STORIE
Come quando fuori piove


Il telefono che non squilla. Lo fisso sul tavolo. Niente anche oggi. Sempre e solo la solita noia.
Quella sensazione di vuoto. Che ci faccio qui? Ma dove altro potrei essere?
Sospiro.
Poche ore alla fine di un venerdì qualunque. Passo due giorni in totale isolamento. Dopo una sbronza pazzesca. Il concerto è stato bello. Peccato non ricordi granché. Ma va bene lo stesso.
Riprendo apatica questo inizio settimana. Sbadiglio. Sbuffo ogni tanto. Lavoro con il lettore mp3 a volume allucinante nelle orecchie. Passo il tempo fissando la foto di Olly. Aspetto che arrivino le 5. Ma per fare cosa, ancora non lo so.
Nella mia mente le stesse parole da ore.
Devo darmi una mossa. Devo fare qualcosa. Qualsiasi cosa. Sono stanca di questa calma annichilente. Ma puntualmente non mi do retta. E continuo nella mia giornata senza sbalzi.
Sistemo i capelli. Il trucco. Scelgo i vestiti adatti. Niente da fare per la mia insoddisfazione.
"Sopportare, stato mentale..non so più cos'è bene, cos'è male.."
E alla fine si sono sciolti. Ancora non ci credo. Ma è così. Sul sito l' annuncio ufficiale. Gli Shandon si sono sciolti definitivamente.
E' stato un duro colpo da incassare. Peccato. Mi ero talmente legata alla loro musica, da non riuscire più a farne a meno. Mi resta tanta tristezza. Malinconia.
Quando li ho incontrati ho iniziato un nuovo periodo della mia vita. E adesso, capisco che è la fine di quel periodo. E non voglio.
Ma perchè mi lego così tanto a queste cose?
Vorrei essere indipendente. Alzarmi domattina. Col coraggio di partire. Andarmene in Irlanda. E provare a restarci il più possibile. Continuo a pensarci. Ma so che resterà solo un sogno. E mi detesto.
Sfilo una Marlboro da un pacchetto a metà. Aspiro e storco la bocca. Ma continuo a fumare. Forse per abitudine. Forse per noia. Forse..
Ieri sera Olly a Firenze. Peccato. Non lo sapevo. Mi sarebbe piaciuto ascoltarlo. Ormai. Sarà per la prossima. Si spera. Anche se ultimamente la sua foto mi manda in paranoia. O forse sono io che sto in paranoia. E non capisco perchè. Non sopporto più niente. Neanche me stessa. Questo stato ansiogeno mi tormenta.
Succede che sono stanca. Stanca di fingere. Fingere che va tutto bene. Quando invece va tutto male. Io sto male. E non trovo rimedio a quel male.
"..imparando anche a sanguinare.. sezionare la notte e il cuore per sentirmi vivo.."
Da quanto ho smesso di vivere. Quand'è che ho iniziato a sopravvivere. Forse da sempre. Nessun ricordo preciso. Solo la voce di Samuel mi distrae appena dai miei pensieri inquieti.
Le paranoie di questa settimana sembrano aver allentato la presa. Programmare il viaggio ad Amsterdam mi ha fatto bene. Adesso devo solo decidere quando partire. Intanto continuo con la mia mania. Scrivo. Esattamente non so cosa. Ma scrivo. E continuo da mesi. La stessa protagonista per ogni storia. Giulia.
Probabilmente vorrei essere lei. A volte mi convinco che sia reale. Giusto per sentirmi un po' meno sola. Mi stendo sulla scrivania. Socchiudo gli occhi. Inizio a immaginare un' altra vita. Non la mia. Forse dovrei solo smettere di sognare. Agire. E vedere che succede. Continuo ad eseguire azioni meccaniche. Con la testa piena di sogni. Mentre mi isolo dalla realtà con hardcore a volume allucinante nelle orecchie.
Merda. Sono senza sigarette. E anche oggi mi costringo nella mia solita routine. Faccio sempre quello che ci si aspetta. Poi la notte mi ritrovo a piangere senza un motivo. Ma che aspetto a fare qualcosa? Alla radio passano canzoni che non sopporto. Ma la mia mente è distratta. Persa in un mondo che vorrei fosse reale. Come l' immagine di me che si alza da questa sedia. E senza dire una parola, esce. Se ne va. Sale in macchina. Accende il motore e da gas. Via di qui. Fino alla stazione. E poi ancora via. Lontano. Il più possibile. Ma senza pensare alle conseguenze. Se quello che conta è quello che sento, allora sono messa male.
Il lavoro è una merda. E tutto il resto fa schifo. Allora perchè non faccio niente che restare a guardare? Ultimamente riesco a vivere solo sognando. E questo mi fa male. In quei pochi momenti di lucidità totale, capisco l' errore. L' illusione che si dissolve. E la realtà è come un tir che mi investe a una velocità folle. E tutte quelle lucine attaccate sono i miei sogni. Le mie speranze..
"..my desperation, my desperation, my thoughts are killing me.. "
La pioggia cade fitta qua e là. Sulla strada. Sui palazzi. Sui miei vestiti. Pozzanghere di acqua lercia rispecchiano nuvole grigio viola. Ci affondo dentro con gli anfibi neri. Evidentemente bucati da qualche parte. Perchè sento arrivare l' umidità di questo giorno sulla pelle.
Continuo a camminare. Alzando lo sguardo ogni tanto. Completamente estranea alla realtà. Isolata da tutto quello che mi circonda. Per mia volontà. Per mia necessità.
Queen Hadreena per questo giorno di pioggia. Sarebbe il caso di tornare alla quotidiana realtà. Ma non ne ho le forze. O forse è solo un capriccio. Ma io non voglio stare male. Ancora. Ho bisogno di un attimo tranquillo.
Sono costretta in una vita di abitudini. Incastrata in situazioni da cui non posso uscire. Mi sento soffocare. Cerco aria pulita. Qualcosa di diverso.
Ed è allora che tutto crolla. Tutte quelle certezze non sono più valide. E mi sento persa. Sola. Ho paura. E torno indietro. Senza neanche tentare.
Cerco di sfogarmi ascoltando hardcore. Volume oltre i limiti di sopportazione. Voglio escludermi dal mondo. Controllo la posta in modo ossessivo. Anche sapendo che non c'è niente per me. Ho un bisogno nevrotico di un contatto. Non so esattamente con chi. Ma sento che mi manca qualcosa. Quello che ho non è quello che voglio. Non mi basta.
Forse dovrei smettere di lamentarmi. Ringraziare. Tentare di sopravvivere al meglio. ALL THE DRUGS IN THIS WORLD WON'T SAVE YOU FROM YOUR-SELF.
Riverso tutta la mia insofferenza sul trucco nero intorno agli occhi. Sui capelli di un colore ormai terribile. Sulla mia pelle. Ricoperta da simboli. Ai quali presto ne aggiungerò altri.
Intanto aspetto l' uscita del cd dei FIRE. Il nuovo gruppo di Olly. Ho ascoltato solo due tracce. Non male. Niente a che vedere con gli Shandon. Ma va bè. La voce di Olly riesce comunque ad arrivarmi allo stomaco. Cosa rara.
Per un po' mi immergo nei ricordi. Guardando vecchie foto. Quelle di Firenze. E mi fanno stare bene. Almeno credo. Non so. Ultimamente solo confusione. Non so casa voglio. Cosa cerco. Sono sempre ferma su questa sedia. Mentre Amsterdam sembra sempre più lontana.
Perchè non riesco a decidere. Non riesco a prendere iniziative. Partire. Sola. Alla ricerca di me. E ho paura. Di restare sola. Cosa che adesso vorrei più di ogni altra cosa. Ancora confusione.
La voce di Brody che sfonda i timpani.



FINE



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