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Miss Self Destruction Capitolo I
In ritardo. Anche oggi. Ma che ci posso fare? E' nel mio DNA. Tre, quattro ore di sonno decente. Mal di testa. Qualche ricordo sfasato della sera precedente. In bocca il solito sapore di alcool e pesca. Sigarette. Indosso i primi vestiti che mi capitano. Per fortuna il trucco di ieri ancora regge. I capelli basta spettinarli un po'. E chi se ne frega se il viola sta scolorendo. Giulia cammina svelta. Con gli anfibi che pesano troppo per le sue gambe cosi' magre. I jeans logori. La maglietta nera. La solita maglietta nera col teschio. Quella che indossa ad ogni concerto. Cammina svelta, e la catena che pende dalla cinta borchiata sembra scandire i suoi passi sull' asfalto. Asciuga le lacrime con le mani. Sperando che la matita nera non coli. Sospira. Al tabaccaio compra Marlboro. Rosse. Esce e ne accende subito una. Appoggiata a un muretto aspetta l' autobus. Nelle orecchie le cuffiette del lettore mp3. Skunk Anansie. E' da ieri sera che sta in paranoia. Le cene con i parenti sono ogni volta le stesse. Giulia cerca di svuotare il cervello da ogni singolo pensiero. Anche il più stupido. Ma non è facile quando quasi chiunque ti chiede che cazzo hai intenzione di combinare nella vita. E lei non ha mai la risposta giusta. Vuole solo continuare a fare quello che fa. Senza sentirsi dire che è sbagliato. Che è ora di crescere. Di pensare al futuro. E il suo futuro lei lo vede cosi' lontano.. Seduta negli ultimi posti Giulia non fa che guardare fuori. Ignorando il mondo che la circonda. Ripassa a mente i testi delle canzoni. Ma tanto anche stavolta dovra' leggerli. Finalmente arriva alla sua fermata. Scende. Accende la sigaretta che aveva gia' preso dal pacchetto. Il furgoncino dei Self-Distructions è parcheggiato nel retro del locale. Marco sta gia' scaricando gli amplificatori. Accenno un saluto muovendo la testa. Faccio notare la chitarra che ho a tracolla. Lo zaino. La sigaretta, e che non ho nessuna intenzione di dare una mano. Marco non replica. Si limita a seguirmi con lo sguardo. E continua con gli amplificatori. Entro. Percorro il coridoio stretto e buio. Sospiro. C' è silenzio, troppo, e il cervello automaticamente va alla discussione di questa mattina senza un preciso perchè. Ho ancora in testa le urla di mia madre che mi butta giu' dal letto. Perchè dormo sempre fino a tardi. Non faccio mai un cazzo a casa. Non studio. Non do mai retta. La musica non mi servira' a niente. E' solo un passatempo da adolescenti. Devo pensare al futuro. Buttare i vestiti da baby-troia. Smettere di frequentare gente poco raccomandabile, perchè se no presto finiro' su un marciapiede.. Sospiro di nuovo. Arrivo sul palco. Tiro fuori la chitarra. I cavi. E la mente si svuota. Collego gli effetti e il distorsore. Sorrido accorgendomi che non c' è un cavo intatto. Sono tutti "decorati" con del nastro adesivo nero. Poi mi fermo un' attimo a dare un' occhiata in giro. Il posto non è granchè. Il solito pub che cerca di attirare gente con musica live. Ma in fondo non mi importa. Mi basta suonare. Scroccare una cena e da bere. Vedo Morgana in giro per il locale. Parla con un tipo. Mi fa cenno di raggiungerla. E in tre secondi netti mi presenta il nuovo bassista. Capisco al volo il nome, Diego, poi Morgana lo trascina via. Non faccio in tempo a chiedere che fine ha fatto Rox che gia' sono spariti. Le prove. Marco siede dietro la batteria. Sistema lo sgabello e ricontrolla la scaletta. Morgana è gia' pronta con la sua chitarra. Parla ancora col nuovo bassista. Perfettamente a suo agio e conteno delle attenzioni di Morgana che gia' gli fa gli occhi dolci. Giulia sistema gli effetti. Il cavo del distorsore, che a volte non funziona. Sbuffa e spera che sta volta non ceda. Allunga la cinta della chitarra. Poi si sistema il microfono. I testi delle canzoni. Il locale è mezzo vuoto. Le luci sono un pò basse, e quei quadri con gli stemmi delle birre sono storti. Marco da il via. Giulia non è convinta del nuovo arrivato, ma pare non se la cavi male. Anzi. Diego è piuttosto bravo. Anche se non ha mai provato prima quelle canzoni, riesce a stargli dietro. Allora sto tipo non' è solo carino. Mi volto a guardarlo e lo trovo serio e concentrato, mentre Morgana se lo sta mangiando con gli occhi. Sorrido. La conosco troppo bene. So cosa ha in mente con quello sguardo. Prevedo dei bei momenti per tutti. Anche se le situazioni personali non dovrebbero influire sulla band, ma Morgana fa sempre di testa sua. La conosco da anni. E' fatta cosi'. E mi fido cecamente di lei. Continuo a cantare leggendo il testo della canzone. Perchè ovviamente non l' ho' ancora imparato a memoria. Scendiamo dal palco a festeggiare con gli altri. Pife richiede l' attenzione per un brindisi, mentre Ame continua a violentarci gli occhi fotografando ogni attimo. Beviamo e ridiamo come bambini. Le birre vuote che si accumulano sul tavolo stanno diventando troppe. Abbiamo occupato l' intera saletta. Alla fine ci ha raggiunto anche la Fra, con Sara, Moreno e compagnia. Quanto amo queste serate. Tra alcool, flash e amici. Nel garage/sala prove discutiamo della serata. Poca gente, ma alla fine abbiamo suonato bene. E Diego non se l' è cavata male. Con la band riunita facciamo una votazione. Risultato: Diego diventa bassista ufficiale dei Self-Distructons. Lui è contento, e Morgana pure. Lei che adesso è sparita con Diego. E gia' immagino il motivo. Marco: Il ragazzo non perde tempo! Ci guardiamo sorridendo. Buttiamo giu' un paio di birre. Esco e mi accendo una sigaretta. Dentro Marco prova qualcosa. Ora sono totalmente indifferente a tutto quello che mi circonda. Un' attimo in cui mi alieno dal reale. Fisso un punto a caso. Compio movimenti automatici. Come pre-impostati. Marco: Hey tutto ok?? Getto la sigaretta e rientro. Prendo la chitarra e improvvisiamo qualcosa insieme. Qualcosa degli Shandon. Perchè quando sto cosi', solo con certe canzoni riesco a riprendermi. Solo le parole di Olly possono arrivare fino in fondo allo stomaco. Stravolgerlo. E darmi quel senso di buon umore che spesso mi manca. Mi godo il momento. Quando suono mi sento come elettrizzata. E le fottute paranoie adesso non mi toccano. Io e Marco continuiamo pestando il piu' possibile, finchè non torna Morgana. Si accende una sigaretta e si sdraia sul divano. Ha un sorrisetto che parla da solo. Scuoto la testa. Morgana: Allora? Che ve ne pare? Giulia: Bè.. mi pare piuttosto bravo, no?! Morgana mi guarda scontenta. Non era quella la risposta che voleva. Ma è comunque daccordo. Per festeggiare passiamo al serata al Norman. A fracassarci le orecchie e le ossa pogando come matti. Distruggendoci il fegato bevendo alcolici come spugne e fumando a piu' non posso. La musica ha un volume pazzesco. Le pareti nere non aiutano le luci fioche. Il locale stasera è pieno. Corpi sudati in un movimento continuo. Mentre il DJ spara i Korn a stecca. E tutti esultano contenti della scelta. I ragazzi fanno avanti e dietro al bancone del bar. La serata procede tra cocktal, sigarette e balli scatenati. Spintoni e urla per sfogarsi un po'. E' una di quelle sere che sembra perfetta. Probabilmente per merito dell' alcool, ma a nessuno importa. Mentre ballano appiccicati e sudati. Si direbbe quasi contenti. Passano un pezzo dei Prodigy e i ragazzi impazziscono. Giulia e Morgana salgono su un tavolinetto. Niente sembra importargli se non ballare. E i ragazzi sotto pogano come dannati. Lanciandosi addosso a chiunque, continuando ad agitarsi con quel ritmo psicotico. Sono sfinita. Non ho piu' fiato. Mi manca l' aria. Devo sedermi. Mi sdraio su un divanetto, ma ho subito voglia di una sigaretta. Esco da un' uscita di sicurezza. Loris: Cosi' ti prenderai una polmonite! Gelo. Riconosco quella voce ancora prima di girarmi e guardare. Sudata nella mia magliettina stretta e corta mi rendo conto che ha ragione, ma non mi va di rientrare. Giulia: Pazienza.. Veloce trovo il pacchetto di Marlboro. Ne accendo una. Aspiro. Loris: Ancora suoni con quei due sfigati? Giulia: Cos'è.. il principio di una conversazione?? Loris: Hey, come siamo scontrose stasera!! Giulia: Guarda che non è cambiato niente dell' ultima volta.. Tempo tre secondi e gia' mi sto allontanando. Anche Diego è fuori. Faccio per avvicinarmi, quando mi accorgo che è in compagnia di una biondina. Non so perchè ma resto a guardarli. Forse è un' amica. O forse no. Dai loro attegiamenti non mi pare proprio. Poi li vedo allontanarsi verso il parcheggio. Finisco la sigaretta mentre gelo per un lieve vento notturno. Rientro e torno a ballare. Non prima di un' altra sosta al bancone del bar. Vedere Loris m' ha' scazzata di brutto. Non ci voleva. Ho bisogno di non vederlo. Della sua piu' totale assenza, ma non è facile se me lo ritrovo sempre intorno. E non mi va di rovinarmi la serata. Continuo a bere. Stufa della mia immagine riflessa allo specchio, decido di cambiare. Nessun colore particolare. Sono stanca di questo viola che continua a scolorire ogni giorno. Entro. Do un' occhiata veloce. Nero. Ecco il colore che mi si addice in questo momento. Semplicemente. Nero. Semplicemente. Io. E visto che ci sta bene, taglio una frangia molto corta, a lasciare scoperte le sopracciglia finissime. Morgana: Cazzo!! Non sembri neanche tu.. Giulia: Bè, in effetti hai ragione. Morgana: ..devo solo abituarmi all' idea che non abbiamo piu' i capelli dello stesso colore!! Ridiamo. Brindiamo. Con vodka alla pesca. Fuori. Su una panchina del parco. Con le felpe pesanti, perchè è sera e inizia a fare freddo. E noi iniziamo a bere seriamente. Poche parole. Lunghi sorsi al sapore di pesca. Finchè non arriva Diego. Diego: Figo il nuovo look!! Morgana: Bè, allora ciao, ci vediamo piu' tardi. E io resto sola. Con una bottiglia di vodka da finire. Mezza sigaretta che lentamente si consuma tra le dita. Mentre Diego e Morgana si allontanano di fretta. Butto fuori il fumo della malboro e raccatto il lettore mp3 nello zaino. Vado in cerca di quella canzone. The Fire. Ixis. E chiudo gli occhi quando Olly urla Music play by radio.. Fuori è quasi l' alba. Giulia è ancora davanti al pc. Con le cuffiette ascolta musica a palla. Mentre veloce con le dita sulla tastiera butta giu' qualcosa. Una canzone. Una storia. Un' emozione che ora le passa attraverso. Accende l' ennesima sigaretta. Poi si blocca. Forse ha finito. Forse è finita l' ispirazione. Controlla la posta, ma non c' è niente. Resta per qualche attimo a fissare il monitor. Poi stacca. Si butta sul letto continuando a fumare. Fissa il soffitto. Si sente invasa da una profonda malinconia. E gli occhi si riempono di lacrime. Questo silenzio è assordante. Dalla finestra filtrano i primi raggi di sole. Giulia si ripara sotto le coperte ancora vestita. Sospira. Spegne la cicca e chiude gli occhi. Loris. Anche lui alla fine è uscito dalla sua vita. Come suo padre. Come suo fratello. E il vuoto che sente nello stomaco è insopportabile. Come quella frase che inizia a darle il tormento. "Perchè scappano tutti da me.." Morgana ci costringe a suonare per una sua cugina. Una di quelle finte alternative che proprio non sopporto, che sia atteggia mettendo in mostra la cugina very alternativa che suona in una very band. Per i ragazzi non c' è problema. Alcool gratis. Belle fighe a cui rompere le palle. In totale minoranza il mio voto contrario non conta. Alla fine pero' mi prende bene. Chi se ne frega dei finti alternativi. Ci offrono la serata. Una cena. E alcool a volonta'. La tipa da una festa per i suoi 18 anni. Nella villa al mare del papa'. Con piscina e domestici. A due passi dalla spiaggia. Non è proprio il nostro stile. Tutti pero' sembrano adattarsi. Ceniamo con la festeggiata e i genitori. Io non parlo. Solo vino grazie. Spizzico qualcosa mentre mi diverto a guardare Diego. Eccolo difronte a me che fa gli occhi dolci alla tipa. E' proprio senza ritegno. Riuscissi io a fare come fa lui. Vievendo ogni giorno al meglio. Non creandosi paranoie o problemi per domani. Salgo sul palco abbastanza ubriaca. Abbastanza per evitare di andare in paranoia. Appena tocco la mia chitarra, la concentrazione è alle stelle. Fatico a tenere sotto controllo gli effetti del vino. Non cado. Non inciampo. Sono pronta. Gli altri sono ancora sobri. Qualche minuto per preparasi. Minuti che io uso per scazzarmi la serata. Non vorrei essere qui. Odio tutta questa gente qui sotto. I loro vestiti costosi. Quel profumo che lasciano quando passano, manco ci fossero caduti dentro. Il concerto riesce bene. Nonostante tutto, nonostante scazzi e alcool Giulia è perfetta. Gli basta suonare la prima nota con la sua chitarra per capire cosa deve fare. Suonare. Cantare. Urlare. E agli stronzetti di sotto piace. Ridono e bevono nei loro vestiti alla moda. Affamati di sesso e di stravizzi. Fumando e atteggiandosi a grandi uomini. Come se il mondo fosse loro. Ossessionati nel dimostrare quanto stanno bene. Quanto sono ricchi. Quanto sono migliori di tutto il resto. E non si rendono conto di quanto sono patetici. Ubriachi e rincoglioniti dal fumo. Dalla tv e da questa smania esagerata di apparire sempre e comunque. Il concerto finisce. Giulia sorride. Tutti corrono a fare il bagno di mezzanotte. E lei resta li. Sul palco. Con una birra e una sigaretta. Finalmente sola. Gironzola un po' per la casa. Vuota. Mentre in lontananza i ragazzi fanno un gran casino. Arriva alla piscina privata. L' acqua è limpida e rispecchia le luci tutte intorno. Toglie gli anfibi e si bagna i piedi. Col naso all' insu' continua a bere e fumare. Pochi minuti di tranquillita'. Arriva qualcuno. Sento i passi venire verso questa direzione. Diego. In mutande. Completamente fradicio. Uno sguardo. E subito torno a fissare per aria. Diego: Comè che sei tutta asciutta te? Ignoro la sua voce anche se intuisco al volo le sue intenzioni. La sigaretta è finita. La birra pure. E adesso anche la tranquillita'. Diego: Che dici, ce lo facciamo un bagno? Nessuna risposta. Diego: Hey!! Almeno potresti rispondere.. Respiro e conto fino a dieci per evitare di mandarlo a fanculo. Dopo tutto, è il bassista della band. Grave errore. Mi volto a rispondere e me lo trovo incollato davanti. Spalanco gli occhi. Mi afferra per le braccia cercando di buttarmi in acqua. Per fortuna non cedo. Giulia: Lasciami stare, non ho voglia di.. Qualcuno scivola. Che sia io o lui non sè capito. Cadiamo in acqua come due salami. Riemergo e gentilmente lo ringrazio per il bagno. Giulia: 'fanculo idiota!! E' cosi' che tutto è iniziato. Un po' per caso. Un pò per noia. Tra alcool, droghe e sesso. "Vuoto dentro e fuori dove sei? con chi sei? scegliere nonè possibile Odiami per questo ma non te ne andare resta qui resta con me.." |
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