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Tamagotchi Killer Capitolo II STUPID, STUPID TOXIC GIRL, WERE YOU WAS LAST NIGHT.. Ho addosso i vestiti dell' altra sera. Puzzo di alcool e fumo di sigarette. Non ricordo come ci sono arrivato in albergo. Bussano. E' già ora di ripartire. Scendo le scale tenendomi la testa con una mano. Vorrei restarmene a letto tutto il giorno. Tra le lenzuola dell' albergo. Sto ancora mezzo rincoglionito. Salgo sul furgoncino consapevole di doverci restare per ore. Sbuffo vistosamente scocciato. Vorrei solo che sto cazzo di mal di testa passi il più velocemente possibile. Saluto gli altri con un cenno. Prendo posto senza emettere un suono. Infilo gli occhiali da sole. Buona notte. Mi lascio cullare dall' asfalto che scorre veloce sotto di noi. Forse ho dimenticato di prendere qualcosa. Come sempre del resto. Pazienza. Ci penserò più tardi. Ho ancora mal di testa. Una frenata da ritiro della patente mi sveglia. Per poco non sbagliavamo strada. Sai che novità. Sbuffo un po' scocciato. Qualcuno non perde occasione per sfottere. - Non hai più il fisico di una volta.. - A una certa età certi vizzi è meglio perderli.. Max e Vicio ridacchiano e mi prendono in giro come fossi un ragazzino alla prima sbronza. Stò parecchio stranito. Non parlo. Cosa insolita. Mi limito a sistemarmi sul sedile. Mentre la testa sembra dovermi esplodere. Ma quanto cazzo ho bevuto ieri sera?! Samuel mi lancia uno sguardo di comprensione. Riprende Ivan sulla sua guida da formula uno. - Se no il bimbo non riesce a dormire.. E che cazzo. Ma sta mattina ce l' hanno tutti con me!! Arriviamo ad un Autogrill. Finalmente scendiamo. Affretto il passo lasciando indietro gli altri. Ieri sera mi sono ubriacato di brutto. Laura sè incazzata a morte. Gli do ragione. E mi faccio i complimenti.. Che coglione. Eppure so benissimo che non era quella la soluzione al problema. E che oggi ne avrei pagato le conseguenze. Butto giù un caffé quasi strozzandomi. Esco a fumare. Stringendomi nel giubbetto. Perchè sono appena le 7 del mattino. E fa un freddo cane. Esce Samuel. Per fortuna con lui non c' è bisogno di parole. Resta in silenzio. Non fa domande. Sa che in questi casi potrei anche non dare una risposta sensata. Le luci si spengono. Finalmente il concerto è finito. |
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