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Heaven in Hell Capitolo II Sangue Il tempo è passato. Ma io non me ne sono neanche accorta. Sarà una vita che non ci vediamo. Che non ci sentiamo. E adesso tutto è più difficile. Me lo ricordo. Ti devo ancora delle scuse. Anche se sono passati mesi. E forse non hanno più tanto senso. Ma che importa. Per me niente ha più un senso. A parte te. Sul palco sembri ancora più bello. E mi stupisco di accorgermene solo adesso. Cerco di avvicinarmi tra la folla che urla e spinge a destra e sinistra. Poi sento quelle note. Quelle parole. La tua voce. Ancora.. ..never fear to suffer, never hide behind a smile, never cry without a sound.. La mente collassa. Invasa da immagini di anni passati. Sensazioni. Emozioni. Profumi di serate insieme aspettando l' alba. E gli occhi si inumidiscono. Ma non piango. Non piango più ormai. Resto nel mezzo trascinata dagli altri intorno. Le labbra serrate. Anche se dentro sto urlando insieme a te. Sono qui. Puoi sentirmi?? Sono qui. Sono qui per te.. Ma poi la canzone finisce. E ho un disperato bisogno di fumare. Di bere. Ma non troppo. Voglio essere cosciente. Almeno stasera. L' aria fresca di settembre. La notte. Le stelle. Il tuo concerto. E poi io. Io. Chi sono io? Siedo su un muretto. Incrocio le gambe. Accendo la sigaretta e chiudo gli occhi. Io. Di nuovo Io. e non so che fare. Magari non ti interessa più salvarmi. Adesso che ne ho così bisogno. Adesso che lo voglio davvero. Il fumo mi va negli occhi. E mi convinco che è per quello che sto piangendo. Ma dura solo un' attimo. Il concerto è finito. Un sacco di gente si riversa fuori. A fumare. A bere. A ridere e scherzare con gli amici. Osservo e sono l' unica da sola con la faccia triste. Fanculo.. Butto la cicca a terra senza spegnerla. Scazzata. Intravedo Maia. Per un attimo ci ripenso. Ma poi faccio per andarmene. Perchè tanto so che non concluderò niente. E stasera mi sento uno schifo. Peggio del solito. Meglio tornarsene a casa. Dormirci sopra. Berci sopra. - Giulia!! Cazzo. Sono fregata. La tipa mi ha riconosciuta nonostante abbia finto di non vederla. E adesso sono qui. Al party-after-concerto. Trascinata da Maia che mi costringe a salutare vecchie conoscenze di cui avrei fatto a meno. Finché non arriviamo a te. Preso ancora a firmare autografi. E' un' attimo. Ti sei accorto di me. E dalle tue labbra sparisce il sorriso. E' un attimo. E tutto il mondo sembra mi stia crollando addosso. Non sono piu' la ragazzina sfacciata e sicura. Capace di ripresentarsi dopo 1000 casini come niente fosse. Con gli occhi cattivi. Intenta a non cadere. A interpretare la riot-girl per eccellenza. Sospiro. Volto lo sguardo. Qualche passo indietro. Mentre la musica sfonda i timpani. Il vociare è insopportabile. E io mi sento persa tra gente che conosco. Chi sono? Che faccio qui? Perchè sono qui.. Sospiro di nuovo. Mi prendo una birra. Esco. Ma c' è troppa gente anche qui. Mi allontano appena un pò. Sorseggio la mia birra chiedendomi perchè non me ne vado. Basterebbe muovere un piede. Poi l' altro. In qualsiasi direzione. Mi risparmierei tutta questa agonia. Ma forse non mi va. Ok. Basta frignare. Sono qui per un motivo. Butto giù l' ultimo sorso di birra. Mi volto per tornare dentro. Ma non ce né bisogno. - Guarda chi si rivede.. All' improvviso la determinazione di prima sembra sparita. E non riesco a dire una parola. Riesco solo a guardarti sorpresa e colpevole. - Bè!! Non mi saluti neanche? Cazzo, reagisco peggio di quando stavo in fattanza. Se non mi riprendo penserai che lo sono anche adesso. - Hey.. ti trovo bene.. Non è granché, ma per il momento è il massimo che riesco a dire. Mentre continuiamo a fissarci. Studiando ogni singolo movimento. Ogni singola reazione. Ti ho ferito. Lo so. E mi sento una stupida. - Allora.. sei qui con qualcuno? - Ham.. no. -E il tuo principe azzurro? Colpita. Affondata. Così. Se stai cercando vendetta, è la strada giusta. Guardo oltre accennando una risposta sensata. -No, io sono qui da sola.. Sembri un pò sorpreso. Ma poi continui a parlare. Come niente fosse. Come sto. Cosa faccio.. Tutte domande di cui so la risposta ma alle quali non ero preparata. -Mi ha fatto piacere rivederti.. adesso però devo andare. -Aspetta! Ti volti sorpreso. E lo sono anche io. Perchè forse finalmente stasera riuscirò a concludere qualcosa di buono. La tua stanza d' albergo. Un caos infernale. Non sei mai stato un tipo ordinato. E mi viene da sorridere. Sul comò c' è la scimmietta porta fortuna. Ma prima di immergermi nuovamente nei ricordi, mi giro. Prendo fiato e provo a mettere insieme un discorso che abbia una suo logica. Ma non riesco a dire neanche una parola. Perchè sei vicino. Troppo. E il mio sistema emotivo non regge. Collassa del tutto appena sento che mi sfiori le labbra. Non era questo che volevo. Non era per questo che sono venuta fin qui. Tremo Che cavolo sto facendo? No. No. No. Cosi va tutto a puttane. Di nuovo. Ma non reagisco. Invasa dai sensi di colpa. Illusa che forse così potrai perdonarmi. Chiudo gli occhi. Niente a più senso quando ci sei tu. Niente a più senso a parte te. |
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