The Boy
Un'anima avvelenata dalla merda di cui questo mondo ci sommerge. Quì metterò i miei Racconti, le mie Canzoni, i miei Pensieri.. tutto ciò, insomma, che la mia anima avvelenata mi detta.

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Racconti
Marek Lancaster capitolo VIII: Un incontro interessante

Ero nuovamente dentro; Me ne stavo in mezzo alla pista a ballare, a scatenarmi, a pogare insieme a centinaia di altre persone, nessuna delle quali poteva sapere che in mezzo a loro c'era un'essere speciale: un puntino oscuro in mezzo a tanti altri puntini scuri, tutti uguali eppure così diversi tra loro! Io ero un puntino sopra un foglio nero sul quale son disegnati tanti altri puntini neri. Non è possibile distinguere gli uni dagli altri, ma se si guarda attentamente si riesce a vedere quel puntino più scuro...io!
Quello strano pensiero mi fece ridere: le mie idee eran sempre state un pò contorte...ma ora sembrava lo fossero sempre più!

In mezzo a quella pista potei sentire i pensieri di tutti, sembrava proprio che fossero un pensiero unico per quanto si assomigliassero. Tutti lì avevano voglia di non pensare a nulla, di lasciarsi trasportare dalla musica...proprio come me!
Spintoni. Spallate. Gomitate. Vista dall'esterno quella sembrava una cosa assurda: perchè tanti giovani che traggono piacere dal perquotersi senza sosta? Ma chi non aveva provato, chi non era entrato in sintonia con quel fenomeno non poteva capire: il poter abbandonare il proprio corpo in balìa di tanti sconosciuti; la mente vuota mentre il corpo viene travolto da tanti altri, sballottato come una nave nel mare in tempesta. Ogni colpo ricevuto o dato è un momento di liberazione, la mente non conta in quei minuti. Lo stress, la solitudine, il vuoto che si sente dentro...in quei momenti tutto quello scivola via insieme al sudore. E' questa l'anima del Pogo, è questo il motivo per cui io mi ritrovo quì ora; in mezzo a questa calca, a ricevere spintoni e gomitate. Nessuna di queste è avvertita dal mio corpo, non son certo simili carezze a potermi danneggiare o a farmi provare dolore...ma è lo spirito ciò che conta!

Dopo un'ora eccomi allontanare da quel mare di gente; mi dirigo al bancone, non certo per bere ma solo per prendermi un minuto di pausa. Quelle esperienze, quelle serate, le avevo provate mille altre volte; i locali che frequentavo eran simili a quello, eppure ciò che potevo provare con i miei nuovi sensi era qualcosa di indescrivibile! E' come se qualcuno ti chiedesse di spiegargli cosa si prova in un orgasmo: la moltitudine di sensazioni, emozioni, è troppo vasta per essere riassunta in una parola!

Ero in piedi, con la schiena rivolta al bancone ed i gomiti appoggiati su di esso: osservavo la gente che mi circondava, che mi passava accanto: amavo quell'universo!
Il locale era sempre pieno di giovani, quella sera però potei notare anche gente più "adulta" e di questo mi compiacqui.
Rimasi ad osservare un gruppo di ragazzotti sulla ventina: bottiglia di birra in mano, sigaretta in bocca; con quella loro aria sicura da classici bulletti di città, mi facevano quasi ridere. Si sentivano importanti, sicuri di loro stessi...ma era proprio quello il loro fascino! Non avevano lo sguardo smorto di molti altri loro compaesani e coetanei; per una ragione che a me al momento risultava oscura, si sentivano migliori degli altri.
Poi il mio sguardo cadde su un altro gruppetto, questa volta si trattava però di un gruppo di ragazze.
Anche queste sulla ventina, vestite con una moda tutta loro; non erano in tiro come molte altre ragazze lì dentro: avevano dei pantaloni larghi e con la vita bassa, abbastanza sgualciti. Scarpe Converse ai piedi e delle magliettine che non lasciavano molto spazio alla fantasia: i loro corpi minuti erano adorabili...me ne innamorai subito! Alcune di loro avevano dei bracciali borchiati, altre delle collanine vistose; la maggior parte con i capelli legati in una coda di cavallo. Una in particolare mi colpì subito: capelli corvini lunghi sulle spalle, occhi di un azzurro intenso; aveva un visino adorabile, con un magnifico nasino alla francese. Labbra sottili e rosee, aveva un aspetto talmente innocente...

Decisi che dovevo avvicinarmi, ma non feci in tempo a formulare quel pensiero...che queste mi precedettero! Si stavano proprio avvicinando al bancone parlottando e sorridendo tra loro. Quando mi furono accanto una di loro mi sorrise e poi si appoggiarono al bancone: non sembrava fossero lì per me, ma solo per ordinare da bere. La situazione era comunque interessante: avrei attaccato bottone e le avrei conosciute, non era mai stato un problema per me già nella mia vita mortale...figuriamoci adesso!
Mi voltai appoggiandomi anch'io alla fredda superficie, quindi attesi il momento opportuno per fare la mia mossa...ma quello che urlò una di loro rapì completamente la mia attenzione e mi fece desistere dal mio intento!

La ragazza che avevo notato poco prima si era sporta sul bancone e stava facendo degli ampi gesti, quindi proruppe urlando: "Hey Lestokke! Daaaiii servi prima noi! Non lo vedi che abbiamo sete?!?" Quel nome, "Lestokke", era lo stesso che avevo sentito appena arrivato in quella cittadina; apparteneva al tizio di cui quei ragazzi credevano fossi amico: ora ero curioso di vedere questo fantomatico ragazzo!

Subito un ragazzo si avvicinò da dietro il bancone: aveva uno shaker in mano e stava preparando un cocktail. Con dei rapidi gesti completò l'operazione e servì a due grossi tizi una bevanda dal colore verdognolo. Da come si muoveva si vedeva che era pratico del mestiere. Nei suoi gesti c'era un non so che di altezzoso: sembrava perfettamente a suo agio ed ebbi l'impressione che quasi emanasse un'aura che attirava le persone: quel tipo mi piaceva!
Si avvicinò al gruppo di ragazze e fu in quel momento che potei vederlo bene, era un tipo molto particolare ed a vederlo così, sembrava poco in sintonia con quel paesino di montagna!
Era alto poco meno di un metro ed ottanta, occhi cerulei verdi/nocciola e dei dread castani che portava legati dietro. Indossava una maglietta nera con un grosso teschio bianco sul davanti e dei pantaloni larghi anch'essi neri. Sul suo sopracciglio destro spiccava un piercing di metallo che insieme ai due orecchini che portava all'orecchio sinistro faceva un bel quadretto! Quel tipo mi sembrava fin troppo alternativo per quel paese!

Quando arrivò al bancone si appoggiò con i gomiti e sporgendosi in avanti sorrise: "Hey bellissime! Lo sapete che se ci son io da bere per voi è assicurato no? Però prima..." e senza finire la frase sorrise dinuovo!
Le ragazze si sporsero sul bancone e a turno lo salutarono dandogli un delicato bacio sulle labbra quindi tornarono al loro posto e sorrisero. Il Barman allora senza dire altro si portò in corrispondenza delle bottiglie e dopo aver contato le ragazze si apprestò a preparare qualcosa.
Sembrava che quella scena fosse solita lì, lui già sapeva cosa preparare loro senza neanche chiedere nulla!
Io osservai le ragazze, erano quattro e tutte molto belle, ma rimanevo dell'idea che la più carina fosse quella con i capelli sciolti!
Dopo pochi minuti il barman tornò con un piccolo vassoio e posizionò sul bancone dieci bicchierini. Dall'odore capii subito che cinque contenevano Rum e cinque del succo alla pera. Le ragazze lo guardarono e sorrisero, quindi presero due bicchierini a testa: la pera sulla sinistra ed il rum sulla destra; lo stesso fece il barman che subito disse: "Beh, mica vorrete bere da sole no?" e sorridendo alzò un bichiere in alto e trangugiò tutto d'un sorso il rum, quindi fece lo stesso con la pera. Le ragazze lo seguirono a ruota, quindi soddisfatte della rapida bevuta posarono i bicchierini sul bancone e salutando il barman con la mano tornarono nella calca.
Rimasi a guardare il ragazzo che toglieva il tutto, aveva uno sguardo allegro eppure riuscivo a percepire in lui un non sò che di oscuro e malinconico...
Decisi che quel tipo mi interessava, volevo sapere altre cose su di lui!
Feci per avvicinarmi ma la mia azione venne interrotta da un'altra voce femminile: una ragazza bionda si stava rivolgendo al barman: "Hey Lestok! Me lo dai uno strappo a casa quando stacchi vero? Ah, senti c'è anche una mia amica con me...questa notte dorme da me perchè i miei son fuori!"
Il barman senza batter ciglio rispose: "Dai Mary, lo sai che non c'è neanche bisogno di chiederlo no? Se hai bisogno di qualcosa puoi sempre contare su di me!" e sorridendo tornò ai suoi cocktail. La ragazza gli strizzò l'occhio e se ne tornò in pista.
Sembrava che quel tipo lì dentro fosse più famoso di un Vip della tv!

Quando riuscii a catturare la sua attenzione questi mi si avvicinò dicendo: "Hey! Bello stile! Non sei di quì vero? Cosa prendi?!?"
Si comportava come se mi conoscesse da una vita: nel suo tono di voce e nel suo modo di fare c'era una rilassatezza incredibile! Era perfettamente a suo agio anche con chi non aveva mai visto prima!
Gli dissi che volevo una Tennent's Super e dopo che me la portò iniziammo a parlare un pò.
Scoprii che anche lui era di Roma e che si era trasferito da qualche anno lì; che quello di barman era solo un lavoretto per i sabati che passava in quel paese. Scoprii che abitava poco distante da Perugia e che in alcuni fine settimana tornava lì e lavorava in quel locale; che praticamente era conosciuto da tutti ed infine mi diede anche qualche dritta sulle ragazze del posto! Nuovamente rimasi allibito dalla sua parlantina, dal suo essere così naturale in ogni momento! Quel ragazzo aveva un carisma incredibile...riusciva ad affascinare persino me! Mi disse di chiamarsi Diego ma che in quel paese tutti lo chiamavano Lestokke; non mi spiegò il motivo di tale soprannome perchè, a detta di lui, era una storia troppo lunga. Ma in fondo non me ne fregava nulla! Volevo solo chiacchierare e conoscerlo meglio...ero completamente rapito da lui! Gli chiesi informazioni sul posto, sulle persone che lo frequentavano e cose simili. Gli chiesi anche della ragazza che mi aveva tanto colpito e lui mi diede un sacco di informazioni su di lei: sembrava che in passato fosse stata la sua ragazza e che non fosse una tipa facile! In fondo per me nulla era difficile ora, ma lo stetti ad ascoltare per più di un ora! Lui parlava, rispondeva alle mie domande ed intanto faceva cocktail e serviva i clienti; Qualche volta beveva con loro, oppure offriva qualcosa a qualche bella ragazza. Se non ci avessi parlato avrei giurato che fosse il proprietario del locale...!
Purtroppo però non potevo rimanere tutta la sera a parlare con lui; volevo continuare a godermi quella splendida notte, volevo conoscere altra gente, quindi mi congedai.
Avevo fatto un incontro davvero stimolante così decisi che l'indomani avrei di nuovo parlato con lui! Per un attimo mi passò quasi per la testa di portarlo con me nel mio viaggio, di trascinarlo nell'immortalità con me...ma poi desistetti. In fondo non mi sembrava giusto privarlo di ciò che aveva: la sua vita sembrava troppo positiva perchè lui vi rinunciasse!

Tornai a girare per il locale, parlai con molta gente; la mia birra venne offerta di volta in volta ai miei interlocutori, fino a quando non rimasi con la bottiglia vuota.
Scoprii che la gente del posto era simpatica, molto meno chiusa di come appariva. Lo stesso valse per quel gruppo di ragazzi che avevo notato atteggiarsi con birra e sigaretta poco prima: sotto quell'apparenza di Dei in terra si nascondevano delle persone alla mano.
Ebbi modo di conversare anche con quel gruppo di ragazze alternative che avevano rapito la mia attenzione e, come Lestokke mi aveva avvisato, entrare in confidenza con quella che era stata la sua ragazza non fu per niente facile. Si, avrei potuto usare le mie capacità da vampiro per abbindolarla, per ammaliarla...ma volevo conoscere gente nel modo più naturale possibile. Della bestia che poche ora prima aveva trucidato quel povero ragazzo ora non c'era neanche l'ombra, ogni tanto mi sembrava di avere una doppia personalità!
Nel giro di poche ora feci la conoscenza di un sacco di gente, reincontrai anche i ragazzi che mi avevano portato in quel locale la prima volta; notai che la ragazza che il giorno prima si era offerta di accompagnarmi con la mia moto, provava interesse per me. Lo capii da come mi guardava, da come si proponeva e poi ora ero un vampiro, la mia sensibilità per certe cose era più accentuata. Dopo un pò mi congedai anche da loro, le ore stavano trascorrendo rapide ed inesorabili!
Quella vita mi piaceva, ne ero sempre più convinto: quel modo di vivere era fatto apposta per me!

L'alba stava nuovamente giungendo. Io tornai ancora nel mio nascondiglio, mi coricai nella mia bara e chiusi il coperchio. Trovai anche il modo per bloccarlo dall'interno: nessuno avrebbe potuto aprirlo se non usando qualcosa di pesante per far leva!





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