The Boy
Un'anima avvelenata dalla merda di cui questo mondo ci sommerge. Quì metterò i miei Racconti, le mie Canzoni, i miei Pensieri.. tutto ciò, insomma, che la mia anima avvelenata mi detta.

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Racconti
Marek Lancaster capitolo VI: il primo pasto

Attesi circa un'ora, fino a quando non capii che fuori il locale era già pieno. La fame stava diventando insopportabile ma dovevo resistere, non potevo uscire subito rischiando di esser visto!
Appena scostato leggermente il pannello feci qualche lieve passo verso la sala, nella mente sempre il desiderio di non esser visto e come mi era già successo in precedenza riuscii ad usare quel mio strano e nuovo potere. Sgattagliolai fuori velocemente e con la stessa rapidità richiusi il pannello alle mie spalle: il primo passo era fatto!

Per un pò mi limitai a girare per il locale, mi guardai intorno: la maggior parte dei ragazzi presenti lì dentro d'età non superava la trentina; la clientela di quel posto era giovane, molto giovane e la cosa mi piaceva! Mi sentivo ancor più a mio agio, la presenza di tanti miei coetanei mi dava una carica in più!
Nel mio girovagare incontrai molti ragazzi sotto effetto di droghe, per non parlare del fatto che la maggior parte della gente era sbronza. Sembrava una cosa all'ordine del giorno quella di stare sballati. Avevo visto quel posto dal verso sbagliato: il fatto che si trattasse di una piccola cittadina mi aveva tratto in inganno! Fu proprio mentre facevo quelle considerazioni che scoprii un'altro dei miei poteri: come mi era già successo mi sembrava di sentire le emozioni di chi mi stava intorno, ma mi resi conto che concentrandomi su una persona specifica riuscivo a scavare nel suo animo, ad addentrarmi nei più profondi recessi della sua mente. Fu così che capii che i ragazzi presenti lì dentro erano accomunati dallo stesso pensiero: erano tutti delusi, scoraggiati dalla vita; alienati dalla consapevolezza di quanto poco essa potesse offrire loro. Volevano tutti scappare da quel luogo, da quella piccola città, animati da sogni più o meno concreti. Tutte queste frustrazioni cercavano di annegarle nell'alcool, di cancellarle con la droga. Preferivano non pensarci e passare una serata col cervello in "pappa", così da aver almeno un seppur breve attimo di distacco da tutto e tutti! Quelli erano gli stessi sentimenti che avevo provato io per anni e che forse provavo tutt'ora...
Iniziai ad immedesimarmi in loro, a capirli, ad amarli...ma allo stesso tempo li detestavo, li odiavo! Io avevo avuto una vita tremenda, piena di problemi e pesi da sostenere. Da quello che ero riuscito a leggere nelle loro anime il loro unico problema era che quella vita, quella città, gli andavano strette: Ipocriti!!! Non sapevano cosa fosse la vera disperazione; non sapevano cosa volesse dire aver raggiunto il fondo ma ostinarsi a continuare a scavare!
Ero combattuto da questi sentimenti contrastanti: amore. Odio. In fondo ciò che provavo per loro, per ognuno di loro era qualcosa di inclassificabile. Come per i miei sensi, scoprii che anche le mie emozioni erano amplificate e portate all'eccesso. Proprio per quello non riuscivo ad odiare veramente nessuno di loro!

Intanto la fame aumentava!

I miei sensi erano in fibrillazione: l'odore del sudore, dell'alcool, il profumo che ognuno di quei corpi emanava. La musica, il modo che avevano di contorcersi, di scatenarsi...stavo per impazzire! In quel momento accanto al bancone scoppiò una piccola rissa: non sò se definire la cosa positiva o negativa! Il trambusto che si creò catturò la mia attenzione e fece si che per un breve attimo non pensai alla fame crescente. Due ragazzi, entrambi intorno ai vent'anni, stavano facendo a spintoni.
Sembrava la solita scaramuccia da ubriachi, in cui entrambi i contendenti son troppo sbronzi da poter coordinare un movimento o formulare una frase di senso compiuto. Ma all'improvviso uno dei due, quello più piccolino, afferrò una bottiglia di Bud dal bancone ed impugnandola la ruppe e si scagliò verso l'avversario! Fu in quel momento che ci fu la classica goccia che fece traboccare il vaso!
Quell'odore inconfondibile, inebriante, irresistibile per me ora che ero in quello stato. Sentii i miei sensi acutirsi, i muscoli tendersi: il mio corpo stava agendo da solo!
Il ragazzo nel rompere la bottiglia si era provocato un taglio sul palmo della mano ed io attirato inesorabilmente dall'odore del suo sangue stavo per aggredirlo!
"Maledizione!" pensai "Non quì...non ora...non così!!!"
Mi avventai sul ragazzo e senza la benchè minima fatica lo disarmai. Potevo sentire i battiti del suo cuore, acceleravano sempre più; l'adrenalina lo stava mandando in fibrillazione e l'alcool ingerito faceva il resto. Riuscivo a vedere ogni vena del suo corpo, rimasi come ipnotizzato a guardare, come a quanto pare mi succedeva sempre, quella sul suo collo: era grossa e pulsava ad ogni battito. Avevo ancora tra le mani il suo polso destro e lo stavo stringendo incosapevolmente: ancora pochi istanti ed il polso si sarebbe rotto. Fortunatamente il ragazzo non avrebbe neanche sentito dolore, sarebbe morto prima ancora di sentire l'osso rompersi!
Fu in quel momento che due grossi buttafuori intervennero! Mi separarono da lui, gli urlarono qualcosa contro e presero entrambi i ragazzi. Sembrava che li conoscessero e che quella non fosse la prima volta che i due provocassero una rissa!
Io rimasi lì, per qualche secondo fissai il bancone: la fame era insostenibile, non potevo rimanere in quel locale!
Mi precipitai fuori. Speravo di trovare un grosso cane, l'idea di cibarmi di esseri umani ancora mi ripugnava! Ero al limite. Già poco prima il mio corpo aveva agito per conto suo e temevo che se non mi fossi nutrito in fretta la cosa sarebbe potuta degenerare!

"HEY BRUTTO STRONZO!!!" sentii urlare da dietro a me.
"Pensi che mi sia dimenticato di te? Lurido pezzo di merda, grazie alla tua bravata ora non mi faranno più entrare!!!"
Mi voltai e vidi, dietro ad un vicolo, il ragazzo che avevo disarmato nel locale. L'alcool lo aveva reso violento, potevo leggere i suoi sentimenti come fosse un libro aperto. La mano ferita era fasciata da un fazzoletto di stoffa e non sanguinava più: aveva scelto la persona ed il momento meno adatto per attaccar briga!

"Senti, non rompermi le palle! Non è il momento questo, è meglio se mi lasci stare!" dissi io voltandomi...ed all'improviso: *Zack!*

Sentii qualcosa di freddo lacerarmi le carni all'altezza dei reni, quindi la sensazione di un liquido caldo e vischioso a contatto con la mia pelle.
Mi voltai e quel bastardo ancora teneva in mano il coltello a serramanico! Quell'idiota di un teppistello aveva fatto la più grande stronzata della sua vita!
Io lo fissai negli occhi e lui vibrò un altro colpo: questa volta la lama mi si conficcò nell'addome. "Così impari a farti i cazzi tuoi brutto stronzo!" inveì lui, ma dall'espressione che comparì subito dopo sul suo volto capii che tutto il coraggio che aveva ostentato fino a poco prima stava svanendo!

Io gli afferrai saldamente il braccio che teneva il coltello senza neanche togliermi l'arma dal corpo: la lama era conficcata sul mio addome eppure io ero lì davanti a lui che sorridevo!
Lo stronzo cambiò espressione ed iniziò a fissarmi: prima me. Poi il coltello nella mia pancia. Infine nuovamente me! Continuava a spostare lo sguardo da un punto all'altro senza capire.

"Non mi piace quando qualcuno mi punta contro un'arma e tantomeno mi piace che questo qualcuno usi la stessa contro di me! Mi hai fatto male ed oltretutto stavo morendo di fame! Ora dovrai rimediare tu!!!" gli dissi con voce calma. Il mio sguardo era allucinato, la fame stava per farmi impazzire e quello stolto aveva osato addirittura colpirmi!

Lui iniziò a tremare ed iniziò a sbiascicare frasi senza senso: "Hai fame? Che cazzo centra ora? Hai un coltello nella pancia...e parli di fame?!? Che cazzo sei? Un pazzo? O uno di quelli a cui piace il dolore? Che cazzo centra la fame?"

Io risi e mostrando i canini feci: "Beh, è ora che mangio e tu sei invitato alla mia cena...peccato che sarai la portata principale!!!" detto ciò con un rapido movimento gli ruppi il braccio. *Crak!*
L'osso fece un rumore secco, il polso assunse una posizione innaturale e l'intero braccio ricadde senza vita verso il basso. Gli diedi un diretto destro sulla mascella che lo fece volare contro un muro: la mia anima sadica stava venendo fuori. Il mio corpo venne persorso da un brivido, come se una lieve scarica di corrente mi avesse attraversato in un secondo. Stavo fremendo, ero eccitato! Per anni avevo fatto del male a me stesso e questo mi aveva provocato un piacere immenso, ora che non potevo più ferirmi sembrava che traessi piacere dal far provare dolore agli altri!
Quello stronzo mi aveva provocato nel momento in cui avevo più fame. Mi ero appena svegliato e non potevo più resistere al mio istinto!
Mi avvicinai a lui che seduto a terra si teneva il braccio rotto piagnucolando. Che scena deprimente: fino a pochi secondi prima sembrava dovesse conquistare il mondo ed ora piangeva per un semplice osso rotto!

"Brutto stronzo! Che cazzo m'hai fatto?!? Il braccio...m'hai rotto il braccio!!!" piagnucolò lui.

Io lo raggiunsi lentamente e quando gli fui davanti notai che mi stava fissando: abbassai lo sguardo e vidi che il coltello era ancora piantato nel mio ventre.
Me lo estrassi, lo fissai ed in quell'attimo il ragazzo cercò di fuggire. Si era rimesso in piedi aggrappandosi ad una grossa trave di legno con l'unica mano rimastagli sana.
Io sorridendo dissi: "Ah, scusa. Questo è tuo! Non voglio mica passare per un ladro!" così dicendo gli piantai il coltello sulla mano sana lasciandogliela conficcata nella trave!!! Lui urlò dal dolore, la sua espressione era fantastica: un misto di odio, paura e dolore! Ma non potevo continuare a lungo, tutte quelle urla avrebbero richiamato sicuramente qualcuno prima o poi! Gli addentai il collo in maniera talmente veloce e precisa che questa volta non ebbe neanche il tempo per dire una parola!
Quando mi staccai da quel corpo oramai privo di vita lo osservai: era appeso alla trave per una mano, l'altro braccio penzolante lungo il corpo e l'espressione di paura impressa sul volto. Sembrava una di quelle opere d'arte surreali e grottesche che avevo visto in passato in qualche galleria d'arte che mi era capitato di visitare! Purtroppo non potevo lasciarlo lì. Staccai il coltello ed il corpo cadde a terra, quindi infierii una decina di volte su di lui facendo si che il collo venisse colpito almeno un paio di volte: in questo modo non c'era più traccia del segno lasciato dai miei canini! Quando l'avrebbero ritrovato avrebbero pensato all'ennesima rissa finita in tragedia, daltronde era stato visto creare scompiglio anche dentro al locale. Mi ripulii per bene e mi apprestai a rientrare dentro: ora la fame era passata e potevo godermi il resto della notte. Di quel mio primo pasto era rimasto solo un vago sentore di sbronza: a quanto pare bere sangue di qualcuno ubriaco riperquoteva su di me gli stessi effetti...avevo fatto l'ennesima scoperta interessante!





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