una ragazza piena di vita e chiunque la conoscesse rimaneva incantato. Lo stesso fu infatti per Dragan: un giorno la sentì cantare in uno di quei cafè e da allora iniziarono a frequentarsi. Il fato volle però che una sera ella conobbe un uomo che fece traboccare il suo cuore d'amore. Un misterioso ed affascinante uomo che stava scrivendo alla luce della luna in un parco parigino...quell'uomo eri tu! Dragan non ti aveva ancora presentato Marie nè ti aveva mai detto il suo nome...proprio per questo tra te e la bella cantante nacque un'intesa fuori dal conume. Lei era follemente innamorata di te e tu, dal tuo canto, ricambiavi anche se in maniera più pacata i suoi sentimenti. Non sapevi se fossi innamorato di lei, daltronde non ti era mai successo nulla di simile da quando eri rinato come Vampiro..." Marcus a questo punto si interruppe, mi fissò con lo sguardo divertito e dopo pochi secondi fece: " Non sò tu ma io se non faccio un'abbondante colazione non riesco ad andare avanti! Vieni a caccia con me o preferisci restare quì...?" quindi mi sorrise ed attese una mia risposta... |
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