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The Boy
Un'anima avvelenata dalla merda di cui questo mondo ci sommerge. Quì metterò i miei Racconti, le mie Canzoni, i miei Pensieri.. tutto ciò, insomma, che la mia anima avvelenata mi detta.
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Racconti
Marek Lancaster capitolo IV: Un locale da non dimenticare Erano un paio d'ore che camminavo ed ancora non avevo incontrato anima viva! I rumori della notte mi sembravano esageratamente affascinanti: ero rapito dal frinire dei grilli, dal rumore del vento, dai versi dei vari uccelli notturni: tutto mi sembrava così etereo e magico! All'improvviso delle luci in lontananza attirarono la mia attenzione. Sul bordo della strada, a non più di un paio di centinaia di metri da dove mi trovavo, c'erano le luci di una piccola stazione di servizio. Mi affrettai a raggiungerle e vidi che, nonostante l'ora tarda, c'era qualcuno a far rifornimento: per una volta la fortuna non mi aveva abbandonato! Mi avvicinai di soppiatto e scorsi due figure intente a parlare, accanto a loro c'era una moto nera. In fondo la sorte con me non era stata così magnanima come credevo: quelle persone non avrebbero potuto darmi un passaggio. In condizioni normali avrei tirato dritto o al limite aspettato il prossimo automobilista di passaggio...ma quelle non erano condizioni normali! Avrei dovuto impossessarmi di quel mezzo e l'avrei dovuto fare alla svelta, non sapevo di preciso quanto mancasse al sorgere del sole! Con circospezione mi avvicinai ulteriormente e, sempre restando nascosto, tentai di capire cosa dicessero; era strano come in quel momento mi risultasse semplice agire nell'ombra. Sembrava che i due non riuscissero neanche a sentire la mia presenza, eppure ero loro così vicino! Chissà, forse ciò era dovuto proprio alla mia nuova condizione, magari avevo acquisito qualche strano "potere" che mi rendeva impercettibile ai loro sensi. Non stetti molto a pensarci, ora ero talmente vicino a loro che potevo non solo leggere le loro labbra ma addirittura sentire perfettamente le loro parole! E fu proprio in quel momento che mi resi conto che la sorte mi aveva giocato l'ennesimo brutto tiro: nonostante riuscissi ad udire ogni loro singola sillaba, non ne comprendevo neppure una! A quanto pare mi ero imbattuto in una coppia di stranieri, probabilmente tedeschi, nel loro viaggio On the Road per l'Italia! Ora la cosa si faceva ancora più complicata: come avrei fatto a farmi capire da loro? Purtroppo il tempo non era dalla mia parte, l'alba poteva giungere di lì a poco o forse magari avrei avuto ancora diverse ore per agire, ma non potevo rischiare quindi avrei dovuto prendere una decisione e avrei dovuto farlo molto in fretta! Come sarei riuscito a risolvere quell'ennesima situazione? La risposta non tardò ad arrivare. Infatti l'uomo dopo aver detto qualcosa alla donna si allontanò ed osservandolo capii che si stava appartando per esplietare dei bisogni fisiologici: quella era la mia occasione! Mi avvicinai all'uomo, i miei passi erano silenziosi e felpati come quelli di un felino, lo tramortii senza che questi si accorgesse di nulla. La mia vittima cadde a terra mentre il suo collo si produceva in un rumore sordo, ma non mi preoccupai più di tanto in fondo non l'avevo colpito poi così forte. Tornai dalla donna e decisi di riservarle lo stesso trattamento del suo uomo: mi avvicinai da dietro e con un colpo secco la colpii alla nuca, anch'essa cadde a terra con un rumore secco. Ora avevo un mezzo di trasporto! Salii sulla moto e feci girare la chiave ancora inserita: il potente rombo echeggiò per la vallata. Quel modello era magnifico: una Ducati Monster nera fiammante, come solo nei miei sogni ne avevo viste. Diedi ancora gas e rimasi estasiato ad ascoltare quel maestoso suono, ad ogni colpo sulla manopola del gas la moto emetteva il suo ruggito; sembrava una belva pronta ad avventarsi sulla sua preda. Ma fu proprio allora che mi accorsi di una cosa: la moto era praticamente a secco! Era strano che i due ancora non avessero fatto rifornimento. Io non avevo soldi con me, quindi cercai il portafogli dal corpo dell'uomo; non indossava una tuta ma motociclista da dei semplici Jeans con un grosso giubotto di pelle nera quindi trovare ciò che cercavo fu estremamente facile. Dentro al portafogli c'erano varie banconote tedesche e circa 120 Euro, presi i soldi e mi diressi al distributore. Solo arrivato dinanzi alla pompa di benzina mi accorsi della tremenda verità: la macchinetta in cui inserire i soldi per il self service era fuori servizio! Ecco perchè i due ancora non avevano fatto rifornimento... Tornai ancora verso la moto e diedi un'ulteriore occhiata al serbatoio: era praticamente a secco ed ignoravo quanti Km ancora avrei potuto fare prima che la moto mi lasciasse a piedi. Oltretutto non sapevo neanche quanto distasse Perugia da quel posto desolato! Iniziai a ragionare: i due non mi sembravano particolarmente allarmati, quindi una soluzione doveva esserci, fu allora che mi balenò nella mente un'idea; mi guardai un pò intorno e vidi ciò che stavo cercando: lo zaino che i due portavano con loro; immediatamente iniziai a frugarci dentro. Era incredibile quante poche cose quelle persone portassero con loro, non si poteva intraprendere un viaggio così poco attrezzati! Oltre a qualche semplice vestito e dei banali accessori, le uniche cose che mi saltarono all'occhio furono una busta contenente una lettera, i due passaporti, dei depliant e soprattutto ciò che fin dall'inizio stavo cercando: una cartina stradale. La mia curiosità ebbe il sopravvento, quindi decisi di dare un'occhiata a quelle quattro cose; I depliant erano due, uno di un ristorante tedesco sito a Monaco, gestito da Thomas e Marion Klaus e l'altro di un bell' Hotel Milanese a 4 stelle. Dentro a quet'ultimo c'era ancora una ricevuta di una camera doppia a nome di un certo Thomas Klaus che, grazie anche ai passaporti, scoprii essere l'uomo che avevo tramortito. Scoprii anche che i due erano fratello e sorella e che entrambi erano dei ristoratori, fare due più due non fu certo difficile. Almeno per ora combaciava tutto, rimaneva solo di dare un'occhiata alla lettera ed alla cartina. Quando aprii la busta tirai un sospiro di sollievo: non era scritta in tedesco bensì in inglese, lingua con la quale me l'ero sempre cavata egreggiamente; era indirizzata all'uomo ed il mittente era un certo Luigi Bianchetti, la lettera era stata spedita da un paese in provincia di Perugia chiamato Norcia: forse stavo per scoprire ulteriori cose sui due turisti... Leggendo la lettera avevo appreso qualche altra piccola informazione, ora non c'era nient'altro che mi interessasse. Rimisi tutto al proprio posto a diedi un'occhiata alla cartina: Perugia distava troppi chilometri per poter sperare di riuscire a raggiungerla con la poca benzina rimasta nella moto, avrei dovuto trovare un'altra meta. Fu allora che mi accorsi che un'ubdicazione era stata segnata con una penna rossa: si trattava proprio della piccola cittadina a cui faceva riferimento la lettera. Vidi che non distava poi molto e che non era neanche tanto piccola; in poco tempo l'avrei potuta raggiungere e, fatto rifornimento, avrei potuto mettermi nuovamente in viaggio per Perugia. Quindi non mi rimaneva altro da fare che mettermi in marcia verso Norcia: quel viaggio si stava rivelando più travagliato del previsto! Piegai la cartina e me la misi nella giacca, quindi montai sulla moto e partii a tutta birra. Non mi preoccupai neanche di prendere il casco dall'uomo, l'agitazione cresceva sempre più dentro di me; il fatto di non sapere quanto mancasse all'alba mi rendeva pazzo! Sfrecciai a folle velocità, la strada scorreva velocemente sotto di me ed il paesaggio intorno non era altro che un insieme di macchie colorate. Mi resi conto di come riuscivo a guidare bene quel mezzo, la mia agilità ed i miei riflessi erano fuori dal comune, per non parlare della mia forza. Prima non ci avevo fatto caso, ma ero riuscito a maneggiare quella pesante moto come se fosse un giocattolo! L'aria mi colpiva il viso, proabilmente un essere umano ne sarebbe stato infastidito, ma a me sembrava la sensazione più bella che avessi mai provato. Da quando avevo preso coscienza della mia nuova condizione svariate cose mi erano sembrate esageratamente affascinanti: ogni mia sensazione sembrava portata all'eccesso! Passò neanche una mezz'ora che arrivai in quella cittadina, mi fermai con la moto davanti ad una grande porta antica sulla cui sommità era scritto "Vetusta Nursia". A quanto pare quel mio piccolo viaggio era concluso, avevo raggiunto la mia piccola meta. Notai che la città era attorniata da alte mura, doveva essere una città medievale; Rimisi in moto e mi incamminai: la strada costeggiava le mura ed ogni tanto incontravo un'altra porta simile a quella in cui mi ero imbattuto appena arrivato. In tutto ne contai sei, o forse sette; spinto dalla curiosità, o forse da chissà cos'altro, parcheggiai la moto vicino ad un albero ed entrai in una di quelle porte: mi ero addentrato nella cittadina. Da quello che potei notare la città era formata fondamentalmente da una grande via centrale dalla quale si dipanavano svariati vicoletti. La via principale era formata da file e file di negozi ( sembrava non esserci altro) che però a causa dell'ora tarda erano tutti chiusi. Altro particolare che mi lasciò perplesso fu il fatto che durante il mio cammino incontrai almeno sei o sette Bar! Sembrava che la cittadina vivesse solo di negozi, bar ed alberghi! Di gente non ce n'era poi molta, ma quelli che vidi erano quasi esclusivamente turisti: gente che si guardava intorno, vestita nei modi più disparati. Colsi, raggruppati nei vari bar o seduti sulle scale della piazza, vari gruppi di ragazzi del posto. Capii che dovevano essere di lì perchè mi fece sorridere il fatto che si divertissero a commentare ogni singola persona che passava! Ancora una volta avevo avuto la riprova che il mio udito era fuori dalla norma, riuscivo a sentire i discorsi di queli ragazzi nonostante stessi a svariati metri di distanza! Preferivo non intrattenermi con nessuno di loro, non sapevo ancora bene se la gente potesse accorgersi di chi, o meglio di cosa ero in realtà. Daltronde l'unica persona che mi aveva visto era un pazzo omicida che mi aveva dato un passaggio in macchina! Quindi continuai a camminare tenendo il colletto del lungo giaccone di pelle alzato, preferivo che chi mi passasse vicino non riuscisse a vedermi troppo in volto. Iniziai a riflettere su quanto mi stava accadendo, nonostante avessi passato gran parte della mia vita in viaggio, avessi visto i posti più disparati, quello mi sembrava il viaggio più inverosimile di tutti! Ma furono proprio i miei pensieri a farmi fare il più grosso errore che avevo commesso fino ad allora: ero talmente preso dalle mie riflessioni che non mi accorsi di un gruppetto di ragazzi che mi si era avvicinato. Erano 4 ragazzi e 3 ragazze, tutti apparentemente della mia stessa età; vestivano in modo molto simile ai ragazzi di Roma, anche se nel loro modo di indossare quegli abiti c'era un non so che di altezzoso. Sembrava di vedere i ragazzi romani due o tre anni prima: forse quella cittadina era influenzata molto dalla moda romana, ma essendo un piccolo centro abitato questa arrivava lievemente in ritardo; daltronde Roma non è che fosse poi così distante, quindi le mie supposizioni potevano essere esatte. Fu la voce di una di quelle ragazze che mi riportò alla realtà: il suo tono era deciso e dallo sguardo non dimostrava la benchè minima titubanza nel parlare con uno sconosciuto. Mi chiese come mai fossi conciato in quel modo e se ero lì per "fare una serata" ad un locale. Quello che mi colpì fu proprio il nome del locale: Vampiria! Scoprii essere una via di mezzo tra un HorrorPub ed un DiscoPub...quei ragazzi mi avevano preso per un umano che si era vestito da vampiro! Un'altro di loro mi disse che avevo esagerato col trucco, che ero troppo bianco e che rischiavo di sembrare uno Zombie piuttosto che un vampiro! Gli altri fecero battute simili, una mi chiese addirittura se ero amico di un certo Lestokke! Quei ragazzi non avevano paura di me, anzi, mi avevano preso per uno di loro magari solo un pò esaltato! Era il mio primo, vero, impatto con altri umani e fino a quel momento era stato sconvolgente! Nonostante mi stessero riservando domande semplicissime non sapevo cosa, nè come rispondere loro! Ma nella mia vita avevo sempre avuto una buona parlantina e mai mi era capitato di rimanere senza parole, quindi anche in quell'occasione non mi smentii. Risposi loro che ero lì proprio per quel locale, che ne avevo sentito parlare e che ero venuto per vederlo. Feci capire che non si trattava di lavoro ma di semplice svago e conclusi dicendo che non conoscevo il ragazzo di cui parlavano. La ragazza che aveva parlato per prima mi disse che visto che ero un tipo strano credevano che mi avesse invitato quel fantomatico Lestokke, che questi era un loro amico e che da un pò non si vedeva da quelle parti. Infine si offrirono di accompagnarmi in quel locale e la ragazza, più intraprendente che mai, mi disse che se volevo sarebbe venuta con me così da indicarmi la strada! Nel giro di venti minuti ero all'esterno del Vampiria e quello che vidi mi impressionò! Nel mio girovagare ne avevo visti di locali, ero stato in molte grandi città ed ero abituato un pò a tutto, ma quello che mi si presentò davanti aveva dell'incredibile. Nonostante mi trovassi in una piccola cittadina, all'entrata di quel locale c'era un mare di gente! Saranno state 500 persone, tutte ansiose di entrare! La mia curiosità cresceva sempre più, oramai neanche pensavo più al fatto che rischiavo di venire colto dall'alba! Dopo mezz'ora di fila fummo dentro e rimasi subito incantato da ciò che vidi: il locale non era grande, ma era ben organizzato. Il bancone occupava gran parte della parete principale, accanto c'era un piccolo palco sul quale si esibivano a volte dei gruppi dal vivo (o questo è ciò che mi disse la mia accompagnatrice). La pista non era esageratamente capiente, ma la maggior parte delle persone comunque ballava tra i tavoli, se non addirittura sopra i tavoli! Quest'ultimi occupavano due piccoli palchetti ai lati della sala; le pareti erano piene di dipinti rappresentanti vampiri, ombre, incubi: un posticino tranquillo insomma. Ma la vera ciliegina sulla torta era rappresentata da quello che c'era in una piccola saletta oltre la pista da ballo: sei bare con attorno degli alti sgabelli erano disposte tutt'intorno alla saletta. Sopra ognuna di esse invece del coperchio c'era uno spesso vetro ed all'interno dei corpi in stato di decomposizione! Logicamente si trattava di semplici manichini, ma l'effetto che facevano era comunque terrificante. La cosa che maggiormente mi colpì fu il fatto che a differenza degli altri Horror Pub che avevo visto, quelli non erano tavoli a forma di bara...ma bare vere! Rimasi affascinato da quel posto. La musica a tutto volume, le migliaia di candele che erano l'unica fonte di luce, le bare, l'atmosfera Dark...insomma, nella mia vita di mortale avevo sperato di capitare in un posto così ed invece il destino aveva voluto che mi ci imbattessi sotto forma di vampiro! La gente non fece molto caso a me, a come ero vestito, a come ero (a detta loro) truccato e questo mi galvanizzò ulteriormente. Potevo muovermi a mio piacimento senza il timore di esser scoperto ed additato! Mi ero già nutrito quindi non dovevo temere la fame: insomma, sarei potuto rimanere un paio d'ore ma poi sarei dovuto fuggire, non potevo rischiare di farmi sorprendere dall'alba! Purtroppo però ero troppo abituato a quell'ambiente: musica, alcool, corpi che si toccano e che, frenetici, ballano senza sosta: quella sera scoprii che un vampiro non poteva bere alcool nè tantomeno fumare nulla o assumere droghe! Mi sentii male come in vita mia non mi era mai successo; ballai tutta la notte, risi, scherzai, rimorchiai anche un paio di belle ragazze ed alla fine mi resi conto troppo tardi che l'alba era ormai giunta! La gente cominciava a scemare, piano piano il locale si stava vuotando. I ragazzi che avevo conosciuto mi dissero che sarebbero andati a far colazione in un bar perchè oramai fuori era praticamente giorno! Erano le 6.20 della mattina e fuori il sole era già spuntato! Ero stato troppo disattento e per la seconda volta mi scusai mentalmente con mia madre per non essere stato il figlio/vampiro in gamba che voleva! I buttafuori stavano invitando la gente ad uscire e prima o poi avrebbero fatto lo stesso con me: la mia fine stava per arrivare! Ma il mio carattere mi imponeva di non arrendermi e di trovare una soluzione ed incredibilmente la trovai! Nel mio girovagare per il locale, quella notte, mi ero accorto di un pannello del muro che si spostava e mi avevano spiegato che lì c'era un piccolo magazzino. Forse, se fossi riuscito ad intrufolarmici senza esser visto, avrei potuto rintanarmi lì! Mi affrettai a raggiungere quel pannello e mentre correvo non pensavo ad altro se non al desiderio di non esser visto da nessuno! Ma come al solito il mio troppo riflettere, il mio estraniarmi dalla realtà, mi portò a non accorgermi di ciò che mi succedeva intorno: mi trovai proprio dinanzi a due buttafuori che parlavano tra loro! Oramai il mio piano era andato in fumo, avrei dovuto pensare ad altro e l'avrei dovuto fare in fretta! Invece, inspiegabilmente, i due mi passarono accanto come se non mi avessero visto: passarono a pochi centimetri da me e nei loro occhi non c'era neanche il minimo accenno alla mia figura! Forse avevo conosciuto un altro delle mie oscure capacità, ma ora non avevo il tempo per rifletterci. Mi affrettai ad entrare nel magazzino, rischiusi il pannello alle mie spalle e mi osservai intorno: lì dentro c'era di tutto, ogni genere di attrezzo o accessorio del locale, tra cui anche una mezza dozina di bare scure con rispettivi coperchi! Era incredibile, mi sentivo in un film, probabilemente avrei passato il giorno in una di quelle grosse bare! |
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