Tamagotchi Killer
Capitolo IV


BUT ALL THE DRUGS IN THIS WORLD WON'T SAVE MY STUPID TOXIC GIRL
Giulia è di nuovo nella mia vita. Ci sentiamo spesso. Impegni permettendo. Sono sempre io a chiamare. Ma va bene così.
Combino appuntamenti in orari e luoghi strategici. Continuo ad inventare scuse.
Mi pesa mentire a Samuel. Ma quando me lo ritrovo di fronte non ci riesco. Sento che le parole mi si fermano in gola.
Mi sento un po' vigliacco. In fondo è passato tanto tempo. Quel nome non dovrebbe significare più niente di importante ormai.
Allora cos’ è che mi blocca?
Continuo a pensarci senza sosta. Mi mando in paranoia da solo.
Laura se ne accorge. Non insiste per sapere il motivo. Però mi sento in colpa.
Usciamo dopo cena. Ci fermiamo in un pub a bere qualcosa.
Mi sento in dovere di raccontarle la verità. Non so bene perchè. Ma sta diventando sempre più importante. E dopo un paio di birre inizio a parlare.
Giulia era la classica amica di amici che conosci solo per sentito dire. Fino a che non l'incontri. E diventa la tua migliore amica. 
Era magrissima. Sempre vestita di nero. Col trucco esagerato. Pallida come un cadavere. Uno sguardo schizzato per le anfetamine che prendeva. Con i suoi sbalzi d' umore era imprevedibile. Spesso spariva per settimane intere. Senza avvisare. Poi tornava.
Come niente fosse.

Dopo l' incidente tutto cambiò. Giulia sparì. Definitivamente.
Lasciò un segno indelebile. Un vuoto. Ma forse fu la cosa più giusta.
Col tempo ci scordammo di lei. Era inutile cercare chi non voleva farsi trovare.
Laura non mi interrompe. Mi ascolta e basta. Non mostra gelosia. Non ne ha motivo.
Il mio rapporto con Giulia non va oltre una profonda amicizia.
Innamorarsi di lei sarebbe da pazzi. E qualcuno lo sa bene.
- Pensi che si rivedranno?
- Credo che sarà inevitabile..
E poi? Poi che succederà? Spero niente. Ma non ne sono convinto.
Passiamo la notte insieme. Al risveglio la trovo in cucina. Prepara la colazione.
In sottofondo una canzone che al momento mi sfugge. Poi ricordo. Il gruppo preferito di Giulia.
Cazzo non riesco a togliermela dalla testa.

A cena fuori con tutta la crew. Dopo l' ennesimo concerto. Giulia come argomento della serata.
Quasi un anno da quando era sparita. Dall' incidente. Io credevo che sarebbe tornata. Come niente fosse. Come faceva spesso.
Volarono parole grosse. Accuse. Insulti. Samuel restò in silenzio. Io non potevo ascoltare. Uscii fuori dal locale.
- Hey ma che ti prende?!
- Perchè non hai aperto bocca?
- E cosa avrei dovuto dire?
- Non lo so, io..
- Io non so più cosa pensare.. Se ne' andata. E' sparita. E mi manca. Non sai quanto.. Credimi. Non c' è giorno che non mi chieda dove sia finita. Vorrei sapere come sta. Vorrei chiederle perchè. Cos’ è successo. Cos’ e' successo quella sera. Io non me lo ricordo.. lo sai..
Quella fu l' ultima volta che lo sentii parlare di lei. Forse ora era davvero riuscito a dimenticare. Dovrei esserne felice. Giulia lo stava portando alla pazzia. Con i suoi comportamenti schizzati era un pericolo.
Cercando di salvarla, lo aveva trascinato in una follia totale.
Quando lei spariva, Samuel era intrattabile. Ogni volta diceva che era l' ultima. Che l' avrebbe mandata al diavolo.
Ma poi lei tornava. E tutto il resto non contava più.
Era un tira e molla straziante. Chissà poi dove finiva quando spariva.
Di sicuro a sfondarsi di canne da qualche suo amico punk a bestia.
Una sera la trovammo ai Murazzi. Devastata. Completamente ubriaca. Samuel si incazzò di brutto.
Pochi giorni dopo, l' incidente.



[ capitolo V ]










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