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capitolo I
SONO SOLTANTO PAROLE PER ME, CHE LA DISTANZA ORA COMPLICA, IO VORREI TANTO CAPIRNE DI PIU', VORREI CHE NON PENSASSI AL MALE.. Scatoloni da svuotare. Vestiti da piegare e riporre nell' armadio. Ricordi di un viaggio che aspettano di essere catalogati.
La mia stanza. Proprio come l' avevo lasciata. Anni fa. Tutto è rimasto fermo a quel giorno.
Apro le tende per far entrare la luce del mattino. Anche se ormai sono le 11 passate. C' è un sole che illumina ogni angolo. Quasi mi infastidisce. Abituata a vivere di notte.
Sorrido. E il cielo di Torino mi sembra bellissimo.
Sara non ha toccato niente. Ci sono ancora le cose che ho dimenticato partendo di corsa.
Mi avvicino ad una foto appesa al muro.
Io e Sara all' Arezzo Wave. Il giorno che ci siamo conosciute. Per caso. Sullo stesso treno.
Entrambe con la maglietta degli Shandon. Ricordo perfettamente quel momento. E da li in poi.
Le immagini di quegli anni sono ancora tutte qui. Immagini che credevo di aver rimosso. Ma forse non abbastanza accuratamente.
Brividi. Vecchie sensazioni che riaffiorano sulla pelle.
Scappare non è servito.
Ero arrivata ad Amsterdam per dimenticare. Forse ricominciare. Invece tutte le sere mi ritrovavo a girare per strade sconosciute. Con troppa vodka nello stomaco. Il trucco sbavato e gli stessi vestiti da giorni. Una sigaretta da aspirare lentamente. E la voglia costante di tornare. Che spariva ogni volta che esageravo con alcool e fumo.
A parte questo però mi andava bene.
21:37 il vagone del metrò è vuoto. Mi siedo in fondo. Allungo gli anfibi sul sedile di fronte.
Sale gente. Fuori inizia a piovere. Immagino Olly cantare Noir. Disegno il suo tatuaggio sul vetro appannato.
Sorrido. Mi alzo. Rumore di chiavi e catene mentre arrivo all' uscita. Scendo. Accendo una sigaretta prima di muovere il primo passo.
Fa un freddo pazzesco. Ho le mani viola dal freddo. Ma continuo a fumare. Passeggiando per le strade della città. Con gli Shandon in testa. E una sensazione di solitudine che colpisce lo stomaco.
'Cazzo ci faccio di nuovo qui?! Scuoto la testa. Ho una gran voglia di urlare. Ma non è il caso.
Arrivo ai Murazzi.
Sara e Manuel sono già li che aspettano. Sorriso di circostanza mentre mi avvicino.
Passiamo la serata ad alcolizzarci. Raccontando come abbiamo passato questi ultimi mesi. Senza entrare troppo nello specifico.
Altro brindisi. E quel sapore acido dilaga nella mia bocca.
-
Ben tornata teso'..
Ed eccoci di nuovo insieme. Noi tre. Sulla riva del fiume. Mezzi ubriachi. A fumare e sfondarci di canne. Come non succedeva da troppo.
In quegli anni stavamo a pezzi. Ma queste serate mi facevano stare di un bene pazzesco. E potrei stare bene anche stasera. Se solo riuscissi a spegnere le paranoie. Almeno per qualche secondo. Il mio cervello è seriamente disturbato. A rotazione sto rivivendo quel passato da cui sono scappata.
E non c' è niente che io possa fare. Solo continuare a fumare. Fingere. Fingere che va tutto bene. Mentre l' alcool inizia a mescolarsi al mio sangue. Scende nello stomaco vuoto.
Chiudo gli occhi.
Ci raggiunge Nancy.
- 'Cazzo hai combinato hai capelli?
Me la ricordavo bionda platino. Oggi la ritrovo con i rasta e piercing ovunque.
- Era ora che tornassi!!
Finiamo in un locale appena aperto. After-show di un gruppo che ignoriamo.
Sara conosce un tizio al bar. Scrocchiamo da bere. E io giro con una bottiglia di vodka alla pesca. Totalmente assente. Mentre la musica ha un volume pazzesco.
Manuel mi frega la bottiglia.
- Sei già abbastanza ubriaca..
La musica assordante. Un via vai continuo. Fa un caldo pazzesco qui dentro. C' è un casino di gente.
Sorrido. Sono già abbastanza ubriaca.
Passano i Korn e inizia il pogo.
Nancy mi trascina per un braccio. Ci troviamo in mezzo alla folla. Travolte a destra e sinistra. Ridendo come due deficienti. Ubriache e rincoglionite dal fumo.
Merda sono senza fiato. Non ho più il fisico per stè cose. Esco dalla mischia.
Barcollo appoggiandomi qua e là. Non so che ore sono. Però sono già lercia. A stento mi reggo in piedi.
Sto cercando l' uscita. Inciampo contro un tizio. Lucidità a puttane. Due/Tre secondi prima di riconnettere il cervello.
Davide.
Resto a fissarlo come un idiota. A bocca aperta. Mentre lui mi squadra come fossi un alieno appena atterrato da Saturno.
Sorride. Mi abbraccia. Forte.
- Giulia? Cazzo non ci credo.. Quando sei tornata? Dove eri finita?!
Chiudo gli occhi. Respiro. L' alcool fa il suo dovere. Non mi permette di pensare. E mi stampo un sorrisetto preconfezionato sulle labbra.
Davide parla. Capisco solo metà di quello che dice. Trascino qualche parola. Forse una frase. Ma non so con esattezza cosa sto dicendo. Il mio cervello galleggia nell' alcool da ore. Poi un bacio. Ci sentiamo.
E un'infinità di secondi scorrono mentre cerco di realizzare quello che è appena successo.
Apro gli occhi e sono nell' Alfa di Manuel.
- Dove cazzo stiamo andando?
- Facciamo un salto a casa di Frankie..
Automaticamente scollego il cervello. Finiremo la serata distruggendoci tra fumo e coca. Non mi stupisco più di tanto.
Mi sistemo sul sedile infeltrito. Punto lo sguardo fuori dal finestrino. Sui lampioni fulminati. Mentre l' auto si riempie del fumo delle nostre sigarette.
Sara mette su un cd. E le Distillers irrompono nel silenzio di questa notte.
Esagero con la matita nera intorno agli occhi. Una felpa a caso. Esco.
Tiro su il cappuccio della felpa. Arrivo al distributore automatico. Butto giù qualche moneta. Un pacchetto di Marlboro Rosse.
Sto cercando la mia identità, sto scoprendo la mia libertà, non sopporto stare immobile, io mi sento così fragile.. Urla Olly nelle mie orecchie.
E' un po' che non lo sento. Chissà che diavolo combina.
Rientro. Accendo la tv. Un canale a caso. Mi accomodo sul divano. Iniziando a fumare. Mangiando patatine.
Anche questo giorno è durato abbastanza.
Sara rientra. Sbuffa un po' annoiata. Posa le sue cose all' ingresso. Viene a sedersi accanto. Fissando i miei capelli. Di un colore ormai indecifrabile. Il portacenere. Che strabocca di cicche.
Giorni che non esco. L' unica cosa che riesco a fare è ascoltare Shandon. Mangiare quando i crampi allo stomaco diventano dolori. Fumare.
- Alza quel culo, mi sono rotta di vederti in questo stato, tu stasera esci!!
Ci fissiamo un' istante. Non ho neanche la voglia di discutere. Annuisco apatica.
Debolmente mi costringo ad alzarmi dal divano.
Infilo una canottiera pulita. I soliti stivali borchiati. Una felpa. Lei che mi sorride riflessa nello specchio.
Lo faccio solo per te. Anche se è strano essere di nuovo qui. Ancora insieme. Dopo il casino che ho combinato. Non mi hai mai abbandonata. Neanche quando mi chiudevo nel mio mondo. Mandando tutti a 'fanculo. Te sempre accanto. Sempre con le parole giuste. Anche se a volte bastava stare in silenzio per capirsi.
Ho rischiato di ammazzarmi. Coinvolgendo l' unica persona a cui tenevo quasi quanto te.
La sento tutta quella responsabilità. Pesa ogni giorno sempre di più.
Sto pagando per i miei errori. Vorrei solo essere sicura di non commetterne altri.
Di non rischiare la vita di qualcun altro..
Mi perdo a guardare l' asfalto che scorre veloce. Sto con la faccia fuori dal finestrino. Nonostante il freddo. I' m a suicide girl. Smile!
Davide non fa domande. Guarda fisso la strada. Dallo stereo la voce di Marylin mi arriva dritta al cervello. Cerco nevrotica il pacchetto di sigarette.
Improvvisamente la sua presenza mi agita. Butto giù vodka a tranquillizzare lo stomaco isterico. Che ci fai tu al suo posto?.
Scivolo in fondo al sedile. Fisso il fumo della mia sigaretta. Scusa se non ho chiesto il permesso di fumare.
A tutta velocità su una strada buia. Piove. Fuori non si vede un accidente.
Guardo le mie mani. Sporche di sangue. I miei vestiti ne sono zuppi.
Alzo lo sguardo. Caccio un urlo. E finalmente mi sveglio!!
Occhi sbarrati. Il fiato corto. Da quanto che non lo sognavo..
Brividi di freddo. Mi sono addormentata contro il finestrino gelato.
Nancy sdraiata sui sedili posteriori. Siamo fermi ad un' autogrill.
Compro caffé bollente e sigarette. La cassiera mi fissa. Devo avere un aspetto devastato. Il trucco colato di ieri.
Sara è fuori. La osservo dai vetri mentre fa benzina.
Ricordi sfasati che cerco di riordinare. Solo confusione. Le orecchie ancora che fischiano. Mal di testa post-sbronza. Sorrido e la raggiungo.
- Non hai freddo in canottiera?
- Cazzo si. Ma non ci avevo fatto caso.
[ capitolo II ]
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