STORIE
Remember


Arrivai a casa di Renton in motorino. Salutava sorridendo. Faceva il segno con il pollice in alto. Tanto lo sapevo che mi aveva chiamata solo per un motivo. Abbiamo fatto sesso nel suo letto. L' ho costretto a togliersi la maglietta. Per morderlo meglio sul collo. Reagì scopandomi più forte. Lo baciai ancora.
Stanza semivuota. Si era trasferito da poco. Si prova i miei occhiali. Siamo rimasti vicini e nudi. Il suo sguardo dolce e bugiardo. Con aria indifferente mi ha chiesto di farci una canna. Abbiamo usato lo stesso fumo che mi aveva venduto ieri. Lo osservavo mentre rollava. Siamo stati in silenzio. Fumavamo. Neanche il tempo di respirare l' ultimo tiro. Renton ne ha preparata un' altra. Più pesante. Ci siamo sdraiati sul letto. Fumando ancora.
- se voi poi andà via
A volte era divertente essere la sua puttana a domicilio. A volte no ... faceva male. Sono uscita di casa. Sul motorino c' ho preso per caso. Tremavo. Vedovo appannato. Pochi metri. Mi sono fermata. Camminavo appoggiandomi ad una ringhiera. Mi sono seduta per terra. Lo scivolo di un garage. Collasso.
Il fumo mi aveva preso di brutto. Non riuscivo ad alzarmi. Mancava poco per casa mia. Non riuscivo neanche a sollevare la testa. Mi girava tutto. Respiravo a fatica. Stavo immobile. La gente che passava non faceva caso a me. Il clacson di un' auto. Il mio motorino parcheggiato in mezzo alla strada. Proprio non riuscivo a fare niente. Il tempo passava. Ho provato ad alzarmi. Pochi passi. Sono stata costretta a tornare indietro.
Stessa storia al secondo tentativo. Sono rimasta ancora seduta per terra. Appoggiata su un muretto. Non avevo la cognizione del tempo. Adesso o mai più. Mi sono alzata. Ho raggiunto il motorino. Via di corsa a casa. Mi sono chiusa in garage. Sdraiata su un tappetino. Mani che tremavano. Non voglio che mi vedano così.
Camera mia. Sola. Ancora rincoglionita. Testa che ondeggiava. Riflessi scattosi. Sguardo perso. Sotto un plaid mi sono addormentata con gli occhiali da sole. Il peggio era passato.
19:30 cellulare che squillava. Non rispondo. Squillava ancora. Ricordo. Il concerto dei Subsonica.
Alle 20:30 siamo partiti. Ele, Fabio, Fra e io. Ci siamo fermati al bar. Rifornimento di sigarette e birra. Ripassavamo le canzoni mentre andavamo verso Perugia.
Quando Samuel è arrivato sul palco ho urlato come una pazza. Le luci si accendevano e si spengevano. Uno sballo totale. In mezzo a quella folla, ci siamo persi Ele e Fabio. Sono rimasta con Fra. C'era un pogo assurdo. La musica altissima. Un' emozione unica cantare con Samuel. Aurora sogna. Non avevo più voce. Continuavo a urlare e saltare. Zuppa di sudore. Ho sete. Al bar ho preso un' altra birra.
Ho iniziato a sudare freddo. Mi sono avviata al bagno. Passi lenti. Mi appoggiavo ai muri. Collasso un' altra volta. Occhi sbarrati. Non riuscivo a respirare. Non volevo aiuto. Solo che mi lasciassero in pace. Tra poco starò meglio.
Acqua ghiacciata sui polsi. Dietro il collo. Sono ripartita tra la folla con Fra. Mi sono ripresa alla grande. In mezzo a quel pogo mi sentivo contenta di essere li. Tra spintoni, fumo di sigarette e non solo. Disco-labirinto. Una delle mie preferite. Fuori dal palasport alle 1. Un' altra birra. Un' altra sigaretta. Faceva freddo. Maglietta fradicia. A casa mi sono addormentata sotto il plaid.



FINE



regolamento - contatti
I contenuti di questo sito sono © Rain tranne quando diversamente specificato.
Niente di quello che e stato pubblicato qui puo essere copiato o esportato su altri siti senza il consenso dell- autore.

Part of SlutKissGirl.com






regolamento - contatti
I contenuti di questo sito sono © Rain tranne quando diversamente specificato.
Niente di quello che e stato pubblicato qui puo essere copiato o esportato su altri siti senza il consenso dell- autore.

Part of SlutKissGirl.com