STORIE
We can be heroes


Mentre si dirigeva al centro della sala, trattenne le lacrime. Nel suo vestitino di seta sembrava ancora una bambina. Una bambina che stava crescendo. Forse troppo in fretta. In un' attimo se ne accorse. Si sentiva terribilmente fuori posto. Ma era troppo tardi.

O forse no. Qualcuno entrò nella sala facendo un chiasso assurdo e sbattendo la porta. Inevitabile la sorpresa degli invitati.

Lei rimase di ghiaccio. Paralizzata. Era lui. Ancora lui. Lo stesso lui dal quale stava cercando di fuggire. Era li, davanti a lei. Visibilmente stravolto, ubriaco.

 

Le si avvicinò lentamente, tra gli invitati ancora non in grado di capire cosa stesse accadendo.

Il fidanzato di lei fece per avvicinarsi. Ma si fermo dopo due passi appena.

 

La situazione si faceva pesante. Lui aveva una pistola.

Lei continuava a fissarlo.. vedeva nei suoi occhi la disperazione. Il dolore.

Più sconvolta per quella espressione che per la morte.

Lacrime di dolore. Di rabbia. Rimorsi. Rimpianti. Troppo tardi.

 

In quella stanza tutti scomparvero. Increduli per quello che stava accadendo. Nessuno osò aprire bocca.

 

..non puoi lasciarmi, non puoi stare senza di me!!

Si avvicinò sempre di più a lei. La osservava come se fosse la prima volta. Perché per la prima volta era riuscito a capire. Era lui ad aver bisogno di lei, ma l' orgoglio gli impediva di ammetterlo. E adesso che se ne era reso conto, la stava perdendo per sempre. Lei, che non era riuscita a dire una parola. Che era rimasta immobile, sconvolta. Confusa.. o forse no. Conosceva i suoi sentimenti. Aveva solo cercato di nasconderli. Sorpresa per quello che stava accadendo non sapeva che fare. Che dire.

Restò immobile mentre lui si avvicinava. Ancora. Gli puntò la pistola contro, ma lei non aveva paura. Capiva cosa stava provando. Quel gesto era solo una difesa ai suoi sentimenti feriti. Questo la sconvolse ancora di più. Ripensando a tutto quello che era accaduto. Si rese conto del suo errore.

 

E lui che continuava a premere la pistola. Contro di lei. Che non riusciva a fare altro che fissarlo. Neanche più lo ascoltava.

.perché mi hai mentito? Perché hai detto che mi amavi?!

Era straziante. Ascoltava le sue grida inerme. Flash nella sua mente. Non gli aveva mai mentito. Lo amava davvero. Ma non era riuscita a capire in che modo arrivare al suo cuore.

 

Lui sempre freddo e scostante. Aveva solo paura di essere ferito. Aveva un cuore, ma lo teneva nascosto. Troppo timore della sofferenza. Così viveva. Ogni giorno come se fosse l' ultimo. Sempre al limite. Indifferente a ogni emozione.

 

Lei non capiva. Non poteva. Accecata com' era da quel sentimento. Troppo grande per una ragazzina così piccola. Non reggeva più quella situazione. Lo allontanava in malo modo. Sapendo di essere ancora innamorata. Follemente innamorata. E forse solo ora riusciva a capire. Voleva essere amato. Ma a modo suo.

 

..ti amo, ti ho sempre amato lo sai!!

Glie' lo urlò piangendo. Come a riempire tutto quel vuoto che gli aveva lasciato ogni volta che lo allontanava.

 

Neanche un rumore. Solo respiri. E due sguardi disperati.

Smise di spingere quella pistola contro il suo cuore. Si avvicinò per un bacio. Il più dolce che le avesse mai dato. Poi uno sparo..

Occhi sbarrati che si fissano. Insieme cadono a terra. Abbracciati.

 

C' era sangue dappertutto. Sul pavimento. Sui vestiti. Sulle mani. Sul suo viso. Disperato. Stravolto. Piangeva. In ginocchio accanto a lui.

Nessuno aprì bocca. Nessuno si avvicinò. Silenzio irreale. Solo il pianto di lei. Sospiri isterici. Continuava a fissarlo. Tenendolo per la camicia. Versando tutte le lacrime che poteva.

Tutto si era fermato. Dolore. Dolore nell' aria. Non esistevano parole per rompere quel silenzio. Quella scena straziante.

Immersi in una pozza di sangue. Lei in ginocchi. Piangeva disperata. Lui a terra. Occhi sbarrati.<



FINE










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