The Boy
Un'anima avvelenata dalla merda di cui questo mondo ci sommerge. Quì metterò i miei Racconti, le mie Canzoni, i miei Pensieri.. tutto ciò, insomma, che la mia anima avvelenata mi detta.

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Racconti
Marek Lancaster capitolo II: Un vampiro vagabondo

Eccomi di nuovo quì, di nuovo pronto a narrare come son giunto a diventare ciò che sono.
Dove eravamo rimasti l'ultima volta? Ah, già. Un ragazzo un pò pallido con un lungo giaccone di pelle nera, sul bordo di una strada a fare l'autostop. Beh, penso sia giusto riprendere da lì...

Era passata quasi un ora ed io ero ancora sul bordo di quella dannata strada. Avevo camminato e nel farlo avevo ripensato a tutto quello che era successo poco prima: la mia Kristal era morta ed io avevo ucciso mio padre...
Già questo sarebbe bastato per farmi impazzire, eppure c'era quell'ulteriore particolare: ora ero un VAMPIRO!
Ancora non riuscivo a crederci, ero morto dunque? Eppure mi sentivo particolarmente vivo e poi quei crampi allo stomaco? Avevo fame, molta fame. Come potevo provare una sensazione simile se non fossi stato vivo???

Ma i miei pensieri vennero interrotti da una forte luce alle mia spalle: due fari, una macchina si stava avvicinando! Finalmente qualcuno stava passando su quella dannata strada!
Mi chiusi ancor più nel mio giaccone ed allungai una mano alzando il pollice: nulla, l'auto pareva non voler rallentare. Non mi meravigliai di certo, daltronde riuscire a trovare un passaggio al primo tentativo sarebbe stato un grosso colpo di fortuna ed ultimamente sembrava che la Dea bendata con me fosse addirittura orba!
L'auto mi passò accanto, io neanche vidi che modello fosse: avevo gli occhi puntati a terra, temevo che qualcuno potesse vedermi in volto e capire tutto!
Non appena il mezzo mi superò feci per abbassare il braccio: "Maledetto idiota! Potevi fermarti no?!?" pensai subito ma non ebbi il tempo di formulare completamente quel pensiero che il poderoso rumore di una frenata mi fece alzare la testa. L'odore di gomma sull'asfalto era nauseante e così vicino nonostante il mezzo fosse già a diversi metri da me! Possibile che quel tizio ci abbia ripensato e si sia fermato? Che mi abbia letto nel pensiero!?! Quando mi voltai stetti ad osservare per qualche secondo la sagoma della Toyota, ma fui riportato alla realtà dalla voce del conducente: "Hey ragazzo! Muoviti se veramente lo vuoi questo passaggio!"
Non me lo feci ripetere due volte.

Nel fuoristrada c'era un fortissimo odore di tabacco ed anche l'odore di benzina era altrettanto forte. Anche i miei sensi si erano sviluppati? Magari avrei dovuto abituarmi a convivere con quel mondo di colori ed odori intensi! Troppi pensieri si facevano largo nella mia mente...
"Allora ragazzo, ancora non mi hai detto dove devi andare! Bada che io non sono un conducente di taxi, non ti porto mica dove vuoi! Comunque un pò di compagnia mi fa piacere, devo ammetterlo!" fece l'autista.
La sua voce era forte e decisa ed il suo accento non era sicuramente romano. Chissà, magari stava viaggiando da un pò ed era diretto in qualche posto lontano...
Son sempre stato un tipo che parlava molto e non era neanche la prima volta che mi capitava di fare l'autostop, ma quella sera era diverso. Temevo che se avessi alzato lo sguardo o anche semplicemente se avessi parlato, l'uomo avrebbe capito tutto!
Ma daltronde non potevo rimanere in silenzio, quindi rimanendo con la testa chinata decisi di rispondere.
" Devo andare a Perugia, spero di non farle perder troppo tempo. Magari lei deve andare da tutt'altra parte! "
L'uomo sorrise e mi disse che anche lui doveva andare in Umbria ed anche se la sua meta non era Perugia, una piccola deviazione non gli avrebbe certo cambiato la vita!

Era gentile e quando parlava sorrideva sempre. Lo guardai meglio mentre guidava: era un omone sulla cinquantina, ben piazzato. Aveva la carnagione olivastra e gli occhi erano scuri come anche i capelli. Dall'accento non riuscii a capire da dove venisse, ma in fondo non me ne importava poi granchè!
La prima ora di viaggio trascorse rapida: io ero sempre assorto nei miei pensieri e lui fischiettava i motivetti che uscivano dallo stereo della macchina. Un altra ora e sarei arrivato a destinazione...

" Ragazzo, non mi hai ancora detto il tuo nome! Il mio è Paolo e vengo da Latina. Anche se non è un lungo viaggio, se non si chiacchiera un pò rischia di diventare pesante e noioso! " fece all'improvviso.

"Che cazzo vuole ora questo? Continua a fischiettare e non rompere!" pensai subito, ma poi decisi che sarebbe stato il caso di rispondergli, farsi vedere troppo taciturno non agevolava il viaggio, rischiava di farlo diventare ancora più curioso. Gli dissi di chiamarmi Marek e che ero proprio di Roma. Gli dissi anche che andavo a Perugia a trovare dei parenti. Perchè lo feci ancora oggi non l'ho capito!
Dopo aver scambiato un paio di frasi di circostanza intravedemmo un Autogrill e Paolo decise di fermarcisi!
"Che fa? Tira dritto maledizione!!!" pensai appena vidi le luci esterne che iniziavano ad illuminare il fuoristrada.
Purtroppo l'uomo aveva deciso di volersi fermare per una breve sosta, aveva fame e da quello che capii doveva anche andare in bagno!
Il bagno. Io non ci avevo pensato, ma da adesso in poi avrei anche smesso di andare in bagno!?! Come cavolo facevo a passare per una persona normale se non mangiavo, non bevevo, non andavo in bagno...insomma, se avessi smesso di fare tutte le cose che gli altri davano per scontate!?! Avrei attirato i sospetti di chi mi stava intorno, avrebbero capito tutto! Si, avrebbero capito tutto quanto!
Iniziavo nuovamente ad innervosirmi. Forse stavo anche diventando paranoico ma per l'ennesima volta ero nervoso! Forse proprio a causa del nervosismo, mi venne nuovamente una fame atroce!!!
Che fare ora? Sentivo i crampi allo stomaco divenire sempre più forti. I morsi della fame incessanti. Sentivo il desiderio irrefrenabile di saziarmi. Forse quella che avevo preso dalla ragazza a casa mia era stata una dose insufficiente? Forse c'era un modo specifico per sfamarmi? Non sapevo più che pensare, anzi mi stupii persino di stare pensando a quelle cose!
Fatto sta che non potevo certo assalire l'autista del fuoristrada!!! Dovevo trovare una soluzione e dovevo trovarla alla svelta!

Scesi dalla macchina e mi diressi verso i bagni dell'Autogrill; erano forse il luogo più squallido che avessi mai visto! Ero stato spesso in giro per concerti, Rave, feste; avevo visitato i più disparati locali, ma quel posto mi sembrò superarli di granlunga tutti in quanto a squallore! Ma non avevo scelta: la mia unica possibilità forse era lì.
Varcai la soglia ed incrociai varie persone; sentii nella mia testa un turbinio di voci diverse, mille pensieri si accavallarono. Come mi era già successo in precedenza mi sembrava di poter sentire ciò che pensava chi mi era intorno! Cercai di capire meglio questa cosa, di sfruttarla in qualche modo.
Come una radio cercai di "sintonizzarmi" su uno solo di quei pensieri, tentai di scandagliare meglio le varie voci che sentivo ed alla fine trovai quella giusta! Capii subito che veniva dal bagno delle donne, qualcuno lì era preda di una disperazione folle. Sentii l'alienazione, la gioia, il risentimento. Un turbine di sensazioni differenti e contrastanti uscivano da quella mente:
probabilmente si stava drogando!
Uscii fuori ed attesi, ma la mia attesa fu alquanto breve: vidi quella che probabilmente sarebbe stata la mia prima vittima venirmi incontro. Era una ragazzina, avrà avuto non più di quindici o sedici anni. Portava una piccola pelliccia bianca sulle spalle e dei pantaloni blu scoloriti. Sarà stata alta non più di un metro e sessanta e questo, insieme al suo visino da bambina, gli dava un'aria ancor più innocente. Quando uscì si diresse verso un omone sulla quarantina: capelli rasati e folti baffi neri. Cercai di capire cosa si dicessero e da quello che colsi sembrava trattarsi di un camionista chiamato Giovanni e di una ragazzina scappata di casa che si faceva chiamare Mary.
Lei gli disse di aspettarla qualche minuto perchè doveva fare una telefonata, quindi si allontanò e si diresse verso il parcheggio dei camion. La seguii senza che si accorgesse di me e la osservai per un pò da lontano: era dietro ad una grossa cisterna e stava gesticolando con all'orecchio un piccolo cellulare. Non tentai di capire cosa dicesse o con chi parlava, non me ne importava nulla; la fame stava diventando insopportabile ed il mio tempo stava per finire: presto il mio autista sarebbe tornato alla macchina! Attesi che riagganciasse, poi con la scusa di chiederle una sigaretta la feci fermare: eravamo dietro quella cisterna, nessuno poteva vederci. Mi stavo apprestando a compiere un gesto che andava contro tutti i miei principi morali: uccidere una persona a sangue freddo! Sarei stato in grado di farlo? O forse avrei esitato quel tanto che bastava per farla gridare e chiedere aiuto? Nuovamente numerosi pensieri affollarono la mia mente; rimasi incantato ad osservare la ragazza tirare fuori un pacchetto di Marlboro dalla borsetta e portarsi una delle sigarette alla bocca. La piccola fiammella rossa sulla punta della sigaretta mi ipnotizzò, così come la voce delicata della mia piccola vittima mentre mi chiedeva se stessi bene. Si stava preoccupando di me forse? Non capiva certo cosa l'attendesse. Mi faceva pena eppure non riuscivo più a resistere alla fame!
La guardai negli occhi, era bellissima nella sua innocenza: gli occhi castani, grandi e profondi, i capelli dello stesso colore legati in due codini. Le labbra sottili di un rosa pallido, le guance arrossate forse dal freddo...sembrava una bambola di porcellana!
E poi il suo profumo: era delicato, forse alla vaniglia. Io lo sentivo insieme all'odore del sangue; come mi era già successo a casa mia sentivo nitidamente l'odore del suo sangue. La guardai meglio: la vena sul suo collo pulsava, era terribilmente invitante! Mi sembrava quasi di scorgere ogni vena, ogni arteria del suo corpo, come se la sua pelle fosse più sottile.
Quell'espessione preoccupata, quell'aria innocente eppure così invitante e provocante. Mi sentivo morire, la sua pelle candida era per me come una calamita. Non riuscivo a distogliere gli occhi da lei; la magliettina attillata sotto la piccola pelliccia aperta metteva in mostra i graziosi seni, quei piccoli e delicati oggetti di piacere che tra qualche anno avrebbero fatto girare la testa a molti uomini! Più la osservavo e più sentivo il desiderio crescere in me, lei se ne accorse ed arrossì lievemente. Povera sciocca, nella sua mente ingenua aveva creduto tutt'altro, non poteva certo capire quali pensieri ora mi stavano facendo impazzire!
Desideravo quel corpicino invitante con tutto me stesso; mai in passato mi era capitato di desiderare il corpo di una donna tanto intensamente. Sentivo le tempie pulsare, il cuore stava per scoppiarmi! E lei, più innocente che mai mi si stava avvicinando per vedere cosa mi stesse succedendo: pensava che stessi male...
"Vattene! Fuggi da me!!! Hai una vita davanti ed io sto per toglierti quella vita!" pensai mentre la osservavo. Nella mia mente stavo gridando con tutte le mie forze; volevo metterla in guardia...

Dopo pochi minuti tornai alla macchina, non potevo considerarmi del tutto sazio, ma almeno ora avrei resistito per un bel pò. Mi pulii il leggero rivolo di sangue che avevo sul bordo destro delle labbra, guardai nuovamente indietro ed infine mi apprestai a raggiungere la macchina.
Quando arrivai alla Toyota Paolo era già dentro; gli dissi che ero andato in bagno e che avevo fatto un piccolo spuntino anch'io: al pensiero di quella lieve battuta abbozzai un sorriso!

Salii e lui mise in moto; presto avremmo lasciato quell'Autogrill e con esso il brutto ricordo di quell'esperienza. Passammo davanti al punto di ristoro e lì una piccola manina si mosse per salutarmi: Mary, da lontano mi fece un cenno di saluto. Mi sorrideva e nei suoi occhi brillava la luce della speranza. Forse ancora stava ripensando al misterioso ragazzo vestito di nero incontrato in un Autogrill; a quel ragazzo che con i modi gentili aveva scambiato con lei quattro chiacchiere e l'aveva lusingata. Lo stesso ragazzo che con un leggero bacio sulla guancia l'aveva salutata per riprendere il suo viaggio e che mentre la guardava allontanarsi si era chinato ad accarezzare il suo cane. Chissà, forse sperava di incontrarlo ancora un giorno, non sapendo che era stata ad un passo dalla morte; le era andata così vicina da poterne sentire l'odore. Ha incontrato la morte nella sua forma più sensuale, ma quest'ultima aveva deciso di lasciarla andare!
Non avevo avuto il coraggio di rubare quella giovane vita. Forse la mia umanità era ancora viva e speravo che lo sarebbe rimasta a lungo. Purtroppo aveva dovuto pagare quel povero cane randagio; ero amaraggiato, io amavo gli animali, ma se non avessi intravisto lui mentre parlavo con la mia giovane vittima le cose sarebbero state ben diverse!

Eravamo tornati sulla strada, l'Autogrill era già lontano. Da quel momento in poi la mia vita sarebbe stata irta di prove da superare ma come mi aveva detto mia madre io sarei riuscito a superarle tutte!
Il mio viaggio era ripreso. Perugia distava solo un ora, con un pò di fortuna l'avrei raggiunta senza ulteriori intoppi...





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