Miss Self Destruction
Capitolo II Sid&Nancy


Dal pc parte una canzona degli Shandon. Noire.
Giulia sembra non farci caso, ma in automatico la sta gia' canticchiando. Alza il volume, poi si butta sul letto. Sopra il piumone viola.
Scansa i libri dell' universita'. Oggi non ha nessuna intenzione di aprirli. Cerca la borsa nera, quella con le spillette dei gruppi preferiti. Prende un quaderno a caso. Sfoglia pagine piene di disegni e parole. Con lo sguardo è assente.
"Io non combinero' mai un cazzo nella vita.."
Nevrotica inizia a cercare le sigarette. Solo pacchetti vuoti. E il posacenere da svuotare.

L' aria fresca del mattino risveglia Giulia dal suo intorpidimento. Il freddo che sente attraverso i vestiti è quasi piacevole. Cammina canticchiando ancora Shandon.
Entra e compra Marlboro rosse. Quando esce ha gia' una sigaretta in bocca. Gironzola per le vie senza una meta precisa. Senza sapere che cercare.
Si sente inquieta. Vorrebbe fare un sacco di cose. Ha dentro tanta rabbia che non sa come sfogare. Ed è troppo presto per iniziare a bere. Anche se l' idea non gli dispiace per niente.
Alla terza sigaretta decide che è ora di rientrare.
Salta il pranzo e passo il resto della giornata con la sua chitarra.
Poi un bip dal computer la distrae. Sul monito, lampeggia il contatto di Diego.

(17:24) DiegO//Le nuvole nn hanno regole xk nn hanno mai rinunciato alla loro libertà di sognare..scrive:
devo farti vedere una cosa.. ci sei??
(17:25) MissSelfDestruction//To night I'm dressed to kill every body look me.. scrive:
oddio.. chi t'ha' messo la catena col lucchetto al collo??
(17:25) DiegO//Le nuvole nn hanno regole xk nn hanno mai rinunciato alla loro libertà di sognare..scrive:
ti piace??
(17:27) MissSelfDestruction//To night I'm dressed to kill every body look me.. scrive:
ti manca solo il guinzaglio.. haha.. no, scherzo, fa molto Sid Vicious..
(17:27) DiegO//Le nuvole nn hanno regole xk nn hanno mai rinunciato alla loro libertà di sognare.. scrive:
si, ma io so molto meglio :)
(17:29) MissSelfDestruction//To night I'm dressed to kill every body look me.. scrive:
no comment!!
(17:31) SiD//Le nuvole nn hanno regole xk nn hanno mai rinunciato alla loro libertà di sognare.. scrive:
cmq grazie, ho trovato il mio nuovo nik, grazie Nancy.. hahaha..
(17:33) MissSelfDestruction//To night I'm dressed to kill every body look me.. scrive:
hey frena, io non sono mica bionda e con i capelli a cespuglio??
(17:35) SiD//Le nuvole nn hanno regole xk nn hanno mai rinunciato alla loro libertà di sognare.. scrive:
hè hè, non si sa mai.. un giorno potresti convertirti al biondo e alla permanente..
(17:35) MissSelfDestruction//To night I'm dressed to kill every body look me.. scrive:
si, il giorno che tu diventerai gay!!
(17:37) SiD//Le nuvole nn hanno regole xk nn hanno mai rinunciato alla loro libertà di sognare.. scrive:
ok, messaggio ricevuto, la smetto.. quando arrivi??
(17:35) MissSelfDestruction//To night I'm dressed to kill every body look me.. scrive:
dammi 10 minuti e sono li.

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In realta' mi ci vorranno piu' di 10 minuti, ma non fa niente. Tanto c' è abituato.
Mi cambio infilando la felpa nera con i teschietti bianchi. Passo in bagno a truccarmi. Non prima di aver scelto la musica di sottofondo. From Out Of NoWhere. Shandon.
I capelli spettinati ormai fanno parte del mio look. Esco come mi alzo dal letto. Rifaccio il trucco consumando quintali di matita nera.
Metto i calzettoni a righe colorati e le etnies slacciate. Aggancio le chiavi col mollettone alla cinta. Metto le cuffiette e premo play. Il display del lettore mp3 si accende. Scorro veloce la lista di titoli fino ad arrivare a lei.
Heaven in Hell.
In questo momento non vorrei ascoltare altro. Solo quella voce che urla nelle mie orecchie. Col volume al massimo.
Esco senza guardare l' orologio. Tanto gia' sono in ritardo. Lo so.

Suono. Diego apre. Sorride. Ormai non si lamenta neanche. C' ha' rinunciato tempo fa.
Ordiniamo la pizza da farci portare a casa. Poi passiamo ore a decidere un film.
Velvet Goldmine lo abbiamo imparato a memoria, e alla fine, anche stasera, la scelta cade su "La regina dei dannati".

Mangiamo le pizze seduti sul suo letto. Il film parte, ma serve piu' da sottofondo alle nostre chiacchiere che altro.
Giulia: Sabato sera poi dovè che sei sparito?
Diego: ..da nessuna parte..
Giulia: Dai, non cominciare, tanto lo sai che lo so, e lo sai che lo voglio sapere!!
Diego: Cazzo ma non posso avere dei segreti?
Il mio sguardo è piu' persuasivo di qualsiasi parola. Diego sbuffa, ma poi alla fine si decide a parlare. Mi piace starlo a sentire.
Giulia: E cosi' è una rossa la vittima di sabato?!
Diego: Bè, almeno mi pare fosse rossa..
Giulia: Dio, sei proprio..
Diego: Hey io non faccio niente di male, mi piace solo divertirmi senza impegno..
Giulia: Magari potevi dirlo prima a quella che continua a chiamarti e che eviti da mesi!!
Diego: Le parole non sono il mio forte, preferisco i fatti.. e te invece??
Giulia: Io cosa??
Diego: Avevi una faccia l' altra sera.. che tè successo?
Giulia: Ma, niente di che..
Diego: Guai con tua madre?
Giulia: Bè lo sai.. è la solita storia..
Diego: Che non avrai futuro e che devi crescere??
Giulia: Ma lei poi che ne sa? Tanto non c' è mai. Che ne sa che io vivo solo per fare e ascoltare musica.. che mi sento bene solo quando posso urlare le mie canzoni, suonare la mia chitarra al massimo del volume.
Diego: Bè, potresti anche dirglielo..
Giulia: E come potrebbe capire?
E' sempre in giro per lavoro. Cene d' affari. Incontri con persone importanti.. persone piu' importanti di me.

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Passano le ore.
Giulia ascolta Diego, ripetendogli che non puo' continuare a saltare da un letto all' altro ogni notte. Diego ripete a Giulia che dovrebbe parlare con sua madre, di quanto ama fare musica e di quanto le manca.
Continuano a parlare, ascoltare. Finchè le loro maschere non crollano e riescono a dirsi quello che hanno veramente dentro.
Un vuoto. Qualcosa che non riescono a colmare. Che li divora costantemente. Oppressi dalla costante e disperata voglia di vivere che quasi sempre si riduce a sopravvivere.
Si addormentano abbracciati su quel letto enorme. Sotto quel piumone che butta un caldo pazzesco, ma che nessuno dei due toglie.

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Dovrei andare a dormire. Spegnere tutto. Cliccare quel pulsante. Saranno le 3 passate di notte. Ma c' è quella voce nella mia testa. Riepete sempre le stesse parole.
Heaven in hell.
Heaven in hell.
Heaven in hell..
e non voglio smettere di ascoltare. Anche se sto gia' sbadigliando. E sento gli occhi pesanti.
La canzone sta per finire, ma velocemente muovo il mouse e la rimetto dall' inizio.
Ripenso alle prove di oggi e mi sento soddisfatta. La gola brucia un pò. Mi convinco che è perchè ho strillato troppo invece che dovrei smettere di fumare. Ma va bene cosi'.
Ripenso a Morgana, che non perde occasione per litigare con Diego. E lui che la sopporta, mentre Marco se la ride dietro la batteria.
E anche questa serata è giunta al termine.
Stacco il pc e mi alzo dalla sedia. Il cellulare sul mobile si illumina.

Messaggio: "Prima di andare a dormire voglio solo dirti una cosa. Forse nn ce nè bisogno, te lho' detto tante volte, ma ora piu' che mai voglio ripetertelo: non esiste per me persona piu' speciale di te. Non importa chi dividera' la strada con te o con me, piu' importante di te non ci sara' mai nessuno.Sid"

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Giulia si agita a ritmo di quella musica altissima. Scuote la testa. Muove i piedi veloci. E si convince che va bene. Che cosi' puo' andare. E per quell' attimo forse è ok.
E poi c' è lui. C' è Diego. Entrato cosi' per caso nella sua vita. Senza un preciso perchè, ma in poco tempo diventato una presenza indispensabile.
La gonna nera ondeggia qua' e la'. Le mani scivolano lungo i fianchi a rendere sexy i movimenti.
C' è un gran caos nel locale. Giulia balla con tutti. E ogni tanto con lo sguardo cerca lui. Poco distante che balla con una tipa vestita di pelle. Probabilmente appena conosciuta. Ma è ok. Lui è li. E' sempre li. Ogni volta che ha bisogno di qualcosa lui c' è sempre. E Giulia ha sempre bisogno di qualcosa. Di qualcuno vicino che sappia leggerle l' anima. Che la capisca con uno sguardo. Che le faccia compagnia. Che sia presente. Sempre.
Diego è tutto questo. Lui è diventato tutto il suo mondo. E forse neanche se ne rende conto.
"Tu sei il mio Sid. E per te potrei anche essere Nancy.."
Giulia continua a ballare scacciando tutto quello che non va. Non è facile. A volte non ci riesce. Per niente. E lui se ne accorge. Sempre. Perchè non è poi cosi' brava a fingere come crede. Almeno, non con lui.
Le 2:30 Il locale chiude.

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Cerco il giubbetto con l' aria assente. Prendo la borsa. Mi volto e vedo Diego che mi guarada.
Sorriso complice. Poi se ne va con la tipa.
Io osservo ancora. Finchè la sua figura non sparisce tra la gente.
Aspetto Morgana e usciamo dal locale. L' aria fresca sulla pelle mi piace. Come l' odore dell' asfalto bagnato. Della pioggia di fine settembre.
Con gesti automatici tiro fuori una sigaretta. Fuori dal locale è ancora pieno di gente, ma io sono stanca. Gli altri non fanno che chiacchierare. Ridere. Scherzare. Io sono di nuovo assente. Cosi'. Senza un preciso perchè. O forse il perchè lo so, ma ho paura di rendermene davvero conto.
Il viaggio in macchina invece mi riporta dritta coi piedi per terra. Morgana non fa che parlare. E nonostante sia passato un sacco di tempo, ormai parla solo di una persona. Diego.
Non accetta di essere stata solo una tra tante.

Morgana: E anche stasera se nè andato con un' altra.. che poi neanche la conosce, perchè l' ho' visto, l' ha' conosciuta stasera quella!!
Morgana parla. Ma lentamente le sue parole diventano solo rumore. Un leggero sibilo che mi accompagna mentre sto ancora fumando.
Morgana: Ma non ti fa incazzare che salti da un letto all' altro tutte le sere? Dai, ogni volta che usciamo è la stessa storia..
Per un attimo resto in silenzio. Comodamente seduta in macchina. A guardare l' asfalto nero e la riga bianca che segna un confine. Aspiro la sigaretta appena accesa.
Giulia: Se questo lo fa stare bene, per me non è un problema..
Diego è grande abbastanza. Sa quello che fa.
Vorrei tanto stesse davvero bene.

Sospiro. Lo so che non sta bene. Lo so che non va bene. Ma piu' di stargli vicino non posso fare. Un' altro tiro dalla sigaretta, mentre penso a lui in quell' appartamento.
In quel monolocale cosi' piccolo. Cosi' grande per una persona sola. Vuoto. Spoglio. Senza niente che possa essere troppo personale. Sempre in disordinde. Ancora con gli scatoloni mezzi aperti. Come se dovesse partire da un giorno all' altro, quando sono gia' due anni che è ancora qui.

Le due passate quando rientro. Un' altra serata del cazzo che vorrei dimenticare in fretta. Mi infilo di corsa sotto le coperte.
Respiro. Respiro. Respiro ad occhi aperti. Sperando che questo momento passi in fretta, ma il tempo sembra essersi bloccato.
Respiro sempre piu' veloce, e quel nodo in gola pare soffocarmi.
Chiudo gli occhi.
Sto piangendo.
Sto impazzendo.
Continuo a cadere nella stessa trappola. Ogni volta come fosse la prima. Ma rialzarsi è sempre piu' difficile. E questo mio non sapere mai cosa fare mi distrugge.
Perchè sono cosi' debole.
Soffoco le lacrime tra il cuscino e il piumone. Non posso piu' reggere tutto questo. Sto cadendo giu'. Sempre piu' giu'. E non vedo ancora la fine.

Il cellulare in borsa che squilla.
Diego mi aspetta alla stazione.
Asciugo gli occhi ed esco dal letto. Indosso gli stessi vestiti di poco fa. Saranno le 3, ma chi se ne frega. Non posso pensare di passare la notte a disperarmi. Qualsiasi altra cosa mi va bene. Devo smettere che le cose mi passino attraverso. Devo reagire. Stringere i denti e fare qualcosa invece che aspettare.
Diego è seduto su un muretto. Una birra tra le mani. Qull' aria sconsolata.
Evitiamo il perchè a quest' ora di notte giriamo soli per le vie della citta'.
Ci scoliamo un paio di birre seduti su una panchina. In fondo ci piace cosi'.
Diego:"Ho lasciato le chiavi ad Ame. Non mi andava di stare con gli altri. Ci andassero per cavoli loro a casa mia.."
Sorrido. Di quanto sei folle forse neanche te ne accorgi. Ma probabilmente è per questo che andiamo cosi' daccordo.
Io che ho sempre sognato di essere folle ma non ne ho avuto mai il coraggio.
Te che qualsiasi cosa ti viene in mente la fai e riesci a coinvolgermi sempre.
Non so piu' che ore sono, ma sto ubriaca. E Diego pure.
Torniamo verso casa sua. Non c' è nessuno. Le chiavi nella cassetta delle poste.

~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~

Giulia dorme di nuovo a casa di Diego.

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E anche oggi mi costringo nella mia solita routin. Faccio sempre quello che ci si aspetta. Poi la notte mi ritrovo a piangere senza un motivo.
Ma che aspetto a fare qualcosa?
Alla radio passano canzoni che non sopporto. Ma la mia mente è distratta. Persa in un mondo che vorrei fosse reale. Come l' immagine di me che si alza da questa sedia. E senza dire una parola, esce. Se ne va. Sale in macchina. Accende il motore e da gas. Via di qui. Fino all stazione. E poi ancora via. Lontano. Il più possibile. Ma senza pensare alle conseguenze.
Se quello che conta è quello che sento, allora sono messa male. Il lavoro è una merda. E tutto il resto fa schifo. Allora perchè non faccio niente che restare a guardare?
Ultimamente riesco a vivere solo sognando. E questo mi fa male. In quei pochi momenti di lucidità totale, capisco l' errore.
L' illusione che si dissolve. E la realtà è come un tir che mi investe a una velocità folle. E tutte quelle lucine attaccate sono i miei sogni. Le mie speranze.. "..my desperation, my desperation, my thoughts are killing me.. "

La pioggia cade fitta qua e là. Sulla strada. Sui palazzi. Sui miei vestiti.
Pozzanghere di acqua lercia rispecchiano nuvole grigio viola. Ci affondo dentro con gli anfibi neri. Evidentemente bucati da qualche parte. Perchè sento arrivare l' umidità di questo giorno sulla pelle.
Continuo a camminare. Alzando lo sguardo ogni tanto. Completamente estranea alla realtà. Isolata da tutto quello che mi circonda. Per mia volontà. Per mia necessità. Queen Hadreena per questo giorno di pioggia.
Sarebbe il caso di tornare alla quotidiana realtà. Ma non ne ho le forze. O forse è solo un capriccio. Ma io non voglio stare male. Ancora. Ho bisogno di un attimo tranquillo.
Sono costretta in una vita di abitudini. Incastrata in situazioni da cui non posso uscire. Mi sento soffocare. Cerco aria pulita. Qualcosa di diverso. Ed è allora che tutto crolla. Tutte quelle certezze non sono più valide. E mi sento persa. Sola. Ho paura. E torno indietro. Sensa neanche tentare.
Cerco di sfogarmi ascoltando hardcore. Volume oltre i limiti di sopportazione. Voglio escludermi dal mondo.
Controllo la posta in modo ossessivo. Anche sapendo che non cè niente per me. Ho un bisogno nevrotico di un contatto. Non so esattamente con chi. Ma sento che mi manca qualcosa. Quello che ho non è quello che voglio. Non mi basta. Forse dovrei smettere di lamentarmi.
Ringraziare. Tentare di sopravvivere al meglio.
ALL THE DRUGS IN THIS WORLD WON'T SAVE YOU FROM YOUR-SELF
Riverso tutta la mia insofferenza sul trucco nero intorno agli occhi. Sui capelli di un colore ormai terribile. Sulla mia pelle. Ricoperta da simboli. Ai quali presto ne aggiungerò altri.

Per un pò mi immergo nei ricordi. Guardando vecchie foto. Quelle di Firenze. E mi fanno stare bene. Almeno credo. Non so.
Ultimamente solo confusione. Non so casa voglio. Cosa cerco. Sono sempre ferma su questa sedia. Mentre Amsterdam sembra sempre più lontana. Perchè non riesco a decidere. Non riesco a prendere iniziative. Partire. Sola. Alla ricerca di me. E ho paura. Di restare sola. Cosa che adesso vorrei più di ogni altra cosa.
Ancora confusione.
La voce di Brody che sfonda i timpani.

La testa invasa dalle paranoie. Ogni neurone completamente apatico. Sbatto gli occhi per abitudine. Respiro per abitudine. Cosè la vita se non un insieme di abitudini.. dove lo avrò letto non ricordo.
La mente è troppo impegnata a tormentare lo stomaco.
Anzia e paura per una serata del cazzo. E il telefonoo che non squilla. Forse è meglio così. Ho paura.
Potrei capire ciò che non vorrei. Guano Apes come isolante dal mondo esterno.



[ capitolo III ]










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