STORIE
I'm not ok


"fa come cazzo ti pare, ma poi non venire sotto casa mia a cercarmi!!"
Chiudo la chiamata. Sclero mentale. Non verrò più a cercarti.
Accendo una sigaretta. Si prospetta un' altro sabato del cazzo.
Cerco facce conosciute, ma in realtà cerco qualcun' altro. Qualcuno che mi somigli. Inesistente. Chemical Romance ancora in testa. Cerco di isolarmi da tutto il resto. Un passo avanti all' altro. Cammino. Dove diavolo sto andando? Che cose' che cercavo..

Torno all' ambientazione reale. Troppo presto.

Vorrei solo giocare un pò. Lettore cd a palla. Mal di testa che ignoro. Aspiro nervosamente la sigaretta. Cammino ancora.
Vorrei restare ferma. Mentre tutti gli altri mi passano attraverso. Così. Solo per un po'. Scusa Stè.

Caffé a volontà. Sigaretta. Cerco di svuotare la mente. Alzo al limite il volume. Il barista che mi osserva.. Solo perchè ho i capelli rosa e qualche piercing, non vuol dire che sia una teppista. 'FANCULO. Cazzeggio col telefono. Neanche i soldi per uno squillo. Fa freddo. Quasi mezzanotte. Sguardo perso. Osservo solo gli anfibi lenti sull' asfalto.
Trovo Sara e compagnia al solito bar. Serata al Red Zone. Rivedo Sick Boy. Facciamo due chiacchiere. Balliamo. Ci sbronziamo. Sempre la solita storia.

Mal di testa post sbronza. Chiamata anonima.

La sua voce mi arriva dritta al cervello. Non l' ho' ancora dimenticata. Risentire Max dopo così tanto mi fa uno strano effetto. Dove sei stato? Cosai hai fatto? Perchè mi stai chiamando ora?

Resto in silenzio. Lui che parla.

Decisione da prendere al volo. Non ci penso poi troppo. "Passi a prendermi?"

Cose' cambiato dall' ultima volta? Sembri lo stesso di 2anni fa. La stessa espressione dannata. E il mio cuore riprende a battere. Amore? Paura? Sconcerto? Nirvana dallo stereo. Giriamo per la città. Io non parlo. Accendo un' altra sigaretta. Ci scambiamo sguardi. Mezzi sorrisi. Occhiate interrogative.

Aspiro con più violenza. Sento tutto quel fumo in gola, che mi arriva fino in fondo.

Entriamo in un bar. Due birre. Prendi fiato per dire qualcosa.

"..non voglio sapere niente, mi basta che sei qui."

Butto giù un sorso di birra. Continuo a fumarci sopra. Arrivano amici. Resto indifferente. Vado in bagno. Che ci faccio stasera con lui? Ma il cervello è in stand-by. Non risponde. Mi muovo per inerzia.

Appesantisco il trucco nero. Sistemo i capelli ormai di un rosa scolorito. VOGLIO ESSERE FIGA.
Un' altra birra, poi si parte. Destinazione Tenax. Socchiudo gli occhi. Cerco di immaginare cosa accadrà.. Ancora la solita storia. Lascio in macchina giacca e maglione. Esco in reggiseno anche se fa un freddo boia.

Cocktail superalcolico per riscaldarmi. Per rilassarmi. La sua presenza mi innervosisce. Continua a non parlare.

Ballo per un po'. Da sola. In mezzo al resto della gente. Alcool che circola nelle vene. Ne voglio ancora. Sto iniziando a divertirmi.

Apro gli occhi e vedo appannato. Non capisco. Un letto sfatto. Corde ai polsi. Brividi.

Passo a trovare Sara. Mi vede e capisce al volo. "Adesso ti sistemo i capelli."

Sfilo gli occhiali da sole. Sara non fa domande sul perchè ho un' occhio nero. Lividi ai polsi. Mi tinge i capelli raccontandomi del suo ultimo viaggio. Fingo interesse. In realtà sono invidiosa. Non ho un soldo. E poi non sono dell' umore adatto.
"Suoni ancora la chitarra elettrica?"
"Qualche volta.."
E i miei pensieri si perdono. Frammenti di immagini. Di concerti. Ricordi. Ricordi Zoe? E Flo? Ricordi quando avevamo una band? Facevamo un casino assurdo. Suonavamo in posti sconosciuti. Vuoti. Rimediavamo appena da bere. Provavamo fino a notte. A volte suonavamo sbronze. Litigavamo per i miei testi allucinati. E poi tutto finiva con una risata. Dove sono finite le Insanity Girrrl? Sono l' unica ad essere sopravvissuta al tempo che avanza? Vorrei solo ritrovarmi in me. Non ho più rivisto nessuna..

Strafatta d' erba non azzeccavo un' accordo. Zoe era diventata insofferente alla mia non costante lucidità. Flo si era proprio stufata del mio comportamento menefreghista.

Ennesima lite che determina la morte di un sogno. The Insanity Girrrl are death.

Così, in un' attimo. Tutto finisce. Progetti, ambizioni, passioni spazzate via. Non sono pronta per le responsabilità. Non ancora.. Forse non lo sarò mai..

Ringrazio Sara. Per avermi fatto ricordare. Perchè ho capito. Non importa il colore dei capelli. I jeans strappati o i piercing. Quello che importa è nel cuore e nell' anima. E il mio cuore ormai si è trasformato in pietra. L' anima non mi pare di avercela, o se c'è, è ben nascosta.

David Bowie mi separa dai rumori esterni..but nothing will keep us toghether we can be heroes.. just for on day..

Cellulare che squilla. Rispondo sclerotica.

"VAFFANCULO STRONZO..è solo per quello che sei venuto a cercarmi?"

Il livido all' occhio non è ancora sparito. Resterà comunque il dolore di aver commesso uno sbaglio. Il solito. Fidarsi di Max.
"Una volta era per quello che venivi a cercarmi.."
"Il tempo passa, ora sono cambiata.."
"A me non sembrava, sei stata.."
Chiudo la chiamata prima che finisca la frase. Cammino. Inizia a piovere. Cammino.. Mani in tasca. Sosta al primo bar. Esco con una bottiglia di vodka alla pesca. Cammino. Bevo. Fumo. Lascio che mi piova addosso. Cammino ancora..

Sono sotto casa di Stefano.

Mi riparo nell' atrio del palazzo. Non ho il coraggio di suonare il campanello. L' ultima volta l' ho' fatto incazzare di brutto. Non posso riapparire così. All' improvviso. Ma la disperazione sta crescendo. Vorrei chiamarlo, ma confermerei la sua teoria che non sono cambiata.

Ho i brividi dal freddo. Ancora vodka nello stomaco. Accendo una sigaretta. Mi appoggio contro un muro. Penso. Rifletto. Sclero. Aspetto ancora un po'. Si fa sera.

Faccio uno squillo. Dopo 5 minuti Stefano richiama. Cazzo che situazione di merda. Non vorrei chiedere aiuto, ma non so che fare.. Bevo. Rispondo.

"Che è successo sta volta!? "
"..no, non è come pensi, io.."
"Ho visto Sara..Almeno a me risparmia le stronzate.. "
".."
"Allora?!"
".."
"Almeno dimmi dove sei.. "
"..sono qui sotto.."
"..dai, sali.. "
Stefano apre la porta. E io sono li davanti. Col telefono ancora all' orecchio. Fradicia. La bottiglia di vodka scolata. Non trattengo neanche le lacrime. Tanto si confondono sul viso bagnato.
L' appartamento di Stefano è sempre lo stesso. Mi dà la sensazione di essere a casa. Mi presta dei vestiti asciutti. Ci beviamo una birra stravaccati sul letto. La tv accesa come sottofondo.

"Sei sempre la solita casinista..perchè non riesci a stare lontana dai guai?!"
"..intendi lontana da lui?"
E con uno sguardo ci intendiamo. Con uno sguardo ti chiedo scusa per l' ultima volta.
"Sai che puoi restare quanto vuoi.."
Sorrido. Lo abbraccio stretto.
Lo guardo allontanarsi mentre risponde al telefono. Alza la voce.
"NO, ho da fare..Ho detto che ho da fare!!!"
Valentina.. Se sapesse che sono qui lo ucciderebbe. Non mi ha mai sopportata.
Niente è cambiato da allora. So già che dovrò andarmene al più presto. Stefano rientra. Sbuffa.
"Era lei?"
"..già."

Passiamo la sera davanti alla tv. Un paio di birre e pop-corn. Mi sento sollevata. Tranquilla.
Mi sveglia il cellulare che suona. Fisso lo schermo che lampeggia. Attimo di indecisione.. Stefano me lo toglie dalle mani. Risponde.
"BRUTTO FIGLIO DI PUTTANA vuoi lasciarla in pace? Giuro che se ti becco ti faccio il culo!!"
Riattacca. Lancia il cellulare sul letto. Va in cucina. La sveglia segna le 11e23. Non mi sembra di aver dormito tanto. Resto ancora un pò sotto le coperte.

"..senti, io devo uscire.. non è che fai come l' ultima volta.."
"..èh?"
"Che sono tornato ed eri sparita?.. perchè sta volta puoi scordarti questo indirizzo.."
"Mi porti le patatine?"
Un sorriso ed esce. Resto a letto ancora un po'. No. Sta volta non me ne andrò di nascosto. Ho voglia di restare. Di starmene tranquilla. Ne ho bisogno.
Faccio una doccia. Infilo una maglietta di Stefano. Cammino scalza sulle mattonelle gelide. Sbircio nel frigo.
Suonano il campanello. Apro.
"TU? Che ci fai qui?"
"..no, io.."
E in quell' attimo Stefano rientra. Resta a litigare con Valentina sul pianerottolo. Incazzata nera che urla come una matta. Poi se ne va mentre Stefano la manda a fanculo.
Mi sento terribilmente in colpa. Qualsiasi cosa faccio si rivela un casino. E anche quando non faccio niente succede sempre un disastro.
"Mi dispiace.. forse è meglio se.."
"Non ti preoccupare.. ho detto che puoi restare no?!
"Si ma, io non voglio crearti casini.."
Ed è stato allora. Quando mi ha preso il viso tra le mani. Mi ha dato un bacio sulla fronte. E' stato allora che ho sentito qualcosa allo stomaco. E il sangue sempre più bollente scorrermi nelle vene.
"E' nuovo quel tatuaggio?"
E con un semplice sorriso tutto torna normale. O almeno quasi. Tutto.

Trovo un' annuncio su un giornale. Cercasi chitarrista per rock band femminile. L' ultima volta non è finita troppo bene. Forse però questa volta.. Chiamo.

Poi passo in quella nuova fabbrica. Dalla settimana prossima sto in prova. Potrò sdebitarmi con Stefano pagando metà delle spese. Saldare il conto da Sara. E magari fare un viaggio.
Fa un freddo cane stasera. Mi stringo nel giubbetto di pelle. Mani nelle tasche di jeans strappati. Convers. Quelle nere bucate. E i capelli che tornano a scolorirsi. Dove cazzo è sto posto?!

Arrivo davanti a un garage. Esce della musica. Una scritta sulla porta. "Violet at working". Resto a fissarla. Forse non ho bisogno di questo. In mente scatti di momenti passati. Zoe e Flo.

"Hei, sei tu quella che telefonato per l' annuncio?"
"..si"
"Piacere, io sono Erika. Entra che ti presento le altre."
Troppo tardi per andarsene. Sono fregata. Mi fanno provare qualche pezzo. Non do il massimo, ma alle ragazze piaccio lo stesso. Non so se accettare. Potrei combinare un' altro casino.. Meglio pensarci sopra.

Inizio a lavorare. Saldatrice in una piccola fabbrica di periferia. Turno di notte. Gli occhi che bruciano. Dal sonno. Dalla polvere. Non vedo l' ora di tornare a casa. Da Stefano. Addormentarmi accanto a lui in un letto enorme.

La sveglia segna le 18e15. Voglia di alzarsi pari a zero. Sento Stefano rientrare.
"Sei ancora a letto? Non posso crederci!!"
"Non scocciare, oggi è sabato.."
"Alza quel culo e datti una sistemata.. stasera esci!!"

Svogliatamente mi cambio. Infilo gli anfibi. Esagero con l' eyeliner. Un pacchetto di sigarette in tasca. Una birra. Solo così posso uscire. In macchina i My Chemical Romance. Parcheggiamo. Leggo un manifesto. "Shandon in concerto.. bla bla bla.." Da quante' che non venivo a sentirli dal vivo?!

E' ancora presto. Compriamo birra. Ci sediamo in un angolo a bere e fumare. Arriva altra gente.
"..e con Valentina?"
"..mmm, vuoi rovinarmi la serata?"
"E' che mi sento in colpa e non.."
"Dai che tra poco iniziano."
Ci avviciniamo al palco. Troviamo Sara e la sua cumpa. Iniziano. Dopo l' intro di Sixtynine, parte Wrong Way. Tutti contro tutti tra pogo e spintoni. E come per magia la mente è vuota. Nessun pensiero. Solo buttarsi nella mischia urlando a squarciagola. Tra una canzone e l' altra vado a prendere da bere. Accendo una sigaretta. Fa un caldo infernale. Esco a prendere aria. C' è altra gente fuori. Mi siedo sul marciapiede. Non mi va di rientrare. Ma sto bene.

Mi perdo in strani pensieri. Gli Shandon ancora che suonano. Avverto una presenza accanto a me. Non giro neanche la testa. Riconosco la fisionomia. E non mi sembra vero.
"Non credevo ti piacessero gli Shandon?!"
"..sono qui per.. diciamo per lavoro."
Mi alzo e torno dentro. Indifferente alla sua richiesta di restare. Più cerco di allontanarmi e più lui mi raggiunge. Torno da Stefano. Heaven in hell. Scuoto la testa a ritmo Shandon. Cerco di scacciare dalla mente quell' ultimo incontro. Sento le lacrime agli occhi. Non tento neanche di trattenerle. Saltando e pogando mi scontro con Stefano. Uno sguardo. Mi trascina fuori.

Max è ancora li in giro. Stefano se ne accorge. Rallenta e lo fissa.
"..portami via.. ti prego.."

Mi sveglio per il pranzo. Il trucco colato. I capelli arruffati. Tanto so che Stefano non bada a queste cose. Giro per casa in mutande e t-shirt dei Prozac. Lui già a tavola. Si passa oltre la storia di ieri sera.
"Sono contento che sei rimasta.."
Sorrido.
Passeggio in un supermerkato. Prendo cose a caso. Lettore cd a palla nelle orecchie. My Chemical Romance. L' aria spaesata. Soffio via i capelli sugli occhi.

Mi scolo una birra prima di arrivare al garage delle "Violet". Suoniamo qualcosa per passare il tempo. Improvviso.
Yesterday never came in back
I'm not ok, and you know..
Tell me, tell me a new story,
I'm so tired to stay here..
Teke my hand and take me away..
Away..

Ancora troppe cose da fare. Poca autonomia. Vestiti sparsi a terra. Il pranzo da preparare. Stefano è partito. Sarà fuori una settimana per lavoro. Saltello scalza fino al frigo. Prendo la bottiglia di vodka e torno sotto le coperte. Accendo una sigaretta. Televisione accesa come sottofondo. Aspetto che mi chiami Stefano.



FINE



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