STORIE
Bungee Jumping


Dallo stereo la voce di Marylin arriva dritta allo stomaco. Luca pensa ai fatti suoi. E' concentrato sulla strada e non mi degna di attenzioni. Meglio. Cerco veloce il pacchetto di Lucky Strike. Sento i nervi cedere troppo rapidamente. L'alcool sta fluendo via troppo in fretta. La vodka è finita da un pezzo. Per fortuna sto già fumando.
E' notte ormai da ore. Il mio sguardo si perde sull'asfalto che scorre veloce. Metto la faccia fuori dal finestrino della Jeep. Nonostante il freddo. Nonostante Luca mi sta dicendo di non farlo. Che sono un'irresponsabile. Anzi, una testa di cazzo irresponsabile. Ma l'aria gelida sul viso mi piace. Non riesco a respirare. I pensieri sembrano congelati. Sorrido. I' m a suicide girl.
Non era te che dovevo chiamare. Lo so. Lo so che anche sta volta ho fatto una cazzata. Lo so che ormai non mi stupisce più di tanto. E' quello che faccio sempre. E' quello che mi riesce meglio.
Avrei evitato volentieri di fare quella chiamata. Avrei potuto fare mille altre cose invece di chiamare, ma sono debole. Non posso resistere alla tua assenza. Ho bisogno di starti vicino, sempre, ovunque, comunque. Anche se capisco il male che ti fa la mia presenza. Sono un egoista del cazzo. Lo so. Lo sai. E siamo ancora qui. Insieme. Pazzesco, non ti pare? Avere bisogno l'una dell'altro, ferirsi a vicenda nell'impossibilità di avere due vite divise.
Le paranoie invadono ogni angolo del mio essere. Sto crollando, ma per fortuna stai ancora guidando. Mentre io scivolo sempre più giù su questo sedile scomodo. Persa nelle mie macchinazioni mentali fisso il fumo della sigaretta. Forse avrei dovuto chiedere il permesso, ma siamo già arrivati.
Luca mi frega la cicca dalle dita. Io scendo senza troppi convenevoli. Un passo sull'asfalto bagnato. Forse due. Ed ecco quel rumore metallico che non avrei voluto sentire.
Luca scende dall'auto, mi prende per il giubbetto e mi sbatte contro la Geep. Parole che comprendo a fatica. Troppo veloci, o solo troppo dolorose per essere ascoltate tutte insieme. In questa notte un pò speciale dove non avevamo ancora litigato. Bè, come non detto.
Il tempo sembra essersi bloccato. E' ancora notte. Sta ancora piovendo. Sento l'acqua scivolare tra i capelli. peccato non scivoli più a fondo. Magari si porterebbe via questo senzo di tristezza che non riesco ad allontanare.
Da quanto sono sotto l'acquazone. Da quanto sto mentalmente ripetendo quella scena. Servisse almeno a farmi capire il senso di quelle parole. Di quelle frasi urlate a distanza ravvicinata. Non ho avuto tempo di capire e rispondere. O forse ho fatto finta.
Socchiudo gli occhi e cerco un'altra Lucky Strike.

INVENTA UN SENSO PER POI SORPRENDERMI..
La radio sveglia segna le 11:47. Resto ancora a letto. Reprimo il bisogno di nicotina. Ho le dita che puzzano ancora di fumo. Verdena come isolante da tutto il resto del mondo. Nonostante il volume alto sento il cellulare che squilla.
Passo alla traccia 3 del CD. Nova. Brividi al pensiero di quelle parole. Modalita' repeat-on. Che anche questa giornata passi il piu' in fretta possibile. Chiudo gli occhi ma sono sveglia, e le paranoie hanno il permesso di entrare.
Resto a fissare il soffitto. Bianco. Ascoltando Verdena. Il cellulare squilla ancora. Da qualche parte.
Arrivo in cucina. Scalza. Caffè e sigaretta. Infilo una maglia nera. Il primo paio di jeans che trovo. Prendo l' autobus al volo. Siedo in fondo. Con lo sguardo perso. La fronte appoggiata al finestrino.
Fa freddo. Ho freddo. Fuori e dentro. Ho le mani rosse dal freddo.
Sono a lavoro. Alla macchinetta prendo caffè bollente. Faccio chiacchiere inutili con Mirko. Tanto per passare il tempo. Fumo una sigaretta. In testa una vecchi canzone degli After. Forse fa un pò male.. Tutto fa un pò male..
Sono per strada. E cammino. L' autobus mi è passato davanti. Neanche un cenno. Infilo le mani nelle tasche dei jeans. Affretto il passo. La strada deserta. I lampioni fulminati. Infilo una sigaretta tra le labbra. L' accendo continuando a camminare. Con quella canzone in testa. Forse fa un pò male.. Tutto fa un pò male..
Rientro a casa correndo. Lascio la porta spalancata. Col fiatone vado in cerca del cellulare sperso per casa. Compongo veloce il numero. Con le dita ancora gelide. Poi silenzio.
Vodafon..
Veloce riattacco. Non sopporto più tutto questo silenzio tra noi. Non'è accettabile. Ma forse è stato meglio non trovarti. Già, forse. Forse potrei andare avanti con le mie gambe invece di cercare un'appoggio. Qualcuno che mi consoli ogni volta che inciampo.
La fame attanaglia lo stomaco. Sento un vuoto assurdo, ma non ho intenzione di mangiare.
Sento il cellulare che squilla. Ancora sperso da qualche parte. Arrivo troppo tardi. 3 chiamate perse. Luca. 1 messagggio. Mi spiace averti urlato quelle parole l'altra sera, ma non sopporto che ti fai dela male per1 che non lo merita..
Cancella? Ok. Grazie per il pensiero. Ma preferisco ti facessi i cazzi tuoi.

Rientro a casa dopo una serata per vicoli con Nasty. Lancio le New Rock sotto il letto. Accendo il PC. Infilo una sigaretta in bocca e controllo la posta. 6 nuovi messaggi. Uno di Morgana.
Ciao bella, come ti va? Ho saputo che continui a frequentare quelli del Clan, guardati le spalle. Nessuno è realmente cio' che sembra..
Un bacio
P.S: Ti ricordi il mese prossimo? Shandon Live!!!!!!!!!
Morgana l' avevo conosciuta tramite forum. Era il periodo in cui si giocava a Vampiri. Diego mi aveva dato l' indirizzo. Io e Morgana diventammo sorelle nel Clan dei Malkavian. Continuammo a sentirci anche dopo che si era ritirata dal gioco. Era un pò che non scriveva. E adesso questa mail.
IO NON TREMO.. E' SOLO UN PO' DI ME CHE SE NE VA..
Automaticamente ho messo su gli AfterHours. Ricordo ancora le parole. E l' emozione di quel concerto. Arezzo. Io, Morgana, Nasty e Dope Sik Girl. Vena nostalgica di un fine serata apatico. Rispondo.
Mi manca la mia sorella vampira.. Per gli Shandon sai che non me li perderei per niente al mondo.. Poi parleremo anche del resto. Nasty ha imparato a fare i piercing. Ora possiamo bucarci dove ci va O_o Stammi bene.

Mi sento vuota e apatica. Ho solo voglia di restarmene fusa. Senza troppi sbattimenti. Fregarmene di tutto. Fregarmene di tutti. Ma gia' mi manchi.
Sopportare stato mentale, non so piu' cosè bene o male. Sopportare stato mentale in meeeeeeeeee. Shandon still on my mind.
Il telefono squilla alle 23 precise. Non rispondo. Forse dovrei. Forse dovrei lasciarlo squillare. Mordo il labbro mentre fisso il telefono. Prendo il pacchetto di Marlboro li accanto. Esco accendendo una sigaretta. Faccio le scale come se andassi di fretta. Ma in realta' non ho nessun appuntamento. Vago per le strade della citta'. Il vuoto piu' assoluto che mi avvolge. Un senzo di solitudine che adesso mi fa compagnia. In altre occasioni correrei nel cesso a cercare le lamette. Oggi no. E' cosi' e basta.
Incontro ex compagni di scuola. Solite frasi banali. Di circostanza. Avvolte di una falsita' che ma fanno venire il vomito. Ricambio. Il limite di sopportazione è vicino. Cerco nervosamente una sigaretta. La trovo. Inizio a tirare come fosse ossigeno. Mentre chiacchiere inutili cercano di coinvolgermi. Saluto sciatto e via di corsa.
Ex compagni affermati. Freschi di laura. Io, la solita fancazzista su cui confrontarsi.
Entro in un bar. Ordino a caso. Basta che ci sia abbastanza alcool. Tanto da dimenticare gli ultimi istanti della mia vita. Resto seduta al bancone. Da sola. Fissando un bicchiere che si svuota troppo rapidamente. Questa scena si ripete gia' da tempo. Smorfia di menefreghismo sul viso. Finisco il bicchiere. Pago ed esco.
Niente da fare. Troppe paranoie in testa. Chiamo Luca.
Dormo da te stanotte?
Raggiungo casa sua in autobus. Senza fare il biglietto. Non ho piu' un soldo. Uno squillo quando sono sotto casa. Mi apre il cancello. Salgo le scale lentamente. Mi rendo conto che sono ancora qui. Sono sempre qui. Quando lui sparisce, io mollo tutto e corro da Luca. E' automatico. E Luca è sempre qui che non dice mai di no. Ma per quanto ancora?!



FINE










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