The Boy
Un'anima avvelenata dalla merda di cui questo mondo ci sommerge. Quì metterò i miei Racconti, le mie Canzoni, i miei Pensieri.. tutto ciò, insomma, che la mia anima avvelenata mi detta.

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Racconti
Marek Lancaster capitolo III: La bestia

Perugia. Cosa sapevo io di quella città? Poco o niente. L'avevo vista qualche volta da bambino, avevo dei parenti da quelle parti ed in passato c'ero stato qualche volta con i miei genitori.
I miei ricordi di quei giorni erano un pò vaghi, confusi; però una cosa la ricordavo bene: già da allora mio padre aveva iniziato a dare segni di squilibrio!
Ricordo bene quel pomeriggio lontano: eravamo tutti in un grande prato a fare un pick-nick. Mia madre aveva preparato tante cose buone...eppure mio padre non le aveva fatto un solo complimento per tutto il giorno. La giornata era trascorsa nella maniera più tranquilla: io avevo giocato quasi tutto il tempo con la mia dolce mamma, mentre il mio burbero papà se ne era restato all'ombra di un grosso albero assorto nei suoi pensieri. Per un pò ero rimasto ad ascoltare mia madre che suonava il suo violino, rimanevo sempre incantato quando lei ci deliziava con quello strumento: per me era come entrare in un mondo magico! Beh, ero solo un bambino ed ai miei occhi mia madre era una fata in grado di produrre magie che scaturivano dal violino sotto forma di note.
Di quella giornata non ricordo altro, se non l'improvvisa sfuriata di mio padre nel sentire mia madre suonare: io non li ho mai capiti quei suoi comportamenti!

A riportarmi alla realtà fu qualcuno che mi scuoteva e una voce che diceva: " Hey ragazzo, siamo quasi arrivati! " La voce era quella di Paolo, l'uomo che mi stava conducendo a Perugia con la sua auto.
Stranamente sembrava che mi fossi appisolato e questo mi sembrava alquanto strano! Ora non avrei dovuto dormire solo di giorno? Non stetti molto a pensarci, in fondo erano molte le domande che mi frullavano nella testa da quando avevo preso coscienza della mia nuova condizione. Aprii gli occhi e vidi che in effetti il paesaggio era cambiato: la strada fredda e silenziosa aveva lasciato il posto ad una stradina fiancheggiata da alti alberi. La buia città era stata sostituita dalla campagna, piena di verdi prati ed animali che ogni tanto facevano capolino. Era buffo come riuscii a percepire quelle cose, fuori era ancora notte fonda ed in effetti non si vedeva poi molto oltre alla strada su cui eravamo...

" Tra non molto arriveremo al paese dove devo andare io, tempo di scaricare quattro cose e poi ti porto a Perugia. Purtroppo dietro ho roba che ha un urgente bisogno di esser messa in congelatore; preferisco fermarmi il prima possibile e poi condurti a Perugia. Oramai ho promesso che ti ci avrei portato...e poi mi hai tenuto un pò di compagnia quindi lo faccio volentieri! " detto ciò Paolo si esibì in uno dei suoi soliti sorrisi. Io mi limitai ad annuire con la testa.

Quell'uomo era maledettamente gentile; ignaro che in realtà la sua gentilezza l'aveva portato a dare un passaggio ad un demone, ad un lurido assassino!

Guardai fuori dal finestrino e la mia attenzione fu catturata da una giovane volpe che correva in mezzo alla boscaglia; quel piccolo corpo, agile e scattante. I muscoli tesi che guizzavano sotto la pelle, pronti a scattare in una direzione diversa in caso di pericolo: ero nuovamente ipnotizzato davanti ad una cosa che poco tempo prima mi sarebbe stata del tutto indifferente! All'improvviso sentii Paolo imprecare e mi voltai di scatto: era intento a cercare qualcosa nel cassettino davanti a me ed ancora con la mano dentro aveva lanciato una piccola imprecazione. Quando trasse la mano capii il perchè: reggeva un pacchetto di sigarette e sul pollice aveva un piccolo taglietto; probabilmente qualcosa dentro al cassettino lo aveva ferito.
In effetti era una ferita da nulla, sarebbe bastato un piccolo cerotto per rimediare al danno, ma io rimasi nuovamente ipnotizzato su qualcosa che mi accadeva intorno. Vedevo la piccola goccia di sangue scivolare lungo la punta del dito, l'odore del tabacco mi stata impregnando le narici. Seguii con lo sguardo il gesto di Paolo: noncurante del dito ferito aveva preso una sigaretta e se l'era portata alla bocca; quindi aveva spinto l'accendisigari della macchina che in pochi secondi sarebbe stato pronto per l'uso. I miei occhi dapprima si soffermarono sulle labbra del mio autista, sulla lunga sigaretta che teneva stretta tra esse. Quindi sceseso sulle guance rosee ed infine sul suo possente collo: una grossa vena pulsava sul lato destro seguendo il ritmo del suo respiro.
Paolo si scostò lievemente il colletto della camicia ed aprì leggermente il finestrino, a quanto pare iniziava a sentire caldo, eppure per me la temperatura non era poi così diversa.
Il -Tlick- dell'accendisigari mi riportò alla realtà; Paolo lo prese e con un paio di boccate si accese la sigaretta. Senza voltarsi fece un gesto per dirmi se ne volessi una anch'io, ma da bravo non fumatore rifiutai.
In effetti non avevo mai toccato una sigaretta in vita mia, anche se dovevo ammettere che avevo provato diverse droghe. Sapevo che era un controsenso ma nonostante più volte mi ero trovato a fumare Marijuana o cose simili, di assaggiare una sigaretta non mi era mai neanche passato per la testa!
Ora che la mia condizione era cambiata pensavo che il fumo mi avrebbe danneggiato ancor più, o forse non mi avrebbe potuto fare nulla? Mah?!? Non sapevo rispondere a quella domanda, ma in fondo non me ne curai più di tanto. Per me le sigarette erano sempre state Out e sarebbero rimastre tali per lungo tempo, se non per sempre!

Ero impaziente di arrivare, sentivo l'ansia crescere sempre più, il respiro farsi affannoso. Era davvero impazienza la mia? Quella strana sensazione mi sembrava di averla già provata altre volte. di recente. Iniziai a capire cosa in realtà fosse quando mi ritrovai nuovamente a fissare il collo di Paolo: la fame stava tornando! Essermi nutrito dal piccolo corpo di un cane a quanto pare non mi era stato sufficiente; forse proprio sapendo una cosa del genere mia madre mi aveva lasciato quella ragazza in casa. Ma ora che avrei dovuto fare? Non potevo uccidere un uomo a sangue freddo! Non potevo uccidere colui che si era dimostrato tanto gentile ed affabile, tanto da sopportare i miei strani comportanenti! Paolo, che si era offerto di accompagnarmi fino a Perugia nonostante la sua meta fosse tutt'altra!

Iniziai a sudare, la mie pupille erano più dilatate del solito; stavo impazzendo e tutto stava avvenendo così in fretta! Non riuscivo a spiegarmi quest'improvviso desiderio, ma daltronde erano tante le domande che non trovavano risposta nella mia mente!

Paolo si accorse che qualcosa non andava, ma non poteva certo capire cosa!
" Hey tutto bene? Ti senti forse male? Aspetta che accosto! " fece indicando uno spiazzo coperto d'erba poco distante dal bordo della strada.

"Stupido imbecille!" pensai "Non fermarti! Non capisci a cosa vai incontro?"

Ma era inutile, lui non poteva sapere da cosa dipendesse il mio malore, nè tantomeno che l'unico modo per farmi stare bene era quello di offrirmi la sua vita! Tsz! Di buon cuore com'era probabilmente avrebbe persino accettato di morire se avesse saputo come stavano le cose!

Eccomi là, seduto sull'erba con la schiena appoggiata all'auto. Paolo poco distante da me, sta ancora fumando quella sua maledetta sigaretta!

Io mi sentii impazzire, la testa stava per scoppiarmi. Sentii ogni mia vena pulsare, ogni muscolo contrarsi. Ma dovevo resistere! Non volevo commettere un omicidio, non volevo estirpare una vita umana come avrei fatto per un ciuffo di erbaccia!

L'odore dell'erba mi stava inebriando; sentii il rumore di un ruscello, l'odore della terra, odore di animali...ed odore di sangue! Come mi era già successo sentii l'odore del sangue, ed ebbi l'impressione che provenisse da Paolo! Era una cosa sciocca lo so, ma ebbi la convinzione di riuscire a vedere ogni vena del suo corpo e di sentire l'odore di ogni goccia del suo sangue! Stavo impazzendo, stavo nuovamente impazzendo! La testa mi scoppiava, iniziò a girarmi tutto. Forse stavo morendo, chissà magari avrei dovuto bere maggiormente ed ora il mio corpo stava morendo del tutto. Beh, meglio così. Non avrebbe avuto senso per me un'esistenza da assassino. Magari ora avrei raggiunto la mia Kristal, avrei trovato la pace che per anni avevo cercato invano...
La vista mi si stava annebbiando, non sentii più il mio corpo. L'unica cosa che sentii divenire sempre più forte era quella dannata sete! Ma oramai era tutto inutile: sentii che la mente mi stava abbandonando del tutto.
"Mi dispiace mamma, tuo figlio non è stato così forte da sopravvivere; a quanto pare hai nutrito troppa fiducia in me. Addio!" furono i miei ultimi pensieri prima che tutto diventasse completamente buio.

A risvegliarmi fu qualcosa di umido e ruvido che mi sfiorava la mano destra, aprii gli occhi e vidi un piccolo cane che mi stava leccando. Non ero dunque morto? Allora che cosa era successo? Ricordavo solo che la mente stava abbandonando il mio corpo e poi il buio totale! Cercai di alzarmi poggiando le mani a terra ma con la sinistra andai a toccare qualcosa di vischioso; guardai meglio e mi accorsi di essere in mezzo ad una grossa pozza di sangue! Scattai in piedi e mi accorsi di esserne ricoperto! "Non capisco cosa possa esser successo! Non sono ferito, allora di chi è tutto quel sangue?" pensai. Intanto a causa del mio gesto repentino il cane era fuggito nella boscaglia, ma in quel momento non ebbi tempo per pensare a lui, la mia attenzione fu rapita da tutt'altro: una grossa ombra scura era a terra a pochi metri da me. L'orrore si fece largo nella mia mente, un terribile sospetto iniziò a concretizzarsi e divenne certezza quando raggiunsi l'ombra scura.
Paolo era riverso a terra, senza testa e con la mia Katana conficcata nel petto! Anche il braccio destro mancava all'appello e le sue interiora penzolavano grottescamente da quello che rimaneva del suo corpo!
Cos'era successo? L'avevo forse ucciso io? Possibile che era potuta scaturire tante ferocia da me? Possibile che fossi stato in grado di fare un simile scempio su un uomo?
Il terrore che mi pervase in quel momento fu inimmaginabile: come avevo potuto fare tutto ciò? Ero dunque diventato un essere demoniaco? Che cosa ne era stato del Marek di pochi giorni prima?!?

All'improvviso caddi in ginocchio a terra ed una valanga di immagini si riversarono nella mia mente: mi vedo ancora seduto con la testa china mentre Paolo è intento a controllare che non arrivi nessuno. Io sembro svenuto, non mi muovo ed il mio corpo sembra avere dei leggeri spasmi.
Paolo butta la sigaretta ed estrae un coltello a serramanico...ma che diavolo succede? Perchè quel gesto da uno come lui? Cambiando espressione inizia a parlare mentre il mio corpo inerme è ancora appoggiato alla macchina.
" Sei un fottutissimo drogato vero? Beh, se hai una crisi tanto meglio, mi semplifichi il lavoro! In fondo trovare un drogato vagabondo morto sul ciglio di una strada non farà tanto scalpore! Certo quando noteranno che sei morto accoltellato e che ti manca un dito forse si insospettiranno...ma daltronde non me ne frega un cazzo! E' il mio piccolo Hobby, che posso farci? "

Che diavolo stavo vedendo? Perchè il mio corpo era immobile? Perchè Paolo stava vaneggiando in quel modo? Stavo forse sognando tutto?

Paolo si avvicina tenendo il coltello in mano, sembra impazzito, fuori di se!
" Allora, hai preferenze o me lo scelgo io il dito? Ma perchè cazzo non parli? Che hai, stai morendo?!? Fottuto drogato che non sei altro. Ma davvero pensavi che ci fosse gente pronta a farti la carità? Non sei certo il primo che carico sai? Un tuo amichetto sta riposando nel cofano...per sempre! Hahaha! Quello stronzo è crepato proprio mentre ti incrociavo su quella strada. Già, t'avevo già visto, altrimenti perchè cazzo pensi che abbia fatto inversione e mi sia fermato per caricarti? "

Ci stavo capendo sempre meno di quella storia! Il mio corpo continuava a non fare una sola mossa e Paolo parlando mi era, oramai, praticamente addosso...

Ma quello che successe fu talmente veloce che neanche quel maniaco omicida di Paolo ebbe il tempo di capirci qualcosa.
Un lampo fende l'aria: la Katana con un movimento preciso ha reciso di netto l'arto di Paolo all'altezza dell'avambraccio. L'uomo urla di dolore e nei suoi occhi si fa sempre più nitida la paura. Ora sono in piedi, la Katana in mano ed i canini in bella mostra! Il mio sguardo non è più umano, sembro piuttosto un animale! Paolo è terrorizzato: " Che cazzo sei? " urla, ma il fiato gli muore in gola quando con uno scatto ed un movimento preciso lo decapito. La testa vola a pochi metri ed il corpo esanime crolla a terra. Come una furia mi scaglio contro ciò che rimane di lui e gli recido l'addome, continuo a colpire mentre parti di interiora schizzano fuori come impazzite. Infine mi chino su di lui e mi nutro, bevo fino all'ultima goccia del suo sangue e dopo avergli piantato la Katana in petto mi dirigo nuovamente verso la macchina. A pochi passi dal mezzo...crollo a terra!

Cosa mi era successo? Perchè in quei minuti sembravo preso da una frenesia di uccidere degna di una bestia selvaggia? Era stato forse lo scoprire la vera indole del mio autista a farmi agire in quel modo? No, già da prima, quando ero in macchina, avevo iniziato a sentirmi strano. Forse era quello che succedeva a non nutrirsi a dovere...
Se le mie supposizioni erano giuste da quel momento in poi se volevo evitare una cosa del genere avrei dovuto nutrirmi regolarmente e già questo sarebbe stato un dramma per me!

Ma un'altra cosa mi fece riflettere a lungo; avevo nuovamente sviluppato quello strano potere: ero entrato nella mente della mia vittima o forse era la sua mente che era entrata in me!?! Fattostà che avevo scoperto altri particolari della mia nuova condizione.
Ora però ero tornato in me, dovevo risolvere quella situazione. Prima di perdere il controllo avevo sentito il rumore di un ruscello e poi ero praticamente in mezzo alle montagne: dovevo sfruttare a mio favore queste due cose!
Caricai il corpo di Paolo nell'auto, ritrovai la testa ed il braccio e li misi accanto al resto di quello che rimaneva di lui, quindi mi incamminai. Trovato il ruscello vi lavai i miei vestiti e mi lavai anch'io. Mi toccò indossarli che erano ancora bagnati ed io odiavo i vestiti bagnati!
Tornai in macchina e ricordai le strane parole di Paolo "...un tuo amichetto sta riposando nel cofano..." aprii il portellone posteriore della Jeep e vidi un grosso sacco nero: dentro c'era il corpo di un ragazzo sulla ventina. A quanto pare Paolo non era altro che un maniaco assassino!!!
Bell'incontro che avevo fatto, ma purtroppo per lui questa volta aveva sbagliato a scegliersi la sua vittima! Salii nuovamente in macchina e misi in moto: dovevo trovare il modo per sbarazzarmi del corpo. Dopo una mezz'oretta di viaggio mi ritrovai a passare su un ponte: il posto ideale per cancellare ciò che avevo fatto! Misi la Jeep vicino al bordo del ponte e con incredibile facilità la spinsi giù! A quanto pare non solo la mia agilità ed i miei riflessi eran diventati fuori dal conume...ma anche la mia forza! Vidi il mezzo precipitare per diversi metri, quindi cozzare contro le rocce e prendere fuoco; quando avrebbero ritrovato la Jeep non si sarebbero fatte troppe domande nel vedere un corpo carbonizzato privo di testa e di un braccio, con un attenta ricerca avrebbero trovato anche quelli!

Ora però ero tornato al punto di partenza: anche se mi ero avvicinato notevolemte, Perugia era ancora lontana, troppo per poterci andare a piedi. Avrei nuovamente dovuto trovare il modo per raggiungerla...prima che facesse giorno!

Purtroppo non mancavano molte ore all'alba...dovevo sbrigarmi!!!





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