The Boy
Un'anima avvelenata dalla merda di cui questo mondo ci sommerge. Quì metterò i miei Racconti, le mie Canzoni, i miei Pensieri.. tutto ciò, insomma, che la mia anima avvelenata mi detta.

TagBoard




Stats
• Webmaster: Lestat
• On line to: 31 marzo 2007
• Contact me: E-Mail
• Designed by: SlutKissGirl | Rain


Affiliati

heaven in hell
wanna be??

Disclamer
Si ricorda che:
Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.

La presente opera è di proprietà dell'autore [© Lestat] ai sensi degli art. 1 e 2 della Legge 22/04/1941, n. 633. La medesima legge, all'art. 171, sanziona penalmente la condotta di chi, senza il consenso dell'autore, riproduce, trascrive, diffonde o pone in commercio l'opera altrui. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ecc..ecc..



Counter




Racconti
Marek Lancaster capitolo IX: Marcus

Caddi subito in un sonno profondo; nei secondi che precedettero il mio cammino verso il mondo di Morfeo varie immagini mi passarono davanti agli occhi: nella mia mente affiorarono dei volti, delle parole. Quello strano barman, mia madre, l'uomo che mi aveva dato un passaggio in macchina all'inizio del mio viaggio e che poi si era rivelato un maniaco assassino...
Ma proprio una frazione di secondo prima di cadere completamente preda del sonno un altro volto fece capolino nella mia mente, un volto sconosciuto: un uomo molto affascinante, dagli occhi di un verde intenso e la carnagione incredibilmente chiara. Mi guardò sorridendo, nella mia mente potei sentire solo una frase: "Justus et pius" poi definitivamente mi addormentai.

Passarono pochi minuti e di colpo mi svegliai, improvvisamente, colto da un senso di vuoto infinito. Dei forti rumori mi destarono e quando aprii gli occhi impallidii: non ero più al sicuro nella mia bara, ma mi trovavo seduto ad un tavolo!
Mi guardai subito intorno: ero in una taverna come quelle che si vedono nei film che narrano di epoche passate! La gente intorno a me stava bevendo, parlando...molti in maniera alquanto animosa!
L'incredibile frastuono presente lì dentro era sconcertante: come si poteva resistere per più di dieci minuti?
Sicuramente era uno dei miei soliti, strani sogni; era solamente il secondo giorno che dormivo e già cominciavo a fare sogni assurdi!
La gente intorno a me era abbigliata in modo strano e proprio dal loro abbigliamrnto potei intuire che mi trovavo in una taverna di periodo medioevale. Perchè stessi facendo quell'assurdo sogno non lo capii, ma in fondo non ci diedi troppo peso. Quello che rapì completamente la mia attenzione fu un giovane uomo che era seduto ad un tavolo poco distante da dove mi trovavo io: era vestito in maniera semplice ma sontuosa; portava i capelli legati in una lunga coda di cavallo ed un orecchino sul lobo sinistro. Sedute sulle sue gambe vi erano due splendide ragazze, una per ogni arto, che continuavano a ridere e ad accarezzargli petto e guance mentre lui si limitava ad alzare più volte in aria un grosso boccale di birra ridendo con loro. I suoi modi erano raffinati e nello stesso tempo un pò rozzi; doveva essere una specie di signorotto, anche se il suo modo di fare e vestire era un pò troppo fuori dagli schemi...o almeno quella fu l'impressione che diede a me!
Il motivo per cui rapì la mia attenzione era che, a parte l'abito ed il taglio di capelli...era identico a me!!!

"Sei sempre stato un tipo un pò particolare!" proruppe una voce alle mie spalle.
Mi voltai di scatto e riconobbi il volto che mi era apparso subito prima di addormentarmi.
Lo guardai con perplessità e non proferii parola limitandomi a fissarlo, fu lui invece a riprendere il discorso: "Cosa c'è? Perchè quello sguardo torvo? Mica ti sarai offeso?!? Guardati..." fece indicando il giovane seduto al tavolo "...per quei capelli e per quell'inutile ninnolo che decidesti di infilarti nell'orecchio tuo padre non finì mai di dannarsi! Hahaha! Quanto ti ha pregato di assumere un aspetto più consono...e tu invece sembrava traessi piacere dall'andargli contro!!!"

Quel misterioso uomo mi parlava come se mi conoscesse da sempre, o forse dovrei dire come se conoscesse da sempre il mio sosia e lo associasse a me!

Lo guardai fisso negli occhi, i suoi modi mi stavano dando i nervi; sogno o no presto o tardi lo avrei fatto a pezzi!!! Un pò mi stupì quel mio pensiero violento e proprio per questo sul mio viso si stampò nuovamente uno sguardo perplesso.

Lui sembrò capire ciò che stavo pensando, infatti smise di sorseggiare dal suo bicchiere di vino e mi fece: "Oh! Sei sempre così focoso...che spirito indomito! Proprio per questo ti scelsi quella notte...! Ah, cerca di stare calmo, non sei ancora così potente da potermi anche minimamente impensierire!!!"

Le sue parole mi suonavano strane, stava vaneggiando? Eppure sembrava sapere della mia nuova condizione, della mia nuova natura di creatura della notte.

Tornai a guardarlo bene: era abbigliato in maniera molto ricercata, ma i suoi abiti erano più adatti a qualcuno di un altra epoca. Sembrava quasi uscito da un film sugli anni sessanta...eppure emanava un non so che di regale. Probabilmente era di alto rango sociale e non esitava ad ostentarlo! Subito venni nuovamente catturato da quei fantastici occhi verdi, erano così magnetici, profondi! Sembrava ci si potesse perdere al loro interno!
Proprio in quel momento mi indicò qualcosa dietro alle mie spalle, io mi voltai di scatto e vidi l'altro me steso apprestarsi ad uscire fuori. Era alticcio ma conservava ancora la lucidità necessaria per incamminarsi da solo; non sò il motivo per cui lo feci, ma senza curarmi del mio interlocutore mi alzai e seguii il ragazzo.

Mi feci largo tra le tante persone che affollavano quella taverna e per questo temei di perderlo di vista. Appena fuori lo vidi addentrarsi in un vicolo, era distante da me di qualche metro quindi non avrei faticato a raggiungerlo. Quando svoltai l'angolo la scena che mi si presentò davanti fu talmente insolita che non riuscii subito a riordinare le idee: il ragazzo era in piedi e stava discutendo animosamente con un altro uomo, la cosa che mi confuse fu che l'altro uomo lo conoscevo...era il mio interlocutore della taverna! Questi era vestito diversamente rispetto a pochi minuti prima: portava un abito molto elegante ed un bastone da passeggio col pomo argentato...l'abbigliamento che ci si sarebbe aspettato da un signorotto di quel tempo. Quello che mi fece accapponare la pelle fu ciò che successe un attimo dopo: l'uomo esibì un paio di grosse zanne e non fu troppo difficile capire le sue intenzioni! Il Vampiro assalì il ragazzo e tenendolo stretto tra le braccia iniziò a succhiare il suo sangue!
Decisi di intervenire ma una stretta d'acciaio mi serrò il polso: mi voltai e trovai nuovamente l'uomo della locanda al mio fianco.
Com'era possibile che si trovava in due posti contemporaneamente?!? Sembrava di vedere due versioni dello stesso uomo...che razza di assurdo sogno stavo facendo?!?

"Marek, non stai sognando! Non capisci? Questa è stata la tua creazione...è così che sei nato! Osserva bene la scena: quella sera non ti uccisi. Mi innamorai del tuo spirito ribelle e ti volli al mio fianco!" fece lui.
A me venne quasi da ridere: io ero stato reso quello che ero da mia madre e non da quel misterioso uomo! Ma soprattutto io non centravo niente con quell'epoca!
Sicuramente quello era il sogno più strano che avessi mai fatto in vita mia!

Feci per liberarmi dalla sua presa ma non vi riuscii; tutto intorno a me stava cambiando, volteggiava come in un immenso Shaker! Un ammasso di colori che si intrecciavano tra loro...
Solo una debole frase riecheggiò nella mia mente: "Justus et pius"!

Riaprii gli occhi di scatto! Ero al buio, nel silenzio più totale: ero nuovamente nella mia bara! Che assurdo sogno avevo fatto, la cosa più inverosimile che mi era mai capitata!
Quell'uomo, quelle strane parole in una lingua che non conoscevo...
Attesi qualche minuto per riorganizzare le idee e calmarmi, anche se era solo un sogno mi aveva spossato in una maniera incredibile. Sentii i miei sensi acutirsi, persino la fame mi era tornata! Ma com'era possibile?!? Era già giunta la notte? Eppure ero convinto che non fosse passato che qualche minuto! Decisi che sarei uscito e che avrei tentato di riordinare meglio le idee. Aprii il coperchio della bara, lo scansai di lato e mi misi seduto; mi sgranchii lievemente il collo spostando la testa da una parte all'altra e feci per uscire dal mio giaciglio...ma non lo feci subito, mi bloccai guardando la stanza: dove diamine mi trovavo ora?!? Non ero più nello sgabuzzino di quel locale, ma in una grossa stanza piena di arazzi e tappeti. Appena feci per uscire mi accorsi di un'agghiacciante verità: accanto alla mia c'era un'altra bara! Mi precipitai fuori dal mio giaciglio e con le spalle contro la fredda parete iniziai a guardarmi intorno. Era una stanza magnifica, molto ricca e si capiva perfettamente che doveva far parte di una reggia altrettanto sontuosa; Un grande divano era disposto sulla parete proprio di fronte a me, mentre alla mia destra c'era l'unica porta della stanza. Non c'erano finestre ma la luce era data da dei grossi candelabri appesi tutt'intorno sulle pareti. Mentre ancora mi guardavo intorno, con la coda dell'occhio vidi un'ombra alla mia sinistra! Capii che si trattava di un uomo; mi voltai di scatto e dinanzi a me si parò un bel giovane, coi capelli tagliati corti e gli occhi verdi. Era ben vestito, con una camicia bianca piena di fronzoli ed un panciotto rosso; indossava un bel paio di pantaloni di velluto e calzava delle belle scarpe di pelle scura. Aveva un'aspetto aristocratico, ma sul suo volto c'era impressa un'espressione di sgomento: un misto tra paura e sorpresa. Mi ripresi dallo shock per capire che quel giovane...ero io!!! Ma non come era già successo in precedenza, non un altro io... Mi avvicinai e notai che dinanzi a me si ergeva un maestoso specchio che copriva quasi tutta la parete e dentro di esso vi era la mia immagine riflessa: avevo un'espressione sbalordita! Come diavolo ero vestito? E che ci facevo lì?!? Ne capivo sempre di meno...

"Ben alzato Marek! Benvenuto in questa fantastica epoca che gli altri stolti fratelli osano definire "Secoli Bui"! Io dico invece che è l'epoca migliore in cui mi sia capitato di vivere!" fece una voce alle mie spalle.
Mi voltai e notai che l'altra bara era aperta ed accanto ad essa si ergeva l'uomo misterioso in tutta la sua magnificenza!

Mi scagliai su di lui con tutta la rabbia che avevo in corpo ma quello, con un semplice gesto della mano, mi scaraventò di lato!!!

"Uff! Dover fare esercizio appena svegliato non mi è mai piaciuto! Non preferisci fare quattro chiacchiere davanti ad un bel giovane drogato di Laudano?!?" fece nuovamente lui.

Io mi rialzai in piedi e subito gli sbraitai contro: "Ma tu chi diavolo sei?!? E perchè mi trovo imprigionato in questo maledetto sogno? Voglio uscirne immediatamente!!!"

Il mio interlocutore si sedette sul divano, quindi in tutta tranquillità mi rispose: "Hai ragione, non mi sono presentato. Ho dimenticato persino le regole più elementari dell'etichetta...spero tu non me ne voglia! Il mio nome è Marcus, Marcus Augusto. Oh, in vita mia ho avuto molti nomi: nell'antica Roma mi chiamavano Marcus Il Cruento; In Valacchia ero Markus Drakul; ora, per tutti, sono il Duca Markus Augusto IV...ma tu, figlio mio, puoi chiamarmi semplicemente Marcus."

Io sbiancai a quelle parole, quindi scattai nuovamente in avanti e feci: "Figlio mio? Ma che amenità vai dicendo? Io non ti ho mai visto!!! Mi sei comparso in sogno questa notte...ma prima di allora non ti avevo mai visto! Non ho neanche mai sentito il tuo nome!!! Tu sei completamente pazzo!!! Voglio una spiegazione..."

Marcus non si scompose, anzi attese qualche secondo quindi riprese la parola: "Mmm...pazzo dici? Beh, è quello che tutti dicono di noi...ma io la penso in modo differente: la nostra mente è più ampia della loro, più forte. Diciamo che è una mente speciale! Comunque vedo che sei terribilmente confuso e purtroppo devo ammettere che la causa di ciò sono io! Ma ti prego, lascia che ti spieghi come stanno le cose, lascia che ti racconti tutto daccapo..." detto ciò si alzò ed andò verso una libreria, prese un grosso tomo e lo aprì.
"Quello che sto per raccontarti è tutto scritto quì...o meglio ciò che mi riguarda è scritto quì. Se non crederai alle mie parole, potrai cercarvi un riscontro su questo libro. Quindi ora siediti e prestami ascolto..."

Io feci come mi disse, ancora stordito e confuso. Presi posto sul grosso divano ed attesi che lui iniziasse a narrare quella storia. Ero ancora convinto che si trattasse solo di un assurdo sogno ma quei risvolti mi stavano incuriosendo, quindi decisi di strarmene buono e di ascoltare...





I II III IV V VI VII VIII IX X XI