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The Boy
Un'anima avvelenata dalla merda di cui questo mondo ci sommerge. Quì metterò i miei Racconti, le mie Canzoni, i miei Pensieri.. tutto ciò, insomma, che la mia anima avvelenata mi detta.
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wanna be?? Disclamer
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Racconti
Marek Lancaster capitolo V: Il passato Buio. Intorno a me solo le tenebre. Mi ero richiuso dietro il coperchio della bara da pochi minuti, quella per me era la prima esperienza di "sonno". Mi immaginai scene da film, io che cado in una sorta di trance mentre fuori il mondo continua ad andare avanti, mi immaginavo chissà quale strana sensazione ed invece la cosa avvenne nel modo più naturale possibile: iniziai a sentire la stanchezza invadermi le membra, gli occhi volevano chiudersi e le mie palpebre si facevano sempre più pesanti. Insomma, tutto era tale e quale a quando ero ancora un mortale: avevo sonno e dovevo dormire! Chiusi gli occhi lentamente; i rumori del locale che stava chiudendo accompagnarono i primi secondi del mio dormiveglia...poi più nulla. In quel mio primo sonno scoprii un'altra cosa incredibile: i Vampiri possono sognare! Già, perchè fu proprio quello che feci; mi tornarono in mente tante immagini, tante parole, tante emozioni. Ripercorsi quel breve viaggio a ritroso, tornai con la mente a quando ancora ero mortale, quella serata aveva fatto riaffiorare sensazioni passate. Eccomi nuovamente lì, in quello squallido locale. Roma era una città grande, piena di posti fantastici...allora perchè io continuavo ad andare in quella bettola? Non c'era una risposta, o forse si: lì nessuno faceva domande, a nessuno fregava un cazzo di chi eri o di come vivevi, l'unica cosa a cui tutti interessava era il denaro! Già, perchè se avevi i soldi potevi fare tutto, potevi AVERE tutto. Ed era proprio quello il motivo per cui io mi ritrovavo sempre lì. La mia vita era uno schifo: la mia infanzia era stata un incubo. Un padre dispotico e violento, una madre succube di lui, amici pochi, anche perchè quasi tutto il mio tempo lo passavo con mio padre, con gli allenamenti che lui mi imponeva. Non avevo un'identità, ero una marionetta agli ordini di mio padre, non potevo ribellarmi perchè ad ogni mio aprir bocca arrivavano le percosse! L'unica cosa che mi dava la forza di andare avanti era l'amore che mia madre mi dimostrava ogni sera, quando gli allenamenti erano finiti... Fattostà che arrivai al momento peggiore della mia vita: l'età scolastica era finita, dovevo trovare uno scopo nella vita. Ma come potevo averlo uno scopo se fino a quel momento avevo avuto si e no un'identità?!? Ci fu anche il peggioramento di mio padre, la fuga di mia madre, la mia vita rischiava di prendere una brutta piega...e così fu! Iniziai a frequentare strana gente, strani ambienti. Iniziai a seguire la cultura Dark con il loro modo oscuro di vivere la vita. Iniziai anche a fregarmene delle percosse che mio padre, puntualmente, mi dava ogni volta che rientravo a casa. Oramai non sentivo più il dolore, non mi facevano più male quei calci e quei pugni...probabilmente neanche sanguinavo più! Per troppi anni il mio cuore aveva sanguinato, la mia anima aveva gridato e si era dibattuta; no, oramai non c'era nulla che poteva ferirmi. La ferita più grande era quella che si era creata nella mia anima...e non si poteva più rimarginare! Ora mi ritrovavo nel solito locale, in giro sempre le solite facce, davanti a me la solita birra scura...già, la mia vita era di una monotonia pazzesca. Il brutto era che oramai ero entrato nel giro: assumevo di tutto e ciò mi rendeva la vita monotona e ditruttiva...così mi drogavo ancora per non pensare a quanto la mia vita fosse monotona e distruttiva! "Hey Marek, sei quì per il solito?" quella voce profonda mi riportò alla realtà. Neanche mi voltai, sapevo chi era e soprattutto sapevo che fare. Allungai una banconota da cinquanta euro ed attesi che lui mi dasse ciò che cercavo. "Beh, che dire, le cose cambiano, ultimamente diventa difficile procurarsi certe cose...e poi c'è la Pula che ci tiene sempre d'occhio..." fece lui ma la mia reazione non tardò ad arrivare. "Senti Marco non ropere i coglioni e dammi quella cazzo di roba! Se vengo in questa merda di posto è solo per far guadagnare qualche merdoso Euro a te!!! Quindi smettila di cagarti in mano e sgancia!" Lui stette in silenzio qualche momento poi fece una breve risata: "Cazzo! Oramai son anni che nessuno mi chiama più col mio nome! Ero al punto che se non mi chiamavano Trash neanche mi giravo più! Lurido figlio di puttana che non sei altro, così mi fai ricordare che siamo cresciuti insieme...ma si, chi cazzo se ne frega, prendi sta roba e tieniti quei cazzo di soldi! Tanto li avrai fregati a tuo padre..." disse mettendomi difronte un piccolo involucro. Poi si sedette accanto a me e mi guardò fisso, dopo qualche secondo ricambiai lo sguardo e feci: "Cazzo guardi? Sai benissimo pure tu come stanno le cose no? Quindi non azzardarti a farmi la paternale o a giudicarmi...non lo sopporto!" lui rimase in silenzio ed ordinò una birra. Marco Benzi, detto Trash, era un mio amico d'infanzia; aveva 4 anni più di me ed eravamo stati inseparabili per moltissimo tempo...fino a quando non si era trasferito con la famiglia. Era lui la mia unica ancora di salvezza oltre mia madre; da sempre si era sentito in dovere di proteggermi e starmi vicino, solo per il fatto che fosse più grande si sentiva di dovermi quasi fare da padre! Che stronzo...però a me stava bene. Ci eravamo rivisti neanche un anno prima, lui faceva il tatuatore in un quartiere alla periferia di Roma ed ogni tanto gli capitava per le mani qualcosa di interessante...che puntualmente passava a me! Era diventato il mio Pusher di fiducia, lui che anni prima voleva proteggermi dal mondo intero! Fattostà che da quel giorno abbiamo ripreso a vederci regolarmente. Che coppia che eravamo: io un ragazzo esile, non tanto alto sempre vestito in nero, sguardo bieco e borchie avunque; lui un ragazzone di un metro e novanta, fisico palestrato, pieno di piercing e tatuaggi. Aveva anche un disegno sull'avambraccio che si era fatto incidere col fuoco da un tizio di Londra. A vederlo faceva paura, così imponente e dall'aspetto strano...invece in realtà aveva un cuore proporzionato alla sua altezza! Parlai per un'ora buona con Trash, quindi lui dovette andarsene a sbrigare certi affari, ma non volle dirmi di cosa si trattasse. Così rimasi solo, seduto ad un tavolo con l'ennesima birra scura davanti. Misi una mano in tasca e tastai il pacchettino che mi aveva dato Trash poco prima, scolai il mezzo boccale di birra rimastomi e mi diressi al bagno. Eccomi nuovamente in mezzo a quel sudiciume, seduto su un cesso con un involucro in mano. Questa volta non si tratta della solita pasticca o della solita polverina magica; no, in mano mi ritrovo una specie di insieme di cristalli colorati. Trash mi aveva parlato di una nuova diavoleria, ma non pensavo di riuscire a procurarmela così in fretta. Beh, buttai giù tutto il contenuto dell'involucro, forse la dose era eccessiva presa tutta insieme...ma non me ne fregava niente. Se quella roba mi avesse ucciso tanto meglio! Che senso aveva continuare con quella merda di vita!?! Subito iniziai a sentire un gran caldo, il cuore iniziò a battermi all'impazzata. Sentivo che stava per esplodermi ma la cosa non mi allarmò minimamente: ero troppo preso da quel turbinio di sensazioni: così forti, così intense. Sentii la testa leggera ed i piedi incredibilmente pesanti. Sentii dentro un piacere crescere sempre più, sempre più caldo...testa sempre più leggera...piedi sempre più pesanti... Mi passarono per la mente mille immagini...ed ero così felice! Ero euforico, volevo far casino, volevo rendere partecipe il mondo intero di quanto fossi felice! Non vedevo neanche più quella merda di bagno, non vedevo nulla all'infuori di una valanga di colori che mi volteggiavano davanti!!! Poi mi accorsi che veramente non vedevo niente...solo il buio! Iniziai a tremare, a sudare, avevo paura, una paura folle! Cazzo, non volevo morire...ora lo sentivo! Questo mondo mi disgustava...però non avevo le palle per farla finita! Ero legato alla vita più di quanto credessi...urlai! Mi svegliai un'ora dopo, ero seduto ad un tavolo, nel locale. come ci fossi arrivano non lo sapevo però una cosa mi fece capire che ero tornato in me: un forte dolore al labbro inferiore...me l'ero spaccato! Cha cazzo fosse successo non lo ricordavo, ma non me ne fregava nulla! Ero nuovamente lì, da solo con i miei pensieri. Il mondo era una merda, quella vita non aveva senso, eppure non ero mai convinto di volerla abbandonare! Più volte mi ero spinto sull'orlo del baratro...ma alla fine quell'ultimo passo non l'avevo mai fatto! Giorni prima avevo provato ingerendo un pacco di barbiturici, buttati giù con una bottiglia di Jack Daniel's...ma mi ritrovai a terra, disteso nel mio vomito: il troppo Wisky mi aveva fatto rivomitare tutto! Poi ci fu quella volta che mi chiusi in bagno e provai a tagliarmi le vene: la sensazione della lametta sul polso non era male..anzi, era piacevole. Purtroppo però poi svenni e quando ripresi conoscenza ero in ospedale sotto flebo: quello stronzo di mio padre mi aveva trovato e portato lì! Inutile dire che quando fui dimesso e tornammo a casa...a furia di colpi di bastone mio padre mi fece risputatare tutto il sangue delle flebo! Da quel giorno però scoprii un piacere nuovo: quello di lacerare le mie carni! La sensazione della pelle che si schiude...strato dopo strato fino a raggiungere la carne. Il mio sangue che sgorga e che caldo mi scorre sul braccio. Nei momenti di maggior sconforto mi capitò spesso di tagliarmi le braccia, la maggior parte si trattava di piccoli solchi sull'avambraccio: in quei momenti provavo un piacere intenso, era come se il mio sangue, scorrendo, si portasse via anche le paranoie! A volte rimanevo assuefatto da quel lieve dolore... Sembrava proprio che questa vita non facesse per me, ma che neanche la morte mi volesse insieme a lei!!! Ero destinato a vagare per l'eternità? Beh allora tanto valeva farlo con le compagnie giuste: alcool, droga e la mia fidata lametta! Quei pensieri mi portarono via parecchio tempo, ero assorto in maniera talmente profonda che non mi accorsi subito del boccale di birra posto davanti a me. Quando alzai lo sguardo vidi che una ragazza si era seduta al mio tavolo e stava sorseggiando anche lei una birra. Se ne stava muta, non proferiva parola, si limitava a bere ed a guardarmi. "Hai preso una bella botta eh?" esordì "Ti vedo spesso quì ed ogni volta te ne stai con quest'aria da cane bastonato! Fai quasi pena... Che cazzo di uomo saresti tu scusa?" Non mi diede neanche il tempo di controbattere che subito riprese a parlare: "Mah?!? Muoviti a scolarti quella birra che poi andiamo a casa mia, questo posto mi deprime!" Quello che successe ebbe dell'onirico: scolai la birra come fosse acqua, ammaliato, rapito da quella ragazza. Da quegli occhi chiari in contrasto con i capelli scuri. Lo stesso contrasto che quella pelle così pallida faceva con le labbra e gli occhi dipinte di nero! Una Dark girl in tutto il suo splendore, una ragazza stupenda che quel look rendeva ancora più desiderabile ed accattivante! Uscimmo fuori, pioveva ma lei come niente fosse si diresse verso una moto scura. "Hey che fai, vuoi restare lì all'infinito?" disse mettendosi in sella. Io la seguii come ipnotizzato e senza neanche infilarci i caschi partimmo a tutta velocità. Casa sua era piccola ed accogliente, piena di candele e cuscini. Sembrava un'alcova e si vedeva chiaramente come la sua personalità spiccasse in tutto quello! Mi disse di mettermi comodo mentre preparava un paio di Wisky, li bevemmo al volo e mi condusse in bagno. "Hai proprio bisogno di un bagno caldo; Fai in fretta, io ti aspetto di là!" fece prima di sparire nuovamente nella sala. La situazione era inverosimile, non sapevo che pensare. Ero sbronzo, appena ripreso (e neanche tanto bene) da una botta pazzesca data dalla droga ed ora mi ritrovavo a prepararmi un bagno caldo a casa di una sconosciuta che mi aveva abbordato poco prima in un locale! Non ci pensai, anche perchè pensare mi faceva scoppiare la testa...no, era troppo. Feci scorrere l'acqua, la vasca era di forma ovale e prendeva gran parte del bagno. Sembrava quasi una piccola piscina tanto era grande e di forma strana. Mi spogliai ed entrai. Il contatto con l'acqua tiepida mi diede una sensazione di benessere, il corpo che formicolava ed i muscoli che si rilassavano. Chiusi gli occhi e mi sdraiai completamente, la testa appoggiata ad un bordo; la mia mente era vuota ed il corpo completamente rilassato. Aveva ragione la mia sconosciuta Darkgirl: quel bagno caldo mi stava rinvigorendo! Ad un certo punto sentii l'acqua muoversi, alzai la testa ed aprii gli occhi. La padrona di casa stava entrando nella vasca con me! Il suo corpo era fantastico: i seni piccoli e rotondi erano perfettamente proporzionati con quel suo corpo minuto. Il collo esile ed i fianchi aggraziati...non riuscivo a toglierle gli occhi di dosso! E poi c'era quel suo sguardo: quegli occhi azzurri, così intensi e profondi...mi aveva stregato! Non proferii parola, non riuscii a fare nulla preso dalla sorpresa e dalla crescente eccitazione. Quello in quella vasca, con la mia magnetica sconosciuta, fu il miglior sesso che feci in vita mia! Anche le tante avventure che ebbi in futuro non poterono mai essere paragonate a quell'esperienza! I suoi morsi, i suoi baci, le sue mani che si intrufolarono ovunque...non potei mai dimenticare quella sera! In poco tempo ci spostammo in camera da letto: il grande letto matrimoniale aveva le lenzuola rosse ed il copriletto era nero. Anche in quella stanza c'erano molte candele accese e ad un angolo stava bruciando dell'incenso dall'aroma delicato. Mi scoprii un amante formidabile, insaziabile. Le mie esperienze passate non avevano saputo catturarmi a tal punto. Con lei non ero mai stanco, mai un minimo cedimento. Lo facemmo in svariati modi diversi, entrambi sembravamo mai sazi di tutto ciò, dotati di una fervida fantasia che rese il tutto ancora più indimenticabile! Mi svegliai il giorno dopo, avevamo passato tutta la notte a far sesso! Quando aprii gli occhi ero ancora nudo, lei non c'era...al suo posto un bigliettino: "Questa notte è stato fantastico ma rimarrà solo un magnifico sogno di una sera. Il tuo oscuro angelo. P.S. Non farti trovare dopo mezzogiorno, a quell'ora torno col mio ragazzo!" Lessi di corsa quel biglietto, non sapevo neanche il suo nome! Perchè diceva che era stata solo un'esperienza di una sera? Solo perchè aveva un ragazzo? A me non fregava nulla se era fidanzata: per me poteva anche esser sposata! Non avrei mai dimenticato quell'oscuro angelo! Il rumore di un'auto mi portò alla realtà! Mi affacciai e vidi una Spider rossa che stava parcheggiando sotto casa, conoscevo quell'auto, conoscevo chi ne stava scendendo: era il mio oscuro angelo...con Marco!!! Cazzo! La sconosciuta che mi aveva fatto passare una notte indimenticabile...era la ragazza del mio unico amico! Mi rivestii in fretta e corsi fuori, riuscii a sgattagliolare all'esterno prima che loro due rientrassero. Non sarei riuscito a dimenticarla facilemente, ma soprattutto non sarei mai riuscito ad affrontare Trash...non immediatamente almeno! Avevo bisogno di una pausa, di stare lontano qualche giorno... "Kim! Pensai. Sarei potuto andare a Milano. Anni prima avevo conosciuto un tipo americano chiamato Kim...magari riuscivo a contattarlo..." Rumori, urla, musica! La notte era tornata ed il locale era già pieno! Mi ero risvegliato con ancora in testa quel sogno, quei pensieri! Era tempo di uscire da quella bara e tornare alla "vita" o forse dovrei dire alla "non-vita"! Quel sogno mi aveva fatto riflettere: sarei rimasto a Norcia per un pò, magari avrei trovato il modo di rimanere in quel locale e poi iniziavo ad avere fame, dovevo trovare il modo per saziarmi...al più presto! |
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