STORIE
Diesel Power


Qualcuno che bussa alla porta. Verdena still on my mind.12:45 Sarebbe anche il caso di alzare il culo dal letto. Ho perso la cognizione del tempo. Accendo lo stereo. Mia madre strilla che è pronto a tavola.

".. qualcosa non va, qualcosa in me.. e sudi.. "

Prima di scendere, mi scatto una foto in mutande. Quelle nere con il teschio. Colazione e pranzo insieme. Rincoglionita dal sonno. Da chiacchiere INUTILI che non vorrei sentire. Le brave bambine vanno in paradiso. Quelle cattive vanno ovunque. Non so perchè mi torna in mente questa frase. Ora.

Giù di corsa in garage. Davide è già li che aspetta. Sigaretta in bocca. Occhi gonfi. Non sono l' unica ad aver fatto tardi. Prende posto alla batteria. Un' attimo che accordo la chitarra. Sistemo gli effetti. Sono pronta.

Strillo davanti a un microfono scassato. Il suono che esce dall' amplificatore è uno schifo. Urlo più forte. Davide ci da dentro di brutto. Ennesimo paio di bacchette andate.

Indosso qualcosa a caso. Anfibi. Una Chesterfield in bocca. Pensieri. Tempo che non passa.

Piuma. Verdena. Ogni volta che la ascolto si installa automaticamente nel cervello. Repeat on. E non posso fare a meno di canticchiarla mentre guardo fuori da un' autobus.

Arrivo al negozio di musica. Mi perdo guardando chitarre e attrezzature che non potrò mai permettermi. Il tizio ormai mi conosce. Mi lascia provare una Fender stratocaster nera. Simile alla mia solo nell' aspetto.

La mente si svuota. Entro in modalità rock-star. Devo crederci. Voglio crederci.

Uno stadio immenso. Gente sparsa che urla. Il sibilo della chitarra che zittisce tutti.

Sto fissa davanti al monitor del pc da un' ora. Sempre lo stesso video. Drain the blood. Brody is fantastic. A volte cerco di assomigliarle. Ma siamo troppo lontane. Cado in uno stato di malinconia cronica. Salto la cena. Scendo in garage. Silenzio. Solo il suono grezzo e stridente della mia chitarra. Scrivo sul muro qualche frase.

Phoe is calling.
"Hey tipa stramba che combini?"
"Le solite cose.. te?"

Ci annoiamo insieme in un pub. Tra sigarette e birre. Musica. E responsabilità sempre più incombenti. Ci perdiamo in vecchi ricordi. Il nostro primo tatuaggio. Quando facevamo sega e andavamo a fumare dietro i cessi. Quella volta in piscina alle 2 di notte. Basta. Voglio smettere di ricordare. Voglio essere ancora li. Rifare tutto da capo. Nessuno ascolta.
Un' altra birra. Posacenere pieno di cicche. Fumo ancora.
"Phoe che sta succedendo? Mi sento persa.. "
"Tranquy, ho riparato il basso, domani sono dei vostri.."

Il locale è ormai vuoto. Le cameriere iniziano a tirar su le sedie. E' ora di andare.

Parcheggio davanti casa. C' è quello strano profumo che sa di notte. Che detesto. Ci fumo sopra mentre scendo in garage. Nella stanzetta col pc trovo Davide. E' li che lavora ai miei testi. Valvonauta in sottofondo. Prendo una coperta e gli faccio compagnia. Finiamo addormentati sul vecchio divano.

Un cellulare che suona. Promemoria. Davide se ne va a lavoro. Io resto sola con la coperta. Non mi va di tornare su.. Sto bene qui. Ancora per un po'.

Mia madre mi trova un lavoro. Call center. Per quattro ore al giorno ascolto scleri di sconosciuti.

Emozioni da reprimere. Istinto violento da domare. P A U S A. Caffé e sigarette. Due o tre. Ancora al telefono. Un tizio chiede cose che non comprendo. Riattacco. Chi se ne frega.

Garage. Formazione al completo. Strillo così tanto che il microfono ondeggia. Non riesco a sentire Phoe. Il cavo dell' amplificatore è andato. Si stacca di continuo. Mi perdo.

"Cazzo Phoe vuoi riparare quel cavo!?!"

"Sta zitto, e pensa a non rompere niente sta volta!"

Ricominciamo dal primo ritornello. Riusciamo a concludere con una certa decenza. Non è da noi.

Dopo un' ora facciamo P A U S A. Sigarette. Chiamate, squilli, messaggi al cellulare. Mi siedo per terra. Fumo. E sorprendo Phoe a fissare Davide che si scola una birra in un modo che non mi aspettavo.

Proviamo ancora. Cover dei Nirvana a volontà.

Bussano. Giorgio, Claudia, Elisa. Concludiamo le prove con Ain't it a shame.

Mollo la chitarra nell' angolo. Scrocco una sigaretta a Phoe. Mi chiudo nello stanzino del pc. Apro la cartella testi.

"Le ultime cose che hai scritto non sono male.. "

Davide si siede sul vecchio divano. Si accende una sigaretta.

 

riempi i miei vuoti

colpisci fino alle ossa, fragili

uccidi l' istinto nascente

sputa via i ricordi come un veleno

 

avvelenami

 

vuoi essere ancora vivo, perchè?

esce sangue dalle vene, ma sto bene

ancora una volta

ancora una volta

 

avvlenami

 

"Pero' spero di non essere io ad ispirarti ste cose cazzo!!"

E ci scappa un mezzo sorriso. Davide torna di la. Spengo la cicca per terra. Dall' altra parte del muro sento ridere. Parlare. Resto ancora chiusa nello stanzino.

 

Heartbreaker. Nirvana come ossigeno per respirare.

Phoe's home. Seduta sul letto. Muovo la testa a ritmo di musica. Phoe torna con una bottiglia di vodka. Chiude a chiave la porta senza farsi sentire. Ci scattiamo delle foto. Tutte e due in mutande e t-shirt. Scalze. We love trash things.

Tira fuori qualcosa da sotto il letto. Una stagnola.

"Sta sera festeggiamo."

Prepariamo le strisce su uno specchietto. Usiamo una carta da 5 per tirare. Brindiamo con la vodka. Mettiamo su un film. Velvet Goldmine. Vorrei usare questo momento per essere seria. Pensare. Non ci riesco. Sfilo una sigaretta dal pacchetto di Marlboro.

"..e quel tipo di Milano? L' hai più sentito?"

"Chi? ..No, non mi pare.. e te? Quel tipo di sabato sera era abbastanza strambo?"

"..mm non lo so, forse.. mi ha lasciato il suo numero.. "

"Pensi di chiamarlo?"

"..."

 

Silenzio. Tiriamo e brindiamo con la vodcka alla pesca.

 

"E tu? Pensi di dirglielo a Davide?"

"Cosa? Che dovrei dirgli? Perchè dici questo?"

"Dai a me non puoi nascondere certe cose.. "

"E va bene.. ultimamente non faccio che pensare a lui.. "

"Phoe ma ti rendi conto!! Stai parlando di Davide! Del nostro Davide!!"

"E' strano.. lo so, non so come spiegare.."

".. sarà meglio andare!! "

 

Un' atro tiro di coca. Finiamo da bere. Su i jeans. Eyeliner. Sigarette. Pronte per uscire.

 

Pranzo della domenica con gli zii. Un' incubo. Mia madre prega che mi vesta decentemente. Di non esagerare col trucco. Di pettinarmi come un essere umano. Quando mai le ho dato retta?!

Subisco con indifferenza i soliti commenti. In ordine: sul piercing alla lingua, al labbro, al naso. Sui tatuaggi al braccio destro e sinistro e quello piccolo a cuore sul polso. Lo stesso che ha Phoe. Sul mio tempo sprecato in garage. Sugli amici che frequentano il garage.. Cerco di annacquare i discorsi col vino a tavola. Troppo leggere per il mio stomaco che ormai va solo a vodka.

 

Rientro dopo un' appuntamento del cazzo. Un tizio conosciuto in discoteca. Non so neanche perchè l' ho' chiamato. Probabilmente ero ubriaca. Una costante delle mie ultime serate. Guardo l' orologio. Presto per rintanarsi sotto le coperte. Sfilo una sigaretta dal pacchetto delle Chestelfield. Cammino puntando i piedi contro l' asfalto. Cammino. Cammino. Accendo un' altra sigaretta. Lettore cd a palla nelle orecchie.

 

Un autobus che viaggia troppo lento. Ho voglia di MuOvErMi. Sfogarmi. Urlare davanti a quel microfono scassato. NON RESISTERO' ANCORA PER MOLTO. Il tizio inizia a farmi squilli sul cellulare. 'Cazzo vorrà poi.. Un messaggio da Davide. Ciao bimba cattiva, che te ne pare se facciamo una serata venerdì prossimo al Queen? Non rispondo. Chiamo.

Cazzo sto proprio di merda. Dove sei? Ci vediamo?

 

"..è che continui a frequentare tipi sbagliati.. non puoi aspettarti granché da uno conosciuto in discoteca.."

"..non lo so.. comincio a essere stanca.. stanca di tutto.."

"Cazzo sei troppo giovane per essere stanca.. poi stanca di che?"

".. stanca di me.."

"..."

 

Riusciamo a suonare in quel pub. Speriamo che l' attrezzatura non salti come solito. Ripasso i testi. Ho la tendenza a dimenticare le parole. Accendo una sigretta. Stringo gli occhi per evitare il fumo. Chiamo qualche amico. Mi assicuro un pò di pubblico a favore. Io e Davide carichiamo l' attrezzatura nella sua vecchia alfa. Poi di corsa a prendere Phoe.

Solita storia. Suoniamo in cambio di qualche birra gratis. Qualche applauso. Tra una canzone e l' altra Davide scherza con quelle quattro persone che ci stanno ad ascoltare. C' è una tipa dai capelli rossi che gli fa dei versi con la lingua. Davide gli da spago. Phoe lo sfotte perchè la tipa è una ragazzina. Litigano ancora.

 

Riusciamo a concludere la serata senza che nessuno abbandoni il palco. Davide si ferma a parlare con la tipa rossa. Lancia delle occhiatine a Phoe che è super nevrotica sta sera.

"Guarda quell' imbecille.. "

"Dai, ti sta solo prendendo in giro."

"Mi da ai nervi quando fa cosi.. "

"Vi vedo proprio bene insieme.."

 

A fine serata, Phoe si fa riaccompagnare da un suo amico.

Io e Davide in macchina. Negazione in sottofondo. Finestrino aperto per non soffocare dal fumo di sigarette. Non c' è bisogno di parole. Solo di sigarette.

Torniamo in garage. Forse le 3, le 4.. Stanchi. Alticci per le birre. Accendere lo stereo. La mia prima azione. Piuma dei Verdena. Davide è in vena di scherzi. Mi prende per un abbraccio. Mi costringe a ballare un' improbabile lento. La testa che gira. Fermati ti prego!!

 

Sorride. Sguardo languido. Non reagisco mentre si avvicina. Mi bacia. Chiudo gli occhi e basta.

 

Nella vasca da bagno resto per ore a mollo. L' acqua bollente. Mi fisso sui miei piedi. Smalto nero. Dalla radio arrivano suoni distorti e confusi. Bagnata a piedi scalzi inserisco un cd. Uno dei tanti sparsi per casa. Partono gli accordi di Eyeliner. Un brivido. Secoli che non ascoltavo sto cd. Mi sento come paralizzata. Conosco l' influenza che avrà sulla mia mente. Eppure non mi muovo. Inizio a cantarla sottovoce.

 

..non sono mai come mi vorrei, ora sgomma.. così fai quel che puoi per me..

 

Sono per strada. Continuo ancora a canticchiare quella canzone.. le mi incolla.. lei mi incolla.. lei mi incolla..

Chiamo Davide. Meglio di no. Ho solo voglia di qualcuno che mi faccia compagnia. Di una presenza. Anche insignificante. Mi renderebbe più sicura. Sospiro. E mi guardo in torno. Cercando non so cosa. Sosta dal tabaccaio.

Cazzeggio col cellulare. Nomi ai quali difficilmente riesco ad associare un volto. Perso. Ogni contatto all' infuori del mio mondo. Non è colpa mia. Ma inevitabilmente resto sola. Colpa del mio "faccio solo quello che mi va di fare.." O del mio ostinato mutismo in giorni di luna storta. Passo oltre. Tutto ciò mi rende irrequieta.

 

Phoe is calling.

"Ma dove cazzo sei finita? E' una settimana che non ti fai vedere!!"

"Ho avuto da fare .."

"Ma lo sai che il tizio con cui eri uscita è venuto a chiedermi di te?"

"Ah si? "

"Senti, ma stasera proviamo!?"

 

Ascolto il rumore dei passi sull' asfalto. Mani nelle tasche dei jeans. Sguardo basso. Meglio non fermarsi a pensare. Ho perso la mia tranquillità.

Davide e Phoe arrivano insieme. Evito di guardare direttamente Davide. Proviamo. Immagino il vuoto intorno a me. Solo io in una stanza immensa. Deserta. Strillo e suono solo per me. Dimentico tutto il resto. Andiamo vanti così per un' ora e mezza. Una cassa che fischia. Davide e Phoe litigano ancora. Appoggio la chitarra al muro. Mi chiudo nello stanzino. Musica dal pc. Oxymoron.

 

Davide entra nello stanzino. Sbuffa. Phoe se né andata sbattendo la porta. Resto indifferente. Sento i suoi occhi puntati addosso.

"Io torno di sopra."

"Perchè?!"

"Sai dove lasciare la chiave."

"Dai, fammi compagnia.."

 

Sono già sulla porta. Esito un' attimo. Un' attimo di troppo. Mi ritrovo le sue labbra sulle mie. Non lo respingo. Mi lascio trasportare dal momento.

Mi risveglio nel garage. Sul vecchio divano. Mezza nuda. Davide li accanto. Merda. Questo mi costerà caro. Già lo so.

 

Rientro. Casa vuota. Spizzico qualcosa. Giusto per non avere i crampi allo stomaco. Inizio una bottiglia di vodka al melone. Nauseante. Ma non c' è di meglio. TV accesa per compagnia. Neanche ascolto. Inizia a girarmi la testa. Adesso si può. Chiamo Davide.

Stereo a palla. TV eye dei Wild Rats. Ondeggio per le stanze con la bottiglia di vodka in mano. Accendo una sigaretta. Spero di non bruciare niente sta volta. Chiudo tutte le finestre. Troppa luce non mi permetterebbe di essere reale.

Il campanello che suona. Non rispondo. Aspetto un po'.

Apro. Lo fisso un' attimo. E lui sta li. Non dice una parola. Sta li e mi guarda. Vodka in una mano. Sigaretta nell' altra. Cammino verso la cucina. Mi segue.

"Hai fame?"

Nessuna risposta. Davide mi prende la vodka dalle mani. Si scola quasi mezza bottiglia senza prendere fiato.

 

Nella mia testa le urla di Kurt Cobain in Moist Vagina. Mi butto tra le sue braccia. Facciamo l' amore sul tavolo della cucina. Poi nel mio letto.

E' dolce in una maniera che non merito. Non vorrei essere in nessun altro posto se non qui. Sto rischiando, lo so. Ma non penso oltre. Voglio solo godermi l' attimo tranquillo.

Non saprai mai cosa significa questo per me. Sospiro. Sempre più forte. Gli occhi lucidi. Grazie.

 

Passiamo la notte abbracciati. Sono ancora nel mio stato di tranquillità. Presto sarà mattina. Mi renderò conto della mia illusione. Forse ti odierò. Odierò questo momento.

Sfilo una sigaretta dal pacchetto a terra. Fumo al buio. Sto tremando. Ma non fa freddo. Spero non te ne accorga. Vorrei addormentarmi. Poi risvegliarmi senza trovarti. Significherebbe molto PER ME. Finisco la sigaretta. Scendo in garage.

 

Per fortuna non mi ha lasciato nessun biglietto. Sono ancora tranquilla. Questo mi insospettisce. Passo oltre. Accendo una sigaretta. Non riordino neanche. Esco. Senza sapere dove andare.

 

Camminare a testa alta. SEMPRE. COMUNQUE. DOVUNQUE. Abbondo con la matita nera intorno agli occhi. Converse. Un giro in centro per incontrare qualcuno. Gente che non vedo da tempo.

Inevitabile sensazione di falsità. Ipocrisia. Mi aspetta una serata del cazzo. Tra amici diventati conoscenti.

Non mi va di mangiare. Mi do all' alcool. Una sigaretta in bocca per tenermi tranquilla. Discorsi, risate che tento di escludere dalla mia mente. Non parlo e non mangio. In bagno ripasso il trucco colato. Me ne vado.

Accendo un' altra sigaretta. Rock' n' Roll.

 

Passo altre quattro ore a rispondere al telefono. Fame. Ascolto ma senza prestare attenzione. Niente musica a distrarmi dalla realtà. Mal di schiena. Che il tempo passi. Più in fretta possibile. Scendo un' attimo di sotto. Pausa sigaretta.

Fisso il vuoto. City of angels in testa. Altre ragazze scendono per la pausa. Non una parola. La voce di Brody continua nella mia testa. Please don't disturbe.

 

Davide passa a trovarmi. Non sono dell' umore che vorrei. Rispondo a monosillabi. Sguardo a terra. Sospiri. Resto sulla porta con una sigaretta tra le dita.

 

.. non sono mai come mi vorrei, ora sgomma, così fai quel che puoi per me.. strilla Alberto nella mia mente..

Lui che se ne va. Mai confondere l' amicizia con la voglia di sesso. Devo averlo letto da qualche parte. Non ricordo.

 

Ho bisogno di abbracci senza secondi fini. Di presenze notturne. Per non sentirmi ancora sola. Mi addormento in garage. Dal pc ascolto gli Shandon. Odio le notti di luna piena. Portano sempre delusioni. Irrimediabilmente accadrà qualcosa di brutto. La voce di Olly arriva diritta ai timpani. Trapassa le ossa. Il cervello. Una lacrima che scende.

 

Garage. Solo quella canzone in testa. Quelle parole.

..non sono mai come mi vorrei, ora sgomma, così fai quel che puoi per me..

Sigaretta spenta che pende dalle labbra. Dalla finestrella entra appena la luce del giorno.

.. così fai quel che puoi per me..

Un tormento. Non so il perchè. Queste parole mi seguono. Ovunque. Eyeliner. Colonna sonora di questi momenti astratti. Aspetto solo per occupare altro tempo. Confusione. Paranoie. Tutto si sta complicando. Troppo. Perderò qualcosa. E' inevitabile. Non farò niente. Come solito. Restare indifferente. Lasciare che le cose accadano. Che mi passino attraverso. Lasciando segni indelebili. Così.

 

Sto per esplodere. Sento la testa gonfia. Cerco qualcosa di tagliente. Aggiungo una nuova cicatrice alla mia collezione. Sembra quasi una farfalla. Il sangue che la ricopre la rende più viva. Nessun dolore. Solo lacrime. Lente e salate sulla pelle. Mi sento travolta. Non so dove ripararmi. Dove posso essere al sicuro. Tutto vacilla ormai.

Costringo gli altri a suonare Eyeliner. E sento quelle parole sempre più in me. Come fossero scritte per me. Mai niente mi descrive meglio. ..non sono mai come mi vorrei.. Ancora. Di continuo nel cervello.

Pausa sigaretta.

 

Phoe esce a prendere il pacchetto in macchina. Davide mi chiede di vederci stasera. Non so. Ho un brutto presentimento. Forse dovremo lasciar perdere. Sto rischiando grosso.

"Voglio solo stare un po' con te.."

Si avvicina per un bacio. Non vorrei. Ricambio. Phoe rientra.

 

"..CAZZO!!"

"Phoe aspetta.... non è come pensi!!

"Ah no.. e che CAZZO dovrei pensare secondo te?!"

 

Sguardi che mi colpiscono dritti negli occhi. Delusi e arrabbiati.

 

"Phoe perchè ti incazzi cosi'..... "

"Dai, non era niente... era solo un bacio... "

"FANCULO tutti e due.. che puttana... mi fai schifo!"

 

Se ne va. Lanciandomi contro quelle parole che mi lacerano dentro. E inizio a sentire le fitte allo stomaco.

Scende il silenzio. Non ho più parole che possano salvarmi. Sono fregata. Mi appoggio contro un muro. Scivolo giù. Fino al pavimento. Incrocio lo sguardo di Davide. Brividi.

 

"Solo un bacio........ solo questo?"

"Ok, c'è stato anche sesso.... e allora?!"

"Io credevo che tra noi ci fosse qualcosa..... qualcosa di più di un bacio o di semplice sesso..... "

"Magari ti sei sbagliato.........."

"Perchè mi dici questo?"

".........non so che altro dire.... "

"Cazzo Silvia possibile che non capisci??! Sono cotto di te dalla terza media, e adesso che le cose sembravano andare per il verso giusto, mandi tutto a puttana???!?"

"Davvero?!"

"..........ormai che importa.........."

 

Lui che se ne va. La porta che sbatte. Mentre inevitabili scendono le lacrime. Accendo una sigaretta.



FINE



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